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Complimenti per la trasmissione

Il Rischiatutto di Fazio e la nostalgia delle prova pulsante

Inizia il remake del vecchio Mike

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Quasi quasi Rischiatutto

Fazio come Mike

L’aspirante concorrente Guido Ennio Molinari è un signore di corpulenza falstaffiana; ha le gote gonfiate da un mantice e l’allegra coscienza di saper rispondere alle domande su Mahler. Quasi prima ancora che gli vengano formulate dal giudice di turno, Pietro Maranghi, editore di musica classica.
Risponde il Falstaff, a una domanda che non ricordo: «Si tratta delle Sinfonia n.1 in Re maggiore di Gustav Mahler, Titano...». L’incalza Maranghi: «E sa se Visconti...?»; «Visconti usò l’Adagetto in Morte a Venezia», ribatte. Ancora Maranghi: «E la nona sinfonia?», «Quella fu diretta da Bruno Walter, nel 1912...». Impressionante, il Molinari. Sembra quasi che si diverta a staccare a morsi la scaletta con le domande. Il signor No, lì accanto, tace; Fabio Fazio è simpaticamente atterrito. Aggiungeteci che lo stesso concorrente risponde, random, perfettamente, su: la vita di Napoleone, la traiettoria dell’equatore, i ragni («sono aracnidi, quindi con otto zampe»). E, visionando la prima puntata di Quasi quasi Rischiatutto-Prova pulsante (Raitre da lunedì a venerdì ore 20.30) avrete la sensazione che il Molinari sia una reincarnazione meticciata. Un ibrido fra il «dentone» di Alberto Sordi re del telequiz nel film I complessi, e Massimo Inardi, campione del vecchio Rischiatutto anni 70, quel parapsicologo infallibile che si narrava fosse in grado di leggere direttamente i pensieri semplici di Mike Bongiorno. Il secondo concorrente di Fazio, invece, tal Daniele Fattori, insegnante di liceo, porta come materia «Mina», viene massacrato in cultura generale; e mi cade sulla storia dell’arte e sulla «cima Coppi», come fosse la mitica signora Longari che «ahi ahi ahi mi cade sull’uccello...». Poi scorreranno, davanti alla telecamera e seduti sui banchetti di scuola: specialisti in farfalle e coleottari, fan di Simenon, accaniti esegeti di Al Bano. Ora, non ho la minima idea di come sarà il nuovo Rischiatutto. Forse è vero che ci s’imbucherà nella nostalgia anacronistica; o che i telespettatori d’oggi, usi ai game show, avranno il rigetto. Forse non ha davvero senso, questo remake del Rischiatutto. Però. Però, i suddetti provini che snudano i concorrenti complice Ludovico Pellegrini, l’originale Signor No, be’, ti strappano un sorriso. Perché?
Perché, per un momento, seguendoli, si fa strada un’Italia che pensavi di aver sepolto nelle teche polverose della Rai. Un mondo fatto di memoria prodigiosa senza l’aiutino di Google; di secchioni autentici che venerano lo studio e la competenza senza piegarsi alla goffa ignoranza da reality; di sacro terrore di fare la figura del pirla davanti ai paesani, in caso di risposta sbagliata. Sarà «sapere in pillole»; ma, per restare in Rai, meglio le pillole dei pacchi...

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    21 Febbraio 2016 - 09:09

    Rischiatutto andava bene negli anni 70...Si riesumano programmi per effetto della "Nostalgia canaglia" di quando si era giovani e belli, ma il passato e soprattutto la gioventu' non ritornano...

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