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Sono stato truffato su Amazon, ma ho risolto

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Sono stato truffato su Amazon, ma ho risolto

Dopo quattro anni di onorato servizio, il mio iPhone 4 sta dando evidenti segni di stanchezza, la sua batteria ha la stessa resistenza di un fumatore che fa jogging ed è reattivo nell’apertura delle app quanto un bradipo in overdose da camomilla. Davanti al bivio tra scegliere l’ultimo modello sfornato dalla Apple, che sarà “il nuovo modello” per non oltre sei mesi prima che ne arrivi un altro, o una delle tante alternative che usano il sistema Android, relativamente più economiche, ho deciso per la seconda, con non poche tribolazioni.

La scelta - Il miglior smartphone per rapporto qualità/prezzo non esiste. La scelta è soggettiva, legata alle abitudini di ognuno, ai gusti estetici, al valore che si dà ai soldi. La decisione quindi va per esclusione, per esempio evitando il Vertu Signature Touch, che secondo le cronache recenti sarebbe il telefonino preferito da personaggi come il boss mafioso latitante Messina Denaro. Dicono che non sia possibile intercettarlo, solo perché costa più o meno 8 mila euro. In realtà sui telefonini Vertu gira lo stesso Android di qualsiasi altra cineseria a 60 euro. Se non è possibile intercettare l’utenza telefonica di un latitante, è grazie ad altri espedienti che magari un giorno approfondiremo. Avendo un reddito più basso di quello che immagino sia quello del boss succitato, ho deciso di comprare un comune Huawei P8 lite Smartphone, Display 5,0 pollici IPS, Dual sim Processore Octa-Core, Memoria 16 GB, Fotocamera 13 MP, Android 5.0, Nero. Da listino, il prezzo più diffuso è di 180 euro, su Amazon.it ne avevo trovato uno “ricondizionato” (quasi nuovo dopo un passaggio sotto le mani di un tecnico) a 135 euro. Mi è sembrata un’offerta conveniente, ma avrei dovuto capire da subito che era troppo conveniente.

Come un pollo - Premetto che da questo momento elencherò senza censura tutti gli errori madornali che ho commesso nella fase di acquisto, spinto dalla fretta di portare a casa quell’affare, nonostante faccia acquisti online dai tempi in cui su eBay si poteva essere felicemente truffati acquistando direttamente con una carta prepagata tipo Postepay. Lo smartphone che volevo comprare era stato messo in vendita su Amazon da un privato, tale “Lisbo”. L’oggetto era in Portogallo, con un paio di euro per i costi di spedizione, lo avrei ricevuto in circa 10 giorni. Aggiungo al carrello, pago in anticipo e mi compiaccio per quanto sono stato furbo a procurarmi l’unico Huawei P8 lite a quella cifra senza muovere il sedere da casa. Naturalmente il giorno della prevista consegna non è arrivato nessun corriere con un pacco in mano. Sarebbe bastato verificare quante recensioni avesse al momento dell’acquisto il signor Lisbo, cioè zero, per farsi venire qualche dubbio. La fiducia verso l’umanità andava scemando con il passare dell’undicesimo e dodicesimo giorno, ho attribuito il ritardo alle festività pasquali che coincidevano proprio con i giorni di consegna, ma superata la Pasquetta, ho cominciato a sentirmi come l’italo-americano che ha comprato la Fontana di Trevi da Totò. Una condizione diventata certezza quando ho provato a contattare il venditore: ho ricevuto un’email di risposta automatica da Amazon nella quale mi veniva comunicato che il signor Lisbo non era più presente sulla piattaforma. Ottimo, sono stato truffato.

La soluzione - Ho provato a risolvere imprecando davanti allo schermo in tutte le lingue che conoscevo, ma al di là di un effimero benessere temporaneo, non è servito a molto. Carico di boria ho cercato un modo per lamentarmi con il centro assistenza di Amazon, gliene avrei cantate quattro e già convinto di volerli sputtanare tra gli amici, sui social, ovunque. Avrei potuto telefonare a un numero verde, ma non avevo voglia di aggredire un incolpevole operatore. Ho evitato l’email, temendo tempi troppo lunghi. Ho scelto la chat, anche per poter conservare la conversazione, immaginandomi già in tribunale a reclamare i miei soldi. Mi ha accolto Mariangela con toni da motivatore veggente: “Ciao e benvenuto, controllo subito il tuo ordine e troviamo insieme una soluzione”. Mariangela chiede conferma dei miei dati personali e dice di aver inviato il reclamo della “Garanzia dalla A alla Z, ora riceverai un’email di conferma e il riepilogo del reclamo”. Va bene, ma io rivoglio i miei soldi, e così sarà: questa Garanzia AZ regola le controversie tra venditori e acquirenti. Visto che il venditore si è dileguato, il reclamo va dritto ad Amazon ed entro 5 giorni il maltolto verrà restituito. A dirla tutta, Amazon ci ha messo 24 ore per riaccreditarmi il denaro sul conto, meglio del previsto. Saranno poi loro a mettersi alle calcagna del signor Lisbo, per quanto mi riguarda possono anche spezzargli i pollici.

E ora? - Il mio iPhone 4 resiste, ma sa che le sue ore sono contate. La ricerca del miglior smartphone per rapporto qualità/prezzo continua, anzi si accettano consigli, anche su Amazon, magari senza fretta e da venditori affidabili.

Giovanni Ruggiero
@juan_r

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Commenti all'articolo

  • ChiaraAnto

    20 Gennaio 2017 - 10:10

    Pacco arrivato direttamente da Amazon, nessun ordine mai effettuato. Mi hanno scalato 692,32€ , UNO STIPENDIO. Ho chiamato e mandato mail, non trovano il numero ordine perchè loro stessi l' hanno cancellato. Mi hanno detto che sarei stato contattato da un loro centro specifico. Se qualcuno può aiutarmi a recuperare i soldi o dar voce alla vicenda risponda a questo mess

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  • armalos

    24 Aprile 2016 - 06:06

    lasciare Apple ?? neanche per sogno, questo è il consiglio, prendi il nuovo iPhone SE che tra l'altro costa poco

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Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è redattore di liberoquotidiano.it. Nato nel 1983, si interessa di tecnologia e innovazione e ne parla soprattutto a chi lo chiama quando gli si impalla il computer. Scrive di digitalizzazione della PA, di sharing economy, di app che svoltano la giornata, di futuro. È su Twitter come @juan_r

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