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Arrivano le nuove etichette energetiche: prima però impariamo a leggere quelle che ci sono già

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Arrivano le nuove etichette energetiche: prima però impariamo a leggere quelle che ci sono già

Le etichette sul consumo energetico degli elettrodomestici - che, lo confesso, mi hanno sempre creato disagio - stanno per cambiare, finalmente in meglio. Quando ho provato a comprare un elettrodomestico da un negozio o da un sito, l’ho fatto carico di certezze su quale modello comprare, le dimensioni, il design, il colore, etc. Tutto crollato davanti ai consumi dichiarati sulle etichette colorate, quelle con le strisce da rossa a verde: dietro un prezzo stracciato - che ci farà sentire scaltri ricercatori dell’offertona sfuggita a tutti - può nascondersi un aggeggio affamato di energia, tanta energia, troppa per le nostre tasche e se, vogliamo, anche per l’ambiente. A quel punto ci fermiamo davanti allo scaffale e fingiamo di riflettere.

Ci ritroviamo così a fissare tutti quei +++, le lettere e i simboli e ne siamo certi: devono avere un senso. Anzi a dirla tutta, ne avranno sempre di più entro due anni, quando l’ultima decisione del Parlamento europeo sarà recepita da tutti i Paesi membri. Per il 2019 spariranno i +++, ci saranno classi energetiche più chiare e le etichette più leggibili. Nel frattempo è meglio schiarirci le idee con l'aiuto degli esperti di qualescegliere.it, un sito indipendente che mette a confronto tutti gli elettrodomestici presenti sul mercato, li analizza con apprezzabile approfondimento e una buona chiarezza generale. 

Informazioni generali
Si trovano nella banda in alto, sotto il simbolo dell’UE; qui sono indicati sempre nome o marchio dell’azienda produttrice, o del fornitore, e codice che identifica in modo univoco il modello dell’elettrodomestico.

Etichette energetiche - infografica

Classi
Comprende la scala colorata delle classi energetiche: la prima in alto è una banda verde e indica i consumi energetici più bassi; l’ultima in basso è una banda rossa e indica consumi più alti. A seconda delle tipologie di elettrodomestici, la banda verde può riferirsi ad una normale classe A o a livelli di efficienza superiori (da classe A+ a classe A+++). Accanto alla scala colorata, si trova una freccia nera che riporta in bianco l’effettiva classe di efficienza energetica per lo specifico modello di elettrodomestico in esame. I segni “+” e il loro valore non rimandano ad una scala univoca, ma hanno significato diverso a seconda della tipologia di prodotto cui fanno riferimento. Vediamo alcuni esempi: frigoriferi di classe A consumano circa il 60% in più rispetto a quelli di classe A+++; nelle lavatrici la differenza di consumo tra una classe A e una A+++ è di circa il 50%, e così via. Anche le classi massime e minime possono variare a seconda delle tipologie.

Consumo annuo aspirapolvere

Consumo
In un riquadro poco sotto è possibile leggere l’indicazione del consumo medio annuo, che viene espresso in kWh/anno, l'unità di misura di riferimento per i consumi di energia elettrica che quantifica l'energia utilizzata da un elettrodomestico in un'ora di lavoro continuo e costante. Il costo in bolletta si basa proprio sul numero di kWh assorbiti e solitamente la tariffa varia dai 15 ai 40 centesimi per 1 kWh. Il valore indicato è una stima plausibile del numero di kWh che si assorbirebbero usando regolarmente l'elettrodomestico in un anno e, quindi, dei costi in termini di consumi energetici del modello descritto sempre in un anno.

Caratteristiche tecniche
La sezione delle caratteristiche tecniche varia da elettrodomestico a elettrodomestico a seconda delle sue funzioni. Nelle etichette delle lavastoviglie, ad esempio, si indicano qui anche il consumo idrico annuale, la classe di efficienza dell’asciugatura, la capacità di coperti standard e l’emissione acustica. Nei forni, invece, viene indicato il volume dello spazio utilizzabile e la quantità di energia utilizzata per uso standard con cottura in modalità forno statico o forno ventilato. Ogni caratteristica tecnica è definita quindi da valori di riferimento e da simboli diversi.

 

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Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero

Giovanni Ruggiero è redattore di liberoquotidiano.it. Nato nel 1983, si interessa di tecnologia e innovazione e ne parla soprattutto a chi lo chiama quando gli si impalla il computer. Scrive di digitalizzazione della PA, di sharing economy, di app che svoltano la giornata, di futuro. È su Twitter come @juan_r

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