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La lezione del topless di Diletta Leotta: da quando non cambiate la vostra password?

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La lezione del topless di Diletta Leotta: da quando non cambiate la vostra password?

E quindi ecco come sono fatte le te**e di Diletta Leotta senza bikini. Ora che ci siamo tolti l’ultimo dubbio, provo a sfruttare quel poco di sangue in testa che c’è nei maschietti, contando sull’attenzione delle donne, su cosa può insegnarci questa storia. Per quei pochi ancora all’oscuro di tutto, dalla mattina del 20 settembre si sono diffuse più rapide dell’influenza stagionale alcune foto private della giornalista di Skysport. Lei ha detto di aver subito un furto sul suo spazio cloud e ha denunciato tutto alla Polizia postale.

Partiamo dal capire che cosa è questo spazio cloud e perché non sarebbe il caso di tenerci file che potrebbero metterci in imbarazzo se diventassero pubblici. Che abbiate un iPhone o uno smartphone con sistema Android, di sicuro avete una certa quantità di gigabyte online sui quali poter caricare file di testo, presentazioni, contatti della rubrica, foto e video. Oppure usate Dropbox, Google Drive... Di solito questo spazio è accessibile con username (per esempio la vostra email) e password. Ecco, proprio quella parola che avete scelto tipo il giorno in cui avete comprato il primo smartphone, probabilmente c’era ancora Berlusconi presidente del Consiglio.

Finché non ci sarà la scansione della retina obbligatoria per accedere a tutti i servizi che usiamo su internet, dovremo fare i conti con tutti i difetti che il sistema username/password si porta con sé. Primo fra tutti la facilità di sapere qual è il vostro username (appunto l’email con cui scrivete), secondo la scelta di password prevedibili e resistenti al trascorrere dei decenni.

Le regole da seguire sono poche e dovrebbe darcele il nostro buonsenso. Ma visto che il concetto è soggettivo, mi affido alle indicazioni della Polizia postale che con questo elenco ci tratta un po’ da utonti, magari non a torto.

Suggerimenti per creare una password sicura:

  • Creare una password di minimo dieci caratteri, contenente almeno una maiuscola, almeno una minuscola, almeno un numero e almeno un carattere speciale tra quelli elencati: ! $ ? # = * + - . , ; :
  • Includere caratteri dall'apparenza simili in sostituzione di altri caratteri (ad esempio il numero "0" per la lettera "O" o il carattere "$" per la lettera "S").
  • Creare un acronimo univoco (ad esempio "PDRM" per "Piazza Delle Repubbliche Marinare").
  • Includere sostituzioni fonetiche o grafiche (ad esempio "6 arrivato" per "Sei arrivato" o "Arrivo + tardi" per "Arrivo più tardi").

Da evitare:

  • Non utilizzare le stesse password per più account.
  • Non usare una password già utilizzata in un esempio di come si sceglie una buona password.
  • Non utilizzare una password contenente dati personali (nome, data di nascita, ecc.)
  • Non usare parole o acronimi che si possono trovare nel dizionario.
  • Non usare sequenze di tasti sulla tastiera (asdf) o sequenze di numeri (1234).
  • Non creare password di soli numeri, di sole lettere maiuscole o di sole lettere minuscole.
  • Non usare ripetizioni di caratteri (aa11).

Suggerimenti per tenere al sicuro la password:

  • Non comunicare a nessuno la password (inclusi partner, compagni di appartamento, colleghi, ecc.).
  • Non lasciare la password scritta in posti facilmente raggiungibili da altri.
  • Non inviare mai la password per email.
  • Verificare periodicamente la password corrente e cambiarla con una nuova.

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Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è redattore di liberoquotidiano.it. Nato nel 1983, si interessa di tecnologia e innovazione e ne parla soprattutto a chi lo chiama quando gli si impalla il computer. Scrive di digitalizzazione della PA, di sharing economy, di app che svoltano la giornata, di futuro. È su Twitter come @juan_r

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