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Dopo i ballottaggi

Parma, il Pd e la vocazione minoritaria

Dare la colpa agli elettori del Pdl se Pizzarotti ha vinto vuol dire prepararsi a perdere sempre

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Federico Pizzarotti e Vincenzo Bernazzoli

Tra i tanti commenti che tra ieri e oggi ho ascoltato nel a proposito del voto di me ne colpisce uno. Che poi è il corollario della sibillina frase di Pier Luigi Bersani: “A non abbiamo perso, abbiamo non-vinto”.

Riassumo il ragionamento: “ (il candidato del Movimento 5 Stelle) ha vinto solo perché l’ha votato in massa il Pdl. Il nostro () ha preso i suoi voti”. Traduco: “Noi non è che siamo andati a male, tanto che abbiamo preso all’incirca gli stessi voti del primo turno. La colpa è del Pdl che, slealmente, ha appoggiato il grillino”.

Il ragionamento, oltre che sbagliato, mi pare pericoloso. Almeno nell’ottica di un partito che dovrebbe ambire a vincere.

1) Sbagliato perché dai flussi elettorali (consiglio di leggersi questa analisi: http://cise.luiss.it/cise/ e quest'altra: http://www.cattaneo.org/index.asp?l1=pubblicazioni&l2=comunicati_stampa) risulta, innanzitutto, che Pizzarotti ha preso da tutti i partiti. Di centro di destra e di sinistra (escluso il Pd). Non solo dal Pdl, ma (e in misura persino superiore) dall’Udc, dalle liste civiche. dalla sinistra radicale e (notare bene) da chi al primo turno era rimasto a casa.

2) Pericoloso perché se un partito vuol vincere, quindi ottenere il voto della maggioranza + 1 del corpo elettorale (la vittoria dovrebbe essere questa o sbaglio?) dovrebbe porsi come obiettivo proprio quello di prendere i voti degli “altri”. Se Pizzarotti è riuscito al secondo turno a ottenere il consenso non solo di chi al primo turno già lo aveva votato, ma anche di chi, due settimane fa, aveva votato Pdl o Udc o Pinco Pallino, be’ complimenti. Ha fatto il mestiere di chi vuole vincere. E infatti ha vinto.

3) Non è vero che Bernazzoli ha preso “i suoi voti”. Ne ha presi 600 in meno. Pochi, d’accordo. Ma è un dato. Il problema è che Pizzarotti non solo ha preso “i suoi voti”, come direbbero i miei amici del Pd, ma altri 37mila, triplicando i consensi del primo turno. L’errore, semmai, è di Bernazzoli che si è accontentato solo dei “suoi voti”.  A meno che la filosofia del Pd non sia la seguente: noi puntiamo a fare il pieno dei “nostri”, i “loro voti”. quelli del centrodestra, non ci interessano. Anzi, se si muovono è slealtà. La vittoria di Pizzarotti, infatti, secondo questo ragionamento, è “sporcata” dal fatto che a votarlo sono stati elettori del Pdl. E perché mai? Forse i voti degli elettori del centrodestra sono brutti e cattivi? Forse il Pd disprezza i voti di elettori del centrodestra?

4) Dicono: ma il centrodestra l’ha votato per ”rivalsa”, per non far vincere il Pd. Davvero un partito, come il Pdl, che crolla al 4% può avere così tanta autorevolezza tra i suoi elettori da dargli indicazioni di voto ed essere seguito non da cento o duecento, ma da 15, 10mila persone? Scusate, ma se il Pdl avesse questa forza sarebbe crollato al 4%?

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    24 Maggio 2012 - 12:12

    Ma l'Emilia Romagna non era il paradiso terrestre dove i felici lavoratori vedevano il sol dell'avvenire ? Ecco che Parma ha un debito di tre quarti di MILIARDO di euro e una scossetta di terremoto rade al suolo la metá dei capannoni "antisismici" costruiti con le autorizzazioni dei vari sindaci rossi, ma pazienza, tra un pó é ora di andare al mare, sulla riviera romagnola, nell'albergo costruito abusivamente, che presenta il conto in nero, con il 70% di dipendenti irregolari.

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  • sparviero

    22 Maggio 2012 - 21:09

    A Parma ha diversamente vinto. Ricordati di recuperare i mobili e le sedie"rosse" nella desolata sede del PD.

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Elisa Calessi

Elisa Calessi

Elisa Calessi nasce a Ferrara e studia a Bologna dove si laurea in Lettere Classiche. Voleva fare la latinista, poi la vita le ha fatto incrociare una redazione. E ha scoperto che la sua passione era il presente. Inizia alla Nuova Ferrara, poi al Resto del Carlino. Nel giugno 2000 arriva a Libero, dove è assunta e partecipa alla fondazione del quotidiano. Nel 2001 arriva a Roma dove diventa cronista parlamentare. Ha lavorato per un programma su Rai Due, ne ha condotto un altro su Red Tv. Partecipa come opinionista a vari talk show politici. Soprattutto scrive di politica.

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