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Sara Tommasi, nudissima contro le banche

spot di Marra

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Sara Tommasi, nudissima contro le banche

Sarà che è laureata alla Bocconi; sarà che conosce esattamente (rispetto a Ruby Rubacuori che l’aveva preceduta in operazione analoga) la parola “signoraggio bancario” e sa che lo spread non la variante di un aperitivo del Triveneto; sarà che non fa calendari da una vita e un po’ ne sentiva la mancanza; sarà quel che sarà ma Sara Tommasi che si spoglia per i consumatori è una notizia. “Il mio corpo nudo per una giusta causa”, dice lei. Il nudo diciamo che per Sara è usuale; la notizia, dunque è “per la giusta causa”.

Si tratta di vedere se è notizia buona o notizia cattiva. Quando l’avvocato/filosofo/filantropo napoletano, il famigerato Alfonso Luigi Marra – quello che già scomodò Ruby e Manuela-la-pia-Arcuri, le ha proposto uno spot per “fermare le presunte leggi salva-banche ed abolire il signoraggio bancario!” , Sara è scatta, un impeto erettivo. Sara, in trance bocconiana, presa da impetuoso impegno civico, ha cominciato a spogliarsi furiosamente, ponendo agli spettatori una pregevole analisi tecnico finanziaria del carattere estorsivo degli istituti di credito:Queste leggi hanno regalato alle banche ulteriori centinaia di miliardi di euro all’anno, cioè molto ma molto di più di quanto servirebbe per uscire dalla crisi….”. Ecco magari la disamina è un tantino approssimativa (quanto rubano le banche? Quanto servirebbe per uscire dalla crisi? Quant’è lo spread?...) ma sarà, emula di Mario Monti conclude: “Agite pregiudizialmente per farvi restituire alle banche  soldi che vi hanno rubato!”. Agite, agite. E ci veniva in mente un suo spot precedente in cui  vestita da Bin Laden sponsorizzava il labirintico libro di Marra “Il Labirinto femminile”–un atto compiuto sempre dietro istigazione di Marra-. Una cosa quella, davvero terrificante. Sicchè osservando Sara Tommasi in quel corpo nudo, già schiaffeggiato al vento del gossip arcoriano e già accarezzato dalla kodak di illustri fotografi, il nostro spirito s’è elevato; lo spirito civico s’è ingrifato e una riflessione dall’alto senso etico ci ha pervaso: “Sara, mia cara, ma quei rotoletti ai fianchi da dove vengono?...”

 



 


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