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Complimenti per la trasmissione

"La vita è meravigliosa" anche senza i talk show

Durante la pausa natalizia botte di saccario (ma non ci manca la politica...)

29 Dicembre 2017

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QQuando si dice la famiglia...

La vita è meravigliosa

L’altra sera, preciso come il nevischio newyorkese, ho ritrovato il sorriso di George Bailey, l’illuminato eroe della mia infanzia in biancoenero.
George, interpretato da Jimmy Stewart, è stato il primo imprenditore solidale rooseveltiano che fallisce.Spinto sull’orlo del suicidio, scopre grazie a Clarence -angelo di seconda classe a caccia delle ali- che La vita è meravigliosa. Da cui il titolo dell’omonimo film di Frank Capra, anno ’46; una pellicola che, sin dall’infanzia, mi ha illuso sull’intima bontà dell’uomo. Assunto filosofico che ho declassato a mera illusione, avendo poi fatto il giornalista. Il film era su La7, ma l’anno prossimo potrei rivederlo Mediaset, Rai, perdino Discovery, per non dire delle tv locali. Dopo essermelo sciroppato, con la lacrima in tasca, nel mio annuale rito d’immersione nel saccarosio, ho realizzato una straniante verità. A parità d’ascolti, durante la pausa natalizia, i palinsesti si scaricano, all’improvviso, dei talk politici. E noi, curiosamente, sopravviviamo lo stesso. A parte gli indomiti stakanovisti di Omnibus, Coofee Break e Linea Notte, la parentesi delle festività ingorga i canali di una compilation di film che si autogenerano per partogenesi. La vita è meravigliosa produce Una poltrona per due che genera Miracolo nella 34a Strada. Il quale, a sua volta richiama, come le ciliegie, Jack Frost, Babbo bastardo, Mamma ho perso l’aereo, Il Grinch, Love Actually; e i cartoni della Disney e le canzoni di Micheal Bublè; e tutte le Vacanze di Natale di Boldi e De Sica, finanche le evoluzione di Caroline Kostner sul ghiaccio.
E s’ammantano di tepore umano i game show pomeridiani e preserali: Papi, Max Giusti, Scotti e Greco diventano una sorta di San Vincenzo della tv. È tutt’un’embrassons nous catodico. Un profluvio di baci, di abbracci, di accondiscendenze da romanzo ottocentesco, di slanci di cristiana umanità. Questo è l’unico periodo dell’anno in cui Papa Francesco supera in esposizione catodica Bruno Vespa in modalità promozione libraria. Ovviamente la simulazione di pace e amore finirà dopo il 6 gennaio. Ma il vecchio George Bailey che interrompe il ciclo fa sempre la sua porca figura...

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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