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Ambra, la "Casta Diva" di Formigli

il grillo parlante del La7

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Ambra, la "Casta Diva"  di Formigli
Come quella omerica di Pippo Baudo, la figura di Ambra Angiolini -lo confessiamo- ha accompagnato le varie fasi della nostra vita, suscitando sentimenti contrastanti.

Antipatia per la logorrea irrefrenabile nel pollaio di “Non è la Rai”; gioiosa incredulità per quell’auricolare che, nel ’94, le fece suggerire da Boncompagni: «Il Padreterno sta con Berlusconi, il diavolo con Occhetto»; stizza per i tentativi canori («T’appartengo” è una delle peggiori iatture della discografia occidentale»); perfino rabbia, per la patente di “giovane” che, pur priva d’idee, le consentiva di garantirsi tutti i contratti da conduttrice nei programmi Rai e Mediaset dedicati alla categoria. Per inciso, la stessa categoria in cui sgomitavano Diaco e Mellissa P. Solo che loro sono evaporati, Ambra è rimasta. Ambra si è evoluta, adattata all’ambiente, migliorata oltremisura, anche fisicamente. Sicchè oggi possiamo dire che la sua interpretazione della “Casta Diva” è una delle vere sorprese nella PiazzaPulita di Formigli (La7 , giovedì ore 21).

Nelle ultime due puntate, vaporosa una sedia -trespolo, prima ha raccontato della cancellazione del vitalizio dei parlamentari: «Ora state esagerando. perchè togliecelo? Sennò che abbiamo fatto a fare i parlamentari?» beccandosi l’applauso di Tonino Di Pietro, ufficialmente l’anti-Casta per eccellenza e quindi spiazzato: « Complimenti per la professionalità». Poi ha dipinto la resistenza paradossale degli onorevoli a tagliarsi le spese: «Monti, facciamo così: noi votiamo a favore dell Ici e in cambio tu ci fai viaggiare gratis sui treni e sugli aerei». Intendiamoci i testi onesti di Zincone sono rubacchiati a Stella, a Rizzo, e a tutti cronisti che si sono occupati di privilegi (compreso chi scrive). Se parli di privilegi della politica, lo share s’impenna da solo. Matematico. E l’esprit teatrale non è nuovo.. Un tempo c’erano Bertoldo, e il Pasquino, e il fool elisabettiano che massacrando la regina diceva la verità. Poi sono arrivati i monologhi pirotecnici di Travaglio che hanno scavato il solco a quello strano impasto di satira e giornalismo che ha prodotto le appendici di Crozza a Ballarò, i prologhi di Vaime a Coffee Break, i monologhi di Piroso, gli editoriali disegnati di Vauro. Ambra legge i testi senza impararli, esagera forse con le pause e l’autocompiacimento. Ma lo fa talmente bene che il pubblico segue, e non se ne accorge...

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