Cerca

Perchè l'Ici della Chiesa la tratta solo la tv francese?

L'ici della Chiesa

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Perchè l'Ici della Chiesa la tratta solo la tv francese?
C’è qualcosa di nuovo eppur d’antico nella gigantesca polemica sulla questione dei privilegi fiscali e tassazione della Chiesa divampata in Internet e crepitante sulla carta stampata, ma misteriosamente ignorata dalle tv (tranne, ad onor del vero ne La7 di Mentana e In !/ora di Lucia Annunziata) .
Marco Staderini dei Radicali, dopo aver provato che il 20% del patrimonio immobiliare italiano è gestito direttamente ed indirettamente dalla Chiesa (che per eludere l’Ici spesso si giova dell’avverbio “non esclusivamente” riportato alle attività “non esclusivamente di natura commerciale”…), ha chiesto un pubblico dibattito sul tema in Rai. Sticavoli. Tutta la tv italiana si è chiusa in un religioso silenzio. Religiosissimo. Va bene che i Radicali sono dei rompicoglioni ciclopici, ma qui si evita la notizia. E, come sottolinea il blog di Davide Maggio, gli unici ad affondare la lama dell’inchiesta nelle carni del Vaticano sono quelli della rete francese Tfl, che ha infatti dedicato nell’edizione dell’altro giorno un servizio di due minuti e mezzo all’argomento che insieme ai privilegi della casta e dei calciatori scioperanti sta facendo infiammare un bel po’ di italiani. Ora, va bene che i francesi sono sciovinisti e un po’ carognoni; e nel denunciare gli abusi della Chiesa sono assai spietati (anche se si sono dimenticati la storia dell’8 per mille che i laici versano alla Stato e lo Stato è costretto in parte a versare alla Chiesa…); ma ignorare una cosa del genere significa tre cose. O che l’ingerenza della Chiesa sulle umane cose –specie quando la riguardano- è ancora devastante. O che i giornalisti italiani non vedono la notizia. O che la vedono epperò si sono assuefatti al privilegio, specie se è quello di potentati che possono aver un ruolo nelle propria carriera. Per dire: neanche la Gabanelli o Striscia si sono azzardati a sfiorare l’argomento.
E dire che solo la pagina  Facebook di “Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria” (un po’ dispetto sella) sta raccogliendo audience bibliche. E dire che l'iniziativa sul web anti casta ecclesiastica raccoglie una firma al secondo. Beati i poveri –di spirito e coraggio- perché loro sarà il regno dei cieli…

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • alessio di benedetto

    15 Dicembre 2011 - 01:01

    Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi p

    Report

    Rispondi

  • francescospecchia

    14 Dicembre 2011 - 18:06

    Gentile Claudio Martelli (ma è QUEL Martelli, o trattasi d'omonimia?), in realtà a scrivere di Agrodolce sono stato il primo, ben prima che lo facesse Il Fatto e, a cascata gli altri. Le allego il link all'articolo: http://www.liberoquotidiano.it/news/849415/Rai-salta-la-fiction--Agrodolce--buttati-25-milioni-di-euro.html grazie, comunque delle gentili parole. fs

    Report

    Rispondi

  • palesemente

    13 Dicembre 2011 - 13:01

    Gentile Francesco, questo non è un commento e mi scuso di scrivere qui ma non trovo modo di contattarla in altro modo. Seguo sempre con interesse il suo blog e mi stupisco della puntualità con cui intercetta sempre gli aspetti politico culturali che lo specchio televisivo ci restituisce sempre. Ha però buca le vicende recentemente all'onore delle cronache relative alla soap Agrodolce. Una serie di impicci tra Rai, Minoli, Einstein Multimedia e Mafia che ha fatto emergere la tristezza dei poteri nascosti del sottobosco televisivo. Piccoli personaggi con grandi interessi, proprio come i protagonisti della soap. In questo quadro è imbarazzante il silenzio della politica, ma soprattutto quello della Rai ed in particolare della signora Lei. Possibile che passi il messaggio che la Rai (o chi per "lei") possa trattare con la mafia per realizzare le sue fiction? claudiomartelli77@gmail.com

    Report

    Rispondi

blog