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A parte gli Scherzi, Viva Luca & Paolo

la nuova trasmissione

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
A parte gli Scherzi, Viva Luca & Paolo

«La nostra sarà una satira graffiante...», sentenzia Paolo.

Ed ecco Luca che lo rintuzza, nel solco d’un’antica gag di Petrolini: «Sì, ma non parliamo male della Tim e di Fiat, chè abbiamo fatto pubblicità per loro, nè di Emilio Fede chè siamo a Mediaset, nè della Bignardi che è amica nostra, possiamo colpire chi è rimasto solo: Lele Mora, per esempio». Applausi (veri).  Il suddetto inizio del nuovo Scherzi a parte è scrittura funambolica, satira sugli stessi satirici che affollano i palinsesti; la parte mediana del programma è, invece, un modo nuovo, ilare e affettuoso di intervistare degli amici (straordinario il colloquio con Gianni Morandi che omaggio Lucio Dalla e il babbo ciabattino); mentre la fine offre un amorevole omaggio al teatro-canzone di Giorgio Gaber. Luca e Paolo paiono rinati. Anche le loro parodie di canzoni con cui sfondarono a Sanremo strappano sorrisi continui, come “I migliori Gianni della nostra vita” sulle note di Renato Zero («Gianni Boncompagni scopritore di Lolite di talento/ che non ha portato in Parlamento»). Insomma, invece di perdere tempo a distribuire programmi cuciti su misura a chiunque passi nei pressi dell’ufficio di Alessandro Salem, bisognerebbe che Mediaset sfruttasse meglio talenti ancorchè “scomodi” che ha già in casa, tipo appunto i due fetentoni genovesi. Che hanno avuto l’astuzia di adattarsi a un format non loro.

Perchè, parlamoci chiaro: l’unica cosa che emana vetustà, odora di naftalina autorale in Scherzi a parte sono proprio gli scherzi. Lo scherzo sulla “Proposta indecente” a Max Biagi  è telefonato e finto come la tintura di Little Tony (se quello è il sosia di Richard Gere io sono quello di Luca Bizzari). Quello a Serena Autieri in stile dramma della gelosia da basso napolatano è un già visto. Signorini vestito da angelo issato su un bue ricorda un vecchi tranello giocato a Leo Gullotta con una tigre. Divertente la trovata di affidare l’intervista a un imbarazzata Giorgia Meloni a due bimbi Luchino & Paolino, per quanto l’uso di minori in tv evochi in noi la strage degl’innocenti. Scherzi a parte ha fatto 4.900.000 spettatori per 20% di share. Diamo uno show loro, a Luca e Paolo e vediamo l’effetto che fa...




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Commenti all'articolo

  • francescospecchia

    17 Aprile 2012 - 19:07

    d'accordissimo. ma a me questi, in questo contesto piacciono...

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  • giuliab09

    10 Aprile 2012 - 14:02

    deve essere tale ,non cattiveria o maleducazione mascherata da....trovo che molti là usano in questo modo scorretto, fra questi anche Luca e Paolo!

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