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Quando Radio Londra e il Tg proprio non vanno

i flop di Raiuno

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Quando Radio Londra e il Tg proprio non vanno
Nel migliore dei casi quella è una fascia porta sfiga. Nel peggiore, c’è una pertinacia quasi commuovente da parte della Rai d’infilarci, in quella fascia elastica tipo Gibaud, sempre le persone sbagliate.
“Qui Radio Londra”, il personale cacciabombardiere da cui Giuliano Ferrara –essere mitologico: metà uomo metà pulpito- lancia le sue morbide atomiche ogni sera  tra il Tg1 delle 20 e il varietà di prima serata viene spostato nelle pieghe del pomerggio, “tra le merendine e il caffè”, suggerisce carognescamente Il Fatto. E, diamine, un po’ è così: Ferrara, con le sue concioni più o meno apprezzabili, pagate 3000 euro ogni 5 minuti per un totale di 60mila euro al mese (pagate dal noi) è sceso al 15,45% , al di sotto della soglia della decenza, nel luogo in cui la storia della Rai aveva confinato “Max & Tux”, indimenticato fiasco della coppia comica Solenghi/Lopez.  Ferrara è stato divorato vivo dagli inserzionisti Rai che perdevano fiotti di sangue di pubblicità. Ferrara è l’ultimo devastante lascito di Mauro Masi, il peggior direttore Rai di tutti i tempi. Se politicamente il programma dell’Elefantino, detto –detto da suoi amici-  “l’anti Santoro del servizio pubblico a destra” poteva discutersi, industrialmente ci troviamo di fronte al crollo delle mura di Gerico, ai bombardamenti di Dresda e all’inabissamento di Atlantide tutte insieme. Il problema è che la fascia Gibaud è una sorta di maledizione, la maledizione del programma tradizionalmente al servizio dei partiti di governo, o almeno non ostili. Dopo i successi di Enzo Biagi –che politicamente si poteva discutere, come e più di Ferrara- quella fascia oraria sempre vittima di una magia vudu. C’era Pigi Battista con “Batti e ribatti” , c’era Oscar Giannino con “Batti e ribatti” 2-la vendetta, c’era “Batti e ribatti” 3 con Riccardo Berti di cui nessuno rimembra nemmanco il volto. Tutti facevano dal 27% al 25%. Molto lontani dallo score di Biagi, lontanissimi dal flop di Ferrara. Quindi, al di là di come la si pensi, se non toglievano il direttore del Foglio di là, la Rai sarebbe finita affogata nel suo sangue come in una tragedia di Shakespeare.
Ma non si pensi che per Raiuno Ferrara sia la peggior jattura. Giammai. C'è stato sì, Vittorio Sgarbi. Ma ora tecnicamente, al livello Tg1 Augusto Minzolini fa anche peggio. Gianni Riotta ha lasciato un telegiornale che aveva chiuso il 2007 con il 32,28 per cento di share e 6,6 milioni di telespettatori, adesso è tutto scomparso. Ragazzi, e parliamo di Gianni Riotta, uno che aveva messo il pilota automatico su un Air Force One dell’informazione che da anni fa sempre le stesse rotte. Bene. Oggi la media del Tg1 nel 2011 è del 24 percento di share e di soli 5,1milioni di italiani con caduta anche sotto il 22 per cento di share, impensabile fino a qualche anno fa. Al di là di come la si pensi mentre in qualunque altro paese del mondo con questi risultati un direttore andrebbe a casa, in Italia si verifica uno strano meccanismo. A Riotta hanno dato la direzione del Sole 24, che ha pensato bene di far precipitare a leivelli inumani. A Minzolini che daranno? Il Tg5? (Il discorso è puramente tecnico, i colleghi sono bravissimi giornalisti di carta stampata ,ovvio: absit inuria…)

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Commenti all'articolo

  • uycas

    11 Ottobre 2011 - 17:05

    Dato che Silvio ed Umbi non vogliono aprire alla crisi di Governo, finalmente Giulio ha fatto il suo dovere di politico intelligente ed accorto ed ha messo al muro i socialistoni presuntuosi di Brunetta e Sacconi e soprattutto gli opportunisti che non vogliono perdere il loro posticino. Grande Giulio.

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  • uycas

    11 Ottobre 2011 - 17:05

    Diciamo che si pensava che rai1 diventasse la tv di regime; invece la dura legge del mercato e dell'inteligenza umana, hanno fatto il loro dovere. Raiuno forse necessità di un direttore di TG di forte richiamo per poter attrarre gli ascoltatori, altrimenti sarebbe un tg come tanti. Sarebbe bastato avere Chicco Mentana per fare un pò più di auditel. Un tg che dopo 10 minuti ha già raccontato tutte le notizie non può essere un tg di punta. Ferrara è troppo di parte, e non si nasconde: Battista era molto interessante e tranquillo.

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  • Liberovero

    11 Ottobre 2011 - 15:03

    ma di incapacità dei conduttori o di inefficacia del programma. Quando quella fascia era gestita da un certo Enzo Biagi gli ascolti erano alle stelle. Poi arrivarò l'editto Bulgaro ed amen....in RAI chi fa ascolti e quindi porduce utili è cacciato, se ovviemnete non è gradito al padrone delle sue libertà che, ovviemnte si guarda bene di assumere presso le sue televisioni campioni di ascolti come Minzolin,. Ferrara e Sgarbi. Da questi preferisce farsi servire a spese nostre così ottiene due risultati. Il servizio gratis e la perdita di ascolti del conororente RAI. E pensare che ci sono ancora numersoi boccaloni che pagano il canone ed esultano quando un giornalizsta capace come Santoro viene cacciato. Sono un pò come quei maiti che per far dispetto alla moglie si evirano.

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  • S.Winston

    11 Ottobre 2011 - 13:01

    A chi fà comodo? Suvvia ci vuole poco vediamo se ci arrivate?

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