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Complimenti per la trasmissione

Sbandati e Della Gherardesca, tutto il (bel) potere della lobby gay su Raidue

Il programma sui programmi affidato a Costa

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Costa vs tutti

Il nuovo Sbandati

«La lobby gay ha finalmente preso possesso anche della Rai di Napoli», con questo sussurrato grido di battaglia Costantino della Gherardesca -milanese, gay di nobile e internazionale schiatta- ha strappato la conduzione di Sbandati (Raidue, martedì, seconda serata) a Gigi e Ross -napoletani, pop anzi poppissimi interpreti delle viscere della tv.

La qual cosa non mi ha affatto dispiaciuto. Tutt’altro. Dimagrito, vestito da perfetto gentleman, e dotato di un sarcasmo formidabile tra Paolo Poli. Jon Stewart e Raimondo Vianello, Costa, proprio per essere «molto più stronzo di Gigi e Ross»(come dice lui) è riuscito, con levità perculante, in varie imprese. La prima: analizzando il nuovo canale Sky Blaze (con i suoi programmi terribili su cacciatori di animali in putrefazione) ha infranto il tabù omosessuale che in Rai vagheggiava dai tempi di Malgioglio. E ha interrogato i suoi ospiti sull’eterosessualità spinta e macha  in tv con domande affogate nell’ironia: «questi canali per uomini virili nascono per un esigenza di mercato?»; o «secondo te gli eterosessuali sono discriminati nella tv cintemporanea?», e qui Maria Giovanna Maglie, ancora più stronza di Costa ha risposto: «No, si vede solo che ci sono più froci che seguono la tv».

Seconda impresa di Costa. Ha reso parte di un brillante copione un’accozzaglia di «esperti televisivi» improbabili - Matteo Bordone, il Pancio, Ildo Damiano il super cool, la generica «moglie di un calciatore», Filippo Giardina uno a cui secca essere rappresentato come un eterosessuale razzista, imbecille e «più stupido della donne». Terza impresa di Costa. Ha alternato, come diceva Eco, Mina con Proust; cioè  ha giustapposto domande surreali («Alziamoci di livello: chi ti faresti fra Gigi Marzullo e Rocco Papaleo?») ad argomenti politici tosti (il rapporto Fox-Trump) ;  analisi boccaccesche su tal Barbara Ovieni che ha mostrato le mutande in diretta («dopo che il tuo video è diventato virale hai ricevuto proposte di matrimonio ottocententesche?) alla tagliente disamina del terzomondismo politically correct di Flavio Insinna dalla Berlinguer.

Il resto del programma va in automatico: è l’analisi semiseria dell’incandescente materia televisiva. Si visiona cosa ha invaso il piccolo schermo durante la settimana e se ne parla con gente che fi tv ne sa assai poco. Nulla di nuovo. Massimo Bernardini su Tv Talk lo fa -bene, e con temibile competenza- da anni. Perfino su Telelombardia, impazzava, dieci anni fa,  Monoscoppio-la tv sotto tiro, con gli stessi temi e con ospite lo stesso Costa della Gherardesca il quale, proprio lì si sdoganò da Maga Maghella chiambrettiana ad intellettuale con una conoscenza mostruosa della televisione, specie internazionale.

La difficoltà di un programma come Sbandati consiste nel  mantenersi in equilibrio sul filo dell’ironia e su quello dell’analisi tecnica. Costantino della Gheradesca, in questo è perfetto. Allo stato attuale è il migliore sulla piazza...
 
 

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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