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Complimenti per la trasmissione

Il Chiambretti naufragato

L'avventura di Pierino all'Isola

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Naufrago d'Honduras

Pierino Chiambretti all'Isola

Piero Chiambretti , detto Pierino anche se è del  ’56, è nato ad Aosta,  tifa Torino ed è stata una delle menti più aguzze della tv.  Anzi, direi -mutatis mutandis (più mutande, considerate le ultime performance...),  che, per la televisione italiana, Pierino ha significato quel che Robin William ha significato per il cinema americano.

Chiambretti è stato d’una geniale tenerezza nei programmi per ragazzi (Big!).  Ha aperto la strada a tutte Le Iene del mondo col Portalettere. Ha sdoganato la narcosi della cultura in tv, rendendo le università una specie di Late Show ne Il Laureato.  Ha impresso la sua indimenticata svolta satirica ai Festival e Dopofestival sanremesi. Ha dato al nulla catodico il senso del samba con Chiambretti  c’è. E ha concesso alla posterità il più stralunato, grottesco, fantasmagorico programma di terza serata d’ogni tempo, quel Markette che, nelle sue successive reicarnazioni,  ha spinto nella notte, sempre più in là, veri distillati d’intelligenza. Mi si chiederà: perché evocare i successi di Pierino? Perché preferisco ricordarlo da vivo.

Metaforicamente -ovvio- il Grand Hotel Chiambretti (martedì, Canale 5, terza serata) dedicato al dopo-Isola dei Famosi è davvero un naufragio mortale che oltrepassa le spiagge affollate di vip, semivip e simoneventura  nell’Honduras. Non è una questione di ascolti, intendiamoci. Quelli vanno bene. Il problema è tutto il resto. Fa mestizia vedere Cristiano Malgioglio, grande paroliere e nuova musa chiambrettiana (Costantino Della Gherardesca ha un certo punto non ne ha potuto più e ha scelto, con successo, altri lidi) affogare nei doppiasensi del tipo: «Le piace il cazzotto del pugile Fragomeni ?»  o «Quand’era lei sull’Isola ha visto molti uccelli strani?». E fa malinconia osservare la potente ironia di Piero diluita tra ragazze poppute, spogliarelli, piselloni. Seguendo Chiambretti da anni, mi ricordo esattamente il perdiodo in cui l’ex enfant prodige ha iniziato la sua lenta discesa verso il trash irredento.

Era il  marzo del 2009. A Chiambretti Night Pierino invitò Maurizia Paradiso che, a culo scoperto, svenne in diretta tra urla e parolacce che affondavano nell’aria, prive di senso e di una monotonia inumana. Fece un botto d’ascolti e Piero la richiamò quattro volte, con lo stesso svenimento. Da allora solo qualche sprazzo di originalità e ironia. Complimenti alla share, una prece al genio che fu...

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