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America Best Dance Crew, gli anti- Carlucci

il programma di ballo dagli Usa

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
America Best Dance Crew, gli anti- Carlucci
Gli occhi -miodio- non riescono davvero a seguirli.

Giovani giapponesi coi rayban scuri che paiono sicari della Yakuza e si muovono all’unisono; ciccioni -gangsta di Harlem che, in assenza di gravità, piroettano meglio della Jennifers Beals di Flashdance; ventenni canadesi che interpretano i classici del musical letteralmente affondando nell’aria; campioncini di salto della corda che volano come Bruce Lee: tutto questo, e molto altro di fantasmagorico, è America Best Dance Crew . Cioè un talent show che ha come protagoniste alcune crew, gruppi di ballerini, i più fighi provenienti da tutti gli Stati Uniti, che rendono allo spettatore l’idea gioiosa del talento. É un peccato che Mtv Italia lasci galleggiare nell’inerzia comunicativa (non abbiamo ancora capito quando va in onda, se alle 21 o alle 15, se sono repliche o brandelli di puntate che fanno da riempitivo, boh...) un gioiello del genere. Eppure questa cosa prodotta dal musicista e compositore -nonché giudice di American Idol- Randy Jackson, è un helzapoppin di adrenalina e allegria. American best dance Crew è condotto da tale Mario Lopez, un attore belloccio di origine messicana conosciuto da noi per Beautiful che negli States ha visto un sucesso stellare proprio presentando i suddetti pichelli del ballo. A giudicarli ci sono l’artista hip-hop Lil Mama, la popstar JC Chasez e il coreografo hip-hop Shane Sparks, che è un po’ come avere da noi Brian e Garrison, la Celentano e Roberto Bolla insieme. Le performance sono scelte in tutti gli stili: break dancing, cheer leading, tip tap, arti marziali, contorsionismo, salsa; per fermare i ragazzi bisognerebbe sparargli in volo. E le puntate sono spesso impronatate su temi canori ispirati alle pop star. Ipnotiche quelle sulle note di Beyonce  o di Lady Ga Ga, dove c’erano dei tizi, gli Heavy Impact che “spaccano” come dicono i giovani d’oggi.

Il programma s’ispira a decine di film che hanno carezzato la nostra adolescenza e maturità, da Saranno famosi a Grease, Dirty Dancing a Ti va di ballare? con Banderas che di solito si muove come un dromedario ma lì sembrava Don Lurio. A vederlo, questo America Best Dance Crew, ti tira su il morale. Poi pensiamo a Vieri che balla dalla Carlucci e il morale ci ritorna sotto i tacchi...

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