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Complimenti per la trasmissione

Riposa in pace, Comandante Koenig

E' morto il grande Martin Landau di Spazio 1999

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Viva il comandante

Landau e Barbara Bain (sua ex moglie)

Riposa in pace, Comandante  Koenig.

Se n’è andato, a 87 anni Martin Landau, un altro grande attore di quelli liminali, allergici alla luce, che se ne stanno in cantina per una vita e poi, magari, vincono l'Oscar. Addio a Landau, il comandante John Koenig - quello di Spazio 1999, la più bella serie di fantascienza anni 70- della mia infanzia. Addio al caratterista ignorato dalo star system che riuscì, nel ’95, nel film Ed Wood di Tim Burton, a vincere la stautetta - miglior attore non protagonista- dando un’anima al guscio vuoto di Bela Lugosi, il divo tramontato che si credeva Dracula, eroe stanco della mia finta maturità. Martin Landau, ebreo newyorkese di origine austriaca, di umili origini, aveva iniziato come fumettista e illustratore per il New York Daily News, per poi entrare, nel ’55, all’Actor’s Studio, il solo ad essere ammesso tra 2000 partecipanti con Steve McQueen. Molti se lo ricordano, killer magrissimo, tra i cattivi dell’hitchcockiano  Intrigo internazionale, in Cleopatra o ne La più grande storia mai raccontata. Aveva lo sguardo algido, da Diabolik, il belloccio Landau: per le parte da villain era tagliatissimo. In Rosolino Paternò, soldato di Nanni Loy (1970) interpretò perfino la parte di un sergente italoamericano, accanto a Nino Manfredi.

Ma siccome in lui il senso della recitazioneprevaleva sulla forza ostinata del carattere, l’uomo divenne famoso soprattuto per i ruoli tv. Fu un ineffabile Rollin Hand, tra i protagonisti del  telefilm  Mission Impossible. E fu, soprattutto -ripeto- un formidabile Koenig, comandante della Base lunare Alpha, il capo della spedizione spaziale che, in un futuribile 1999 (eravamo nel 1974-77) vede il satelitte staccarsi dalla propria orbita attorno alla Terra e vagare per lo spazio alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà. Koenig era un uomo buono, istintivo, tutto d’un pezzo, un John Wayne dello spazio; stava con la dottoressa Helena Russell -nella realtà Barbara Bain, sua moglie- e riusciva a risolvere le situazione più disperate grazie alle astronavi «Aquila» e un laser che sembrava un tirapugni. Spazio 1999, uno dei figli di Star Trek, fu , per un paio dei generazioni -compresa la mia- un viatico fantastico . Ma non fu di buon auspicio per Landau.

Il quale, a chiusura delle serie, si ritrovò prigioniero del ruolo e venne emarginato dalla Hollywwod che conta. Piccole parti, spizzichi di recitazione, ruoli ai limiti del patetico ne connotarono gli anni 80. Finchè lo ripescarono i grandi. Prima Francis  Coppola: con Tucker («Finalmente il ruolo di un essere umano» ) che gli fa vincere un Golden Globe. Poi Woody Allen che in Crimini e misfatti gli dà il ruolo del rabbino Judah Rosenthal. Poi l’apoteosi, Oscar nei panni di dolenti di Lugosi. Un unico rimpianto: negli anni 60 lo chiamò Sergio Leone per il ruolo di protagonista di Per un pugno di dollari. Rifiutò, ma fece lo stesso la sua parte. Addio, comandante...

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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