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Foresta , l'uomo che imitava le donne

nel programma di Fiorello

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Foresta , l'uomo che imitava le donne
Il destino è sempre in agguato, spesso agisce di notte, e ha voce di donna.

Nella cavalcata d’audience del #ilpiugrandespettacolo dopoilweekend, tra un rap di Caparezza e una croonerata di Bublè, il picco d’ascolti è stato raggiunto da tale Mimmo Foresta da Nola. Ossia un 34enne pelato in smoking, timido, ex intrattenitore di fama rionale; uno che - a parte i Coldplay - in 4,7 minuti d’esibizione ha sfiorato su Raiuno il 47% di share, facendo aumentare gli spettatori da 10.900.000 a 11.100.000. Mimmo Foresta, a vederlo, è straordinariamente somigliante a Claudio Velardi da giovane incrociato col professor Charles Xavier, il telepate degli X Men. E, in effetti, Mimmo, come Charles, possiede un potere straordinario e nascosto. Riesce ad imitare in modo impressionante le voci di tutte le cantanti italiane: Nannini, Berté, Vanoni, Oxa, Marcella Bella, Mannoia, Pausini, la brunetta dei Ricchi e Poveri. L’effetto è di una rara stupefazione. Il suo Sarà perché ti amo in terza serata ha fatto scrosciare un applauso superiore al banale White Christmas di Bublè (a proposito: ma non potevano lasciare la versione jazz delle prove?).

Foresta è un “fenomeno della trasformazione vocale” non nuovo alla tv. Scoperto per caso da Fiorello che lo vide a Pomeriggio 5 («ma loro non se ne sono nemmeno accorti») Foresta ha sempre fatto piccolo cabotaggio tra programmi perturbanti -da Cultura moderna ai Raccomandati-,  sempre considerato un po’ come la Sirena del Borneo o l’Uomo Elefante: pura baracconata. Da oggi, dopo Fiorello, su Youtube, le sue trasformazioni in Bertè, Arisa, Irene Fornaciari risultano sbalorditive. Come avere Arturo Brachetti e Susan Boyle in un’unica mandata. E Foresta è anche uno dei TT di Twitter, ovvero uno dei dieci argomenti dei quali più si parla sul social network. Foresta crescerà...



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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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