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Il Natale scorreggione di Maccio Capatonda

da youtube a flop tv

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Il Natale scorreggione di Maccio Capatonda
La prima sequenza è nello stile di “Vacanze a Cortina” e di tutti i terribili cinepanettoni del mondo: “Mario Mariani e Aurelio Aureliani presentano”; voce fuori campo: “Anche quest’anno a Natale ci si ammazza dalle risate...”. “Ammazza” è da intendersi nel senso del suicidio.
 Eppoi, dopo la prima sequenza, ecco le altre del trailer fatto di gnocche che si spogliano osservate dal buco delle serratura e ricchi scoreggioni, camerieri che servono “zuppe di feci”, mariti fedifraghi nudi nei corridoi d’albergo, risate sguaiate, parolacce, «Li mortacci tua!» pronunciati in feste di Capodanno anni 80 in cui s’intravede l’ombra spettrale di Jerry Calà o di Massimo Ciavarro. Il buono, il rutto e il cattivo come scrive  Il Fatto Quotidiano. Su Youtube e Flop Tv (Fox) le immagini dello spot-parodia “Natale al cesso” di Maccio Capatonda sono esilaranti e al tempo stesso angosciose. In proporzione, l’idea dell’Italia attuale, livida e meschina, resa dai tre minuti di Capatonda equivale a quella dipinta ferocemente dalla filmografia di Mario Monicelli negli anni 60. Quando decidiamo di inocularci Capatonda - che sia dalla Gialappa’s, da Piroso o, radiofonicamente allo Zoo di 105- sappiamo a cosa andiamo incontro. Nato dal web con produzioni ad alta creatività che costano quanto un faretto della scenografia di Fiorello, Marcello Macchia in arte Capatonda mostra di essere sempre un passo avanti. Anche rispetto a sè stesso. Per esempio, ora s’inventato su Facebook  e Flop Tv la “prima fiction interattiva”,  “12”, web serie demenziale e adrenalinica, liberamente ispirata alla serie di culto “24”. Ovviamente non si tratta davvero della prima fiction interattiva (c’era già stata, ad occhio, “Frammenti” sulla defunta Current Tv), ma è assai divertente l’idea di un action che ha come protagonista Bruno (Pippo Lorusso) un uomo normale con una vita normale che fugge da un oscuro killer che lo insegue senza sosta. Attorno all’eroe gira di tutto:  un cinico telecartomante , un Babbo Morto (Rupert Sciamenna), un oracolo ispirato a Matrix.  Non sempre si capisce la trama, ma non è importante.
Come canta Maccio appiccando fuoco all’albero di Natale: “Merry Crisi...Muori solo come un cane… Muori solo… è Natale…». Auguri auguri.

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