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Delle leggi e delle pene

Ecco le cinque cose da fare in caso di malasanità

5 Aprile 2018

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Ecco le cinque cose da fare in caso di malasanità

I medici italiani sono considerati tra i migliori d’Europa. Eppure le cronache portano alla luce numerosi episodi di malasanità che attanagliano le corsie dei nostri ospedali.
Purtroppo gli errori e i gravi episodi di inefficienza ospedaliera capitano, anche all’interno delle più illustri cliniche. Ebbene, nella maggior parte dei casi ad avere la peggio sono i pazienti.

Come tutelare se stessi o i propri cari qualora si ritenesse di essere vittima di un caso di malasanità?
Innanzitutto, come prima mossa è bene recuperare tutta la documentazione relativa alla condizione medica della vittima: cartelle cliniche del ricovero, anche quelle precedenti all’episodio, referti di visite ed esami effettuati, visite non ospedaliere, medicinali, terapie psicologiche o di riabilitazione. A tutta questa documentazione cartacea si aggiungeranno gli eventuali scontrini e le fatture di medicinali, delle terapie, e delle prestazioni che possano dimostrare le spese sostenute.

Una volta raccolta questa documentazione, si procederà alla stesura di una lettera. All’interno dello scritto verrà spiegata in maniera dettagliata la propria condizione di vittima di un caso di malasanità. Il tutto sarà redatto in maniera scrupolosa, elencando il percorso medico affrontato fin dall’inizio della vicenda. Verranno elencate le visite sostenute, le date relative, i ricoveri e gli interventi.

Solo quando si sarà in possesso di questo vero e proprio dossier sarà possibile rivolgersi a un avvocato, il quale indicherà il nome di un medico legale al quale fare riferimento. Il medico legale, specializzato nell’accertare o meno l’esistenza di errori e nel definire quindi un caso di malasanità, avrà il compito di valutare il caso. Solo un medico legale può infatti definire se ci si trova dinanzi a un caso di malasanità o meno.
Se il medico legale sosterrà la possibilità di essere stati vittima di malasanità sarà suo compito stimare l’eventuale percentuale di invalidità patita dal paziente.

Solo a questo punto interverrà l’avvocato. Appurata l’origine del caso di malasanità, il legale avrà l’onere di procedere alla richiesta di risarcimento per i danni subiti dal paziente. Questo valore verrà ricavato dalla percentuale di invalidità spettante alla vittima.

Il procedimento di richiesta di indennizzo per un caso di malasanità è disciplinato attraverso tempistiche molto rigide. Dal verificarsi dell’atto incriminato non possono passare più di 10 anni per procedere alla richiesta di indennizzo. Qualora si superasse questo periodo la vittima non potrà più godere del diritto all’indennizzo.

di Cristiano Cominotto

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Cristiano Cominotto

Cristiano Cominotto

Sono fondatore di AssistenzaLegalePremium.it.

Sono nato e cresciuto a Milano, dove sono diventato avvocato cassazionista e giornalista. La mia professione è anche la mia passione, amo difendere le persone e credo sia importante che ognuno abbia la consapevolezza dei propri diritti e delle possibilità che ha di difendersi dalle ingiustizie quotidiane. Mi considero un innovatore: non riesco mai a guardare le cose dallo stesso punto di vista. Ho creato degli studi legali completamente nuovi e diversi da quelli tradizionali, i miei studi sono stati infatti inseriti dal Financial Times tra i Top

50 Innovative Law Firm. Mi piace spiegare il diritto in modo semplice.

Se ci fosse una frase che sintetizza il mio pensiero sarebbe questa:

"Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna" (Albert Einstein)

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