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Complimenti per la trasmissione

Travelers, l'eterno già visto dei viaggi nel tempo

La nuova serie Netflix

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Viaggi nel tempo

Il cast di Travelers

A parte il felice caso della Macchina del tempo di H.G.Wells -vero sciamano delle letteratura avveniristica in età vittoriana- , è da quando sono apparsi Einstein e la fisica quantistica che la fiction si sente in dovere di buttarsi in continuazione sui viaggi nel tempo. La  cronosfera.oramai, è zeppa di pendolari che vanno e vengono, signora mia.

L'ultima nata del genere è Travelers, serie Netflix cupa, troppo ambiziosa e densa d’infiniti rimandi cinematografici e di filosofie di basso cabotaggio. Qui si narra di un gruppo di disadattati che, in coincidenza con l'ora del proprio decesso,  arrivano ad ospirate, loro malgrado, la coscienza di nevropatici viaggiatori del futuro. Sicchè eccoti  una bibliotecaria con problemi di dislessia trasformarsi in una cazzutissima karateka che sgomina la banda di teppisti che l’ha ammazzata; e una madre indifesa menare il violento compagno, poliziotto; e uno spacciatore che dall’esperienza dell’overdose si trasforma in un moralitsa evangelico; e un bullo di buona famiglia, molto stronzo,  diventare un cittadino modello. Il tutto mentre un poliziotto stranamente somigliante al David Duchvny di XFiles prima indaga su strani segnali venuti dallo spazio attraverso la rete, poi crepa scivolando dalla tromba di un acensore;  e quindi  assume il ruolo di capobanda dei «viaggiatori».

I quali «viaggiatori» prendono possesso del «corpo di persone del XXI° secolo destinati a morire per portare a termine una serie di missioni con lo scopo di salvare il mondo da catastrofi e guerre». La differenza con tutti le decine di storie simili, è che qui il cosiddetto «trasferimento di coscienza»  può avvenire solo con la gente del XXI° secolo, perchè è possibile solo grazie alle informazioni preziosissime contenute nei social e negli smartphone. Quindi nessun “viaggiatore” potrà mai prevenire la peste nera, la calata degli Unni o la guerre del Vietnam, per dire. Naturalmente tutto ciò mette una strettissima camicia di forza alla narrazione. Tanto più che i fiacchissimi effetti speciali di Travelers potreste farli voi con un pc nel vostro garage. 

Ora, nulla di nuovo. La tv dai tempi di Kronos- Sfida al passato (anno 66), fino al Terranova di Spielberg o al terrificante Legend of tomorrow,   ricerca nei paradossi temporali boccate d’ossigeno creativo.

Per non dire del cinema, dalla commedia -cult francese I Viaggiatori a Matrix, Terminator, Ritorno al futuro. ecc. Non se ne può più, ammettiamolo di questi cazzari che non contenti del loro presente, vanno a intrufolarsi in quello degli altri. Ora, pur ammettendo   che questa serie è ben ritmata e zeppa di cliffhanger (il colpo do scena finale che ti spinge a guardare vla punatta successiva), credo che oramai i  viaggi nel tempo, -come l’espediente del «sogno» o della «realtà parallela» dovrebbero essere aboliti per decreto dalla tv. Almeno per un po’. Einstein non l’avrebbe presa bene...

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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