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Da Ferrara a Baila l'ineffabile tv dei flop

tutti gli insuccess d'autunno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Da Ferrara a Baila l'ineffabile tv dei flop



Cara vecchia, Rai.m Era “bella e invincibile”. Era come un calabrone «che a rigore scientifico non dovrebbe volare con quell’apertura alare e quella. E, invece, toh, vola...».

Quando qualche giorno fa, sulle colonne del Foglio, Agostino Saccà da ex direttore generale Rai (prima onnipotente, poi silurato con ignominia, riabilitato e infine tornato come il Conte di Montecristo in veste di produttore) ne ripristinava l’onore, la tv di Stato pareva incalfibile. Nonostante i terrificanti casini in cui naviga la barca di Viale Mazzini, per Saccà, cifre alla mano, la Rai «ha conservato pressochè inalterata la quota di mercato di 23 anni fa». Ed è vero, per carità. Ma è anche vero che, sempre cifre alla mano, in questo preciso momento storico la Rai è una Via Crucis. “Me lo dicono tutti!”  rispetto alla scorsa stagione è calato di oltre 7 punti di share. Pino Insegno ha insegnato che non si possono fare sempre le stesse cose per  tutta la vita. É stato chiuso dopo due puntate. Giuliano Ferrara, avendo la ferma convinzione che il suo “Qui Radio Londra” facendo servizio pubblico se ne può impipare dell’ascolto, è sceso a  4.050.000 spettatori medi e share 15,47%, cinque punti in meno; costando tremila euro ogni cinque minuti, l’Elefantino è diventato il bersaglio degl’inserzionisti inferociti che ora giustamente ne vogliono la testa. Verrà presumibilmente spostato in altra fascia, protetta.
 Non che Minzolini faccia meglio: il Tg1 delle 20 nel settembre 2010 lo seguivano in media 5 milioni 546 mila, quest’anno sono rimasti in 4 milioni 781 mila, -22.47% di share, saldo negativo di 765 mila utenti. Dopo una velata critica al tg chi scrive si era lasciato, l’anno scorso, col direttorissimo con la promessa di risentirci; per, eventualmente, piegarmi sui ceci e cospargermi di cenere, se avesse raddrizzato gli ascolti. Nulla. Neanche l’ombra della telefonata. Minzolini dà la colpa del disastro ai traini e alla gestione della rete da parte di Mauro Mazza. Un po’ ha ragione. Mazza è un ottimo giornalista, ma confezionare la tv è altro mestiere. Qualche dato, sulla fiction Rai -che con il solito  Saccà dominava il mercato-:  “Tiberio Mitri- Il campione e la miss” (RaiUno): 4.141.000 spett e 15,75%”; “Il segreto dell’acqua” (RaiUno), brutto brutto: 2.957.000 spett e 12,27% ; “Il Commissario Zagaria” (RaiUno): 3.160.000 spettatori e 14,05%. Tiene su la baracca soltanto Don Matteo, il grande Terence Hill in tonaca vince ancora la serata con 7, 5 milioni di telespettatori, share 27.86; però è notoriamente protetto dall’Onnipotente. E “Don Matteo” va talmente bene che bisognava piazzarlo contro “Star Academy” che già aveva il gravoso compito di sostituire Santoro. Il clone di “X Factor” condotto da Facchinetti non è orrendo. Ma è scollato, ogni tanto vi affiora qualche fastidiosa marchetta; e la mancanza di “racconto” specie nelle pieghe della notte, infastidisce lo spettatore, ormai sempre più esigente grazie a molto prodotti iperqualificati su satellite e digitale. In Rai solo Raitre ha il segno + con “Ballarò” di Floris, che al debutto di stagione è schizzato al 17.66% di share (4 milioni 473 mila spettatori) e  “Presa diretta” di Iacona che ha migliorato il risultato dell’anno scorso di 4-5 punti di share.

Intendiamoci: non è che Mediaset brilli per novità e progetti eversivi. Lì la scelta più rivoluzionaria, quest’anno, è stata sostituire alle Iene la coppia Luca & Paolo con quella inedita Brignano & Argentero. Per il resto è sgraziato ed inutile “Baila!”; e non si capisce il perchè su questa arida materia plotiniana (il non-essere della tv) si è dovuta costruire una polemica infinita, sfociata perfino in una causa con la Rai.

Ed è un flop anche “La versione di Banfi” che a Mediaset, cattivelli, chiamano già “L’avversione di Banfi”. Il programma, qualitativamente è quasi meglio di Matrix; ma quando t’inanella una progressione di share di 3,21%, 3,45%, 3,84%: be’, ammettiamolo, Houston abbiamo un problema. Ora, mettiamoci pure tutto: il pubblico televisivo che si sta modificando geneticamente, la frammentazione degli ascolti, il digitale terrestre, il satellite, la mancanza di idee e di coraggio, ecc.. Ma, insomma: la mitica tv generalista o riprende a volare o soffocherà nel proprio sangue. É come se al calabrone stessero spezzando le alette...



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Commenti all'articolo

  • uycas

    10 Ottobre 2011 - 09:09

    Presentatori messi in progeammi sbagliati non si sa mai il motivo (forse raccomandazioni), programmi sistemati nel palinsesto in giorni ed ore sbagliate, soprattutto mancanza di pubblicità del programma. Ieri per puro caso mi sono accorto che era iniziato Distretto di Polizia. Da un annetto ho tradito C5 ma è diventato inguardabile, salvo solo ITalia1 dalle 13,40 alle 15, ed ovviamente Italia2, dalle 21 alle 22. PErché la qualità dei programmi dove la metti? La lunghezza? Il prossimo fallimento della Endemol? Il crollo si Mediaset con l'accerchiamento di La7, Sky-cielo e le tv locali lombarde?

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  • Danvas

    09 Ottobre 2011 - 19:07

    L'emorragia di ascolti di Rai 1, in particolare del TG1 e di Radio Londra e' dovuta a Minzolini e a Ferrara che hanno oltrepassato il limite della decenza per un giornalista. Un conto e' essere di una parte politica ed ispirare la propria professione agli ideali di quella parte -come la maggioranza dei giornalisti - un altro conto e' essere schaicciati sulle posizioni del premier e non i sui valori del centrodestra, come sarebbe "quasi" giustificato. Con i loro sermoni dal canale pubblico di Rai 1 hanno tentato di coprire il re nudo e la gente non e' stupida. Il principale telegiornale che vedevo prima della direzione di Minzoli era il TG1 con tutti i direttori - sinistra, destra, centro, centrodestra ecc. - oggi e' un telegiornale inguardabile soprattutto per la censura applicata. A fine telegiornale si ha sempre la sensazione che non hanno detto tutto quello che e' successo nel giorno, ho lo hanno detto edulcorato per i Sig. premier. Ma prima o poi "passera' la nottata".

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