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La notte degli esami che finiscono mai

La fiction su Raiuno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
La notte degli esami che finiscono mai
La notte degli esami che non finiscono mai

 

Non esiste più la nostalgia di una volta. C’è il  Santiago Bernabeu affollatissimo (e Paolorossituttoattaccato, e Italia- Brasile 3/2, e Pertini il “presidente che/dietro i vetri un po’ appannati/ fuma la pipa” cantava il solito Venditti);  ci sono i Duran Duran, gli Spandau e il Gioca Jouer di Cecchetto; ci sono gli scaldamuscoli, i motorini Ciao e le giacche con le spallone; c’è il primo pc ingombrante come una cassetta della frutta; c’è la spensieratezza degli anni del liceo.

C’è tutto questo in “Notte prima degli esami”, miniserie appena passata su Raiuno che avrebbero dovuto proibire per regio decreto. Intendiamoci, noi siamo tra quelli che dividono il mondo tra chi che ha visto i Mondiali dell’’82 e chi non li ha visti. E quando nel 2006 passò al cinema l’omonima pellicola del nostro coetaneo Fausto Brizzi, pluripremiata da critica e pubblico, noi eravamo lì, a divorare le peripezie di quei ragazzini romani –anche se con lo spirito, oramai, ci sentivamo più vicini al prof Martinelli che a Luca, il protagonista-. Fu una bella operazione nostalgia. Però, diamine, una basta.

La fiction con gli usuali innamoramenti, l’attesa delle vacanze dopo la maturità, l’insegnante bastardello (Enzo Decaro beccato in un’arena estiva con un’alunna mentre guarda “Ricomincio da te”, ardita autocitazione) che ti rovina la giornata: tali stereotipi non sono strettamente necessari. Certo, nella fiction hai anche luminose sorprese, come i Ferrari padre e figlio (Paolo e Fabio, ex Chicco della 3° C) che tornano a recitare assieme ; ma hai pure tutto il peso delle decine di prodotti simili che in questi anni hanno inzeppato la tv, da “Fuoriclasse” a “I Liceali”, peraltro senza l’ambientazione molto paracula degli anni 80. Ambientazione indirizzata pubblicitariamente ai “big spender”, cioè alla generazione di chi scrive. Tolto il trito canovaccio rimane un fastidioso groppo alla gola. Che ci infastidisce di più se ripensiamo a quando, da direttore dell’Unità il quarantenne Veltroni rilanciò le figurine Panini; allora ne criticammo il fanatismo del ricordo, oggi ci accorgiamo di fare altrettanto. La fiction ha fatto meno di 3 milioni, con crollo di 1,5 in pochi giorni. La Notte sarà prima degli esami , ma gli esami non finiscono mai.

 

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