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Giornata storica

Obama e Michelle arrivano a L'Avana, 27 cubani scappano in barca verso gli Usa

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Obama e Michelle arrivano a L'Avana, 27 cubani scappano in barca verso gli Usa

Non hanno aspettato Barack e Michelle per festeggiare la “distensione delle relazioni diplomatiche” tra Cuba e Stati Uniti. La Prima Coppia americana e’ arrivata oggi, domenica 20 marzo, all’Havana, per i tre giorni della prima visita ufficiale di un presidente yankee da quando i Castro hanno fatto la rivoluzione oltre mezzo secolo fa (anzi da prima, esattamente dal 1928). Ma loro, 27 cubani qualunque, hanno preferito rischiare la vita su una carretta del mare per raggiungere la Florida, che resta il vero sogno americano anche dopo che Obama ha fatto la pace con i dittatori comunisti Fidel e Raul, tutto per essere con loro sulla foto storica della riconciliazione.
Cosi’, oggi, in una simbolica coincidenza temporale di eventi, le agenzie riportano due notizie, lontane e vicine. Nella prima, si apprende che nove dei 27 migranti sono morti nella traversata, e che gli altri 18 sono stati tratti in salvo in pessime condizioni. Nella seconda, la Cuba ufficiale apre le braccia a Obama, lo ospita allo stadio per una partita di baseball, e prevede un colloquio riservato, e di legittimazione storica, reciproca e asimmetrica, tra il leader del mondo libero che tra 10 mesi lascia il posto democraticamente avuto, e un despota, capo del partito unico che mette in galera i dissidenti. Un poster per le strade della capitale, che ha fatto il giro del mondo su Internet ed e’ apparso ieri in prima pagina sul WSJ, mostra la faccia di Obama al fianco di quella di Raul Castro: e’ una posa da manifesto per la parata sulla Piazza Rossa, tipo Lenin & Stalin.
Ma torniamo alla notizia tragica. I migranti sono stati trovati venerdi’ scorso alla deriva, a circa 200 kilometri dalla costa della Florida, gravemente disidratati, dopo una peregrinazione in mare durata 22 giorni sul loro scafo di 10 metri. I cadaveri di quelli che via via sono morti di sfinimento erano stati riposti sulla fiancata dello scafo, ha raccontato l’ufficiale della Guardia Costiera Mark Barney, che ha partecipato al recupero. “I sopravvissuti potevano a malapena camminare fuori del vascello, erano deboli e tremavano”. Il primo soccorso e’ stato opera di una nave della flotta Royal Caribbean, la Brilliance of the Seas, a circa 130 miglia a ovest della Marco Island nel sud-ovest della Florida. L’equipaggio della nave da crociera ha riferito il ritrovamento alla Guardia Costiera USA, che ha deciso che i migranti fossero portati al porto piu’ vicino, Cozumel in Messico.
“La Guardia Costiera ha notato uno stabile incremento nei tentativi di migrazione marittima illegale da Cuba agli Stati Uniti sud-occidentali dal momento dell’annuncio della normalizzazione delle relazioni diplomatiche con Cuba nel dicembre del 2014”, ha scritto la Guardia Costiera in un comunicato stampa, asettico e inoppugnabile. Soltanto il mese scorso 269 cubani hanno cercato di raggiungere le coste americane, e circa 2420 sono stati i tentativi dei fuggiaschi dall’ottobre 2015.
L’esodo da Cuba verso la liberta’ ha avuto questa accelerazione perche’ attualmente vige ancora la legge USA che da’ ai cubani il diritto di asilo automatico, e la carta verde, se toccano il suolo degli Stati Uniti. La paura, piu’ che giustificata, che la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi porti all’eliminazione di questo privilegio sta agendo sui cubani come una spinta irresistibile a non perdere l’occasione. Nel “bacio” di Barack a Raul i cubani vedono la morte della scorciatoia di cui godono per realizzare il doppio sogno in una botta sola: lasciare una dittatura che nega liberta’ e condizioni di vita moderne, e diventare americani legalmente e in fretta. La posta e’ altissima, se vale il rischio di morire su una zattera.

di Glauco Maggi 
twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • zydeco

    21 Marzo 2016 - 10:10

    Intanto raul castro non si e' degnato di andare all'aeroporto ad accogliere Obama. E' comprensibile che il presidente di una grande nazione come Cuba non si scomodi per il presidente di uno staterello come gli USA. Dovunque vada e qualsiasi cosa faccia Obama disonora lo stato che rappresenta. Non c'e' mai stato un presidente peggiore. Ci sara' se eleggono Hilary, la bugiarda.

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    21 Marzo 2016 - 01:01

    27 cubani scappano... altra manovalanza per la mafia cubana in Florida.

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  • Ben Frank

    Ben Frank

    21 Marzo 2016 - 01:01

    Bella roba! I resti di Guevara faranno le capriole nella tomba! Chissà se il presidente musulmano andrà a rendergli omaggio a Santa Clara...

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