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Profumo di arancia sui tessuti di Salvatore Ferragamo

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Profumo di arancia sui tessuti di Salvatore Ferragamo

Salvatore Ferragamo

Profumo d’arancia e sapore di mare. C’è chi come Salvatore Ferragamo ha voluto fortemente una collezione di camicie, abiti, pantaloni e foulard in tessuti ricavati dagli scarti della lavorazione di agrumi e chi, come Ecoalf, ha realizzato capi d’abbigliamento con tutto ciò che è stato trovato ripulendo gli oceani, con l’appoggio, e l’aiuto, dei pescatori. Un un grande lavoro.

E quindi Ferragamo in collaborazione con il brevetto di Orange Fiber, giovane azienda italiana che produce innovativi tessuti ecosostenibili, ha permesso lo smaltimento di 700.000 tonnellate di sottoprodotto di arance mettendo sul mercato una piccola collezione impreziosita dalle stampe originali di Mario Trimarchi, architetto e designer, Compasso d’Oro 2016. Che sarà lanciata per l’Earth Day, quindi il 22 aprile. Amore per le eccellenze del territorio, sostenibilità e processi produttivi d’avanguardia hanno dato vita ad un nuovo concetto di lusso fondato sull’innovazione e sulla qualità della tradizione tessile italiana: un modello virtuoso da promuovere e replicare per scrivere un inedito futuro per la moda made in Italy.

E che dire del progetto ambizioso di Ecoalf: ripulire il mare, recuperare i rifiuti che stanno distruggendo il Mediterraneo, per trasformarli in filo di prima qualità destinato alla fabbricazione di tessuti, capi d’abbigliamento e accessori. Oggi più che mai l’investimento in ricerca e sviluppo è fondamentale per ottenere una qualità conforme agli standard Ecoalf, e per dimostrare che ciò che altri considerano semplici rifiuti è per Ecoalf una materia prima. L’obiettivo è sempre quello di ottenere filati di ottima qualità tecnica, con una struttura all’altezza dei trend attuali, da materiale riciclato al 100% e senza dover sfruttare altre risorse naturali.

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Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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