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Vicky, Quelli che... e la sindrome del gorilla

la Cabello a Quelli che il calcio

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Vicky, Quelli che... e la sindrome del gorilla
«Sei trooopo top, Simo, sai che sarò le tua erede!», urlava a Quelli che il calcio l'imitatrice di Victoria  Cabello , schizzata come un frullatore, a Simona Ventura; mentre quest'ultima, la Simo, se la rideva. Era il 16 maggio 2010 (la data è certa: il video su Youtube è cliccatissimo).

Il fatto che oggi Vicky  Cabello , trombata la Simo, sia neoconduttrice di Quelli che il calcio (domenica Raidue) insuffla una sensazione di benevola vendetta. Che poi il programma sia migliorato, è tutto da dimostrare. Perché, a parte il fatto che la  Cabello  mantiene un'epilessia davanti alla telecamera, che ride troppo e che strapazza i suoi ospiti come il  gorilla  del Crodino, due sono le scuole di pensiero sul nuovo Quelli che il calcio. La prima scuola afferma che Vicky ha impresso una marcia giovanile allo show, “eliminando tutti i nani e le ballerine di cui si circondava la Ventura”, e che anche se non capisce nulla di calcio, be', è il suo bello. E quindi il suo arrivo sarebbe bene. La seconda scuola, invece, afferma che  Cabello  oramai si avvita su un'ironia prevedibile, che tende ad enfatizzare tutto ciò che tocca (e il calcio è già enfatizzato di per sé), che inserire il Trio Medusa lì è come spegnerlo, che le imitazioni, le battute, l'aria che si respira è troppo da Victor Victoria e col pubblico di Raidue non c'entra un piffero. Senza considerare che iniziare l'avventura Rai pretendendo (e ottenendo) un parrucchiere personale nonostante i parrucchieri interni, non è carino. E quindi il suo acquisto sarebbe male. In realtà il programma di  Cabello  qualche guizzo l'ha avuto: il «cross over» con Stefano Bollani che insieme a Cremonini canta Mondo; l'imitazione ipercinetica di Oscar Giannino; l'isolamento progressivo di Massimo Caputi in un pertugio dello show assieme ad uno strano coreano. Cose divertenti. Peccato che non c'entrino nulla col format originale. A 'sto punto la cosa più intelligente è cancellare la dicitura “...il Calcio”, per poter essere liberi di parlare di cinema, di avanspettacolo, di curling, chessò di pallacorda.

Se si voleva la  Cabello , c'era bisogno di snaturare così un classico della Rai? Infatti il risultato è 14,96% di share, senza infamia né lode. Siamo in attesa davvero di una rivoluzione...

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