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Complimenti per la trasmissione

Ma che direbbe Totò di Made in sud?

Ancora il programma comico di Raidue

Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...
Comici in corso

Made in sud

M’intristisco. Quando osservo, -senza l’ombra del preconcetto- i comici di Made in sud (Raidue martedì, prime time) mi cala la malinconia. E m’immagino il mio mito di sempre, il Principe Antonio de’ Curtis; il quale, col sopracciglio inarcato e l’asimmetria del volto meno gentile del solito, si rivolta nella tomba in un nervoso colpi di lombi. Chissà.

Chissà cosa avrebbe detto Totò di battute tipo: «Non chiamo il numero verde,perchè ho i tasti del cellulare gialli»; o «Renzi s’è dimesso il 4 dicembre per fare il ponte dell’Immacolata»; o «Io voglio fare un tatuaggio, ma ho due euro che puoi fare?» «Aspetto che fai i soldi». Tutti dialoghi rubati, qua e là, ai comici di Made in sud; ai vari Caiazzo, Ditelo Voi (non male nella versione «Gomorroidi»), Enzo e Sal, Mariano Bruno vestito da cuore il cui refrain è «vado dove mi porta il cuore»; perfino ad un tizio che si produce, dal paradiso, in una parodia dal gusto non eccelso del defunto Don Antonio Polese, il boss delle cerimonie. Ma non penso solo a Totò. Penso a Troisi, ai De Filippo (Tina compresa) ma anche a Scarpetta, Di Giacomo, Marotta, De Crescenzo, perfino a Bud Spencer -citato con fragore dal conduttore Gigi D’Alessio-. A tutta quella genia di grand’uomini dall’ironia invicibile, insomma, che avrebbe qualche difficoltà ad accettare sketch come quelli sull’eros di Cinquanta sfumature di gridgio, dove lei, arrapata, chiede a lui: ti sono mancata e lui risponde: tanto, mostrando la mano destra fasciata per slogatura, e chi vuol capire capisce.

Di questa nuova, cocciuta edizione di Made in Sud si salvano la conduzione dignitosa di Gigi D’Alessio e la simpatia di Fatima Trotta (senza maschera), e il 10% dei cabarettisti. Forse meno. Il resto, compresa la sempre misteriosa e ornamentale presenza di Elisabetta Gregoraci, è noia direbbe Califano. Made in sud era un programmino di comici già insipidello ma non brutto in onda su Comedy Central e Mtv, assurto alla dignità della tv di Stato con l’accostamento ai tre conduttori storici Gigi & Ross. Oggi sta perdendo spettatori, 7% di share, 3 punti in meno dell’anno scorso. Non che i concorrenti, compreso Eccezionale veramente su La7 siano meglio, per carità. Emblematica una frase di D’Alessio: «Qui c’è una parte buona che fatica, ogni giorno, per disinguersi da quella cattiva». Si riferiva a Napoli. Ma io ho pensato al programma. E al Principe, Dio l’abbia in gloria...

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Commenti all'articolo

  • Satanasso

    20 Marzo 2017 - 11:11

    Ma perchè Specchia che è un fiorentino-veronese si interessa sempre di cio' che fanno i cittadini della Borbonia ? Parla dell'Italia e lascia stare la Borbonia...

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