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Complimenti per la trasmissione

Il grido di dolore di Porro contro l'Isola

Il conduttore di Matrix si lamenta (sbagliando) per lo slittamento del suo programma

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Tra un'isola e l'altra

Nicola Porro su Facebook

Ci sentiamo, serenamente, di rassicurare Nicola Porro. Stai sereno, Nic.

Il conduttore di Matrix, avendo saputo, all’ultim’ora, dello slittamento del suo programma a vantaggio dell’Isola dei Famosi, s’era abbandonato, su Facebook, ad un singulto di protesta: «Nella caccia al tesoro - quando ci sarà Matrix durante la settimana? - c'era un piccolo angoletto che era abbastanza certo, quello del martedì. Questa sera purtroppo Matrix non andrà in onda...». Dopodichè, avvolto in un sudario di mestizia, Porro quasi annaspava sull’orlo d’una crisi nervosa, e vibrava nell’angoscioso quesito: «Ora come lo dico ai miei ospiti? Come lo dico a Vittorio Feltri che la puntata è saltata?». Semplice. Bastava telefonargli, a Feltri. E spiegargli, banalmente, che, per questioni di palinsesto, Matrix doveva lasciare spazio a quel gruppo di allegri masochisti («che tanto famosi quest'anno mi dicono non essere») i quali non riuscivano proprio a sbarcare su un atollo dell’Honduras, tra il mare agitato e i tumulti interiori della loro ospite Alessia Marcuzzi. Certo, quella è l’Isola dei famosi, l’intestino tenue della tv, quattro sgallettate che si rincorrono tra giochini scemi e noci di cocco; e non è, naturalmente, l’ «isola dei migranti» e di Trump, ossia l’argomento poderoso che doveva riempire la trasmissione giornalistica di Porro. Ma c’è un piccolo dettaglio. Nelle dinamiche di una tv commerciale come Mediaset, è l’Isola che regge tutta la baracca, Matrix compreso. Sono le budella che tengono in vita il cervello, diciamo, non viceversa.

Porro era comprensibilmente costernato dalla cancellazione del suo programma: «si è deciso di andare sui non famosi-famosi che scenderanno, si spera, sull'Isola dei Famosi», e aggiungeva che «avrò più tempo per fare sport, leggere, passeggiare». Ma, curisoamente, dimenticava il senso della gerarchia del palinsesto quotidiano. D’altronde, la settimana prima, era stato lo stesso Matrix ad allungarsi su più serate, e a far sloggiare Maurizio Costanzo, nel nome della emergenza informativa sulla valanga all’hotel Rigopiano.

È vero: nei rapporti altalenanti fra Mediaset e i suoi giornalisti-star c’è un precedente: il Matrix di Mentana con argomento eutanasia che venne cancellato per far spazio al Grande Fratello. Ma lì la situazione era completamente diversa. C’era un direttore possente in continuo conflitto carsico con l’azienda; ed emergevamo scelte politico-ideologiche. Qua si tratta solo di un buon talk che fa posto, giustamente, al bancomat della ditta. Certo, se poi vogliamo farne una questione di contenuti, è un altro discorso. Ma, ti assicuro caro Nicola, bastava una telefonata...

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