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Diari d'America

La comunità gay sta con Trump

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Donald Trump

I gay dichiarati hanno apprezzato le parole di Trump dopo Orlando, e ora molti di loro stanno facendo il secondo ”coming out” della loro vita: dopo aver ammesso d’essere omosex (coming out of the closet, o uscire dall’armadio, e’ l’espressione figurativa usata negli USA NDR) escono allo scoperto anche politicamente e sostengono di essere a favore del repubblicano. Hanno un bel coraggio, perche’ dopo essere stati vittime del pregiudizio dei bigotti “normali”, e di essere stati messi dall’ISIS nella lista nera degli umani da giustiziare, come gli ebrei, se i gay si professano adesso non solo pro GOP ma addirittura filo Trump e vanno ai suoi comizi rischiano d’essere vittime di offese o peggio dai “compagni” di Sanders e di Hillary. Gli omosessuali pro GOP sono piu’ odiati dei soliti repubblicani e teapartisti, gli avversari tradizionali naturali, perche’ i gay trumpisti sono considerati traditori. Proprio come gli afro-americani conservatori.


Juan Hernadez, membro della comunita’ gay californiana, ha raccontato di essere stato preso di mira, insieme ad altri come lui, per aver espresso simpatia per Trump. “Mi mandano minacce per emails e per posta, mi accusano di essere un venduto”. Eric, ex marine che non ha dato il suo cognome per sicurezza, ha detto che chi sa come lui la pensa lo considera un “traditore”.
E’ presto detto come sia potuto sbocciare tra i gay e Donald questo flirt, che se si trasforma in amore potra’ avere un certo peso a novembre. La risposta di Obama e di Hillary alla strage e’ stata tutta all’insegna della campagna contro le armi, convinti che attaccare la NRA (la lobby delle armi e per la difesa del secondo emendamento) sia una mossa vincente per raccogliere voti a novembre. I DEM danno i gay e le lesbiche per acquisiti per sempre, e non vogliono parlare di musulmani estremisti che, proprio per la loro religione, odiano gli omosessuali.
“Dovevo esplicitamente appoggiare Trump perche’ aveva definito la minaccia per quella che e’, il terrorismo radicale islamico”, ha spiegato la conversione Stephen Zieman, 23 anni, di Schumberg (Illinois) a Fox News. “Lui si e’ schierato con la comunita’ LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) e si e’ dichiarato un amico. Era qualcosa di cui avevamo bisogno. E mentre lui era li’, presente, Hillary non c’era. Lei tirava fuori scuse sulla religione e parlava di controllo delle armi, che non e’ quello che avevamo necessita’ di sentire”. Cosi’ Zieman e’ andato su Twitter e ha scritto che adesso votera’ per Trump, e i suoi followers gli hanno fatto i complimenti.


Online, i gay e le lesbiche stanno esplicitamente condividendo il loro secondo coming out con gli hashtags #GaysFor Trump e #ComeOut4Trump accompagnati da selfies e da dichiarazioni di sostegno per Trump. “Tutti i sostenitori di Donald Trump – ce ne sono tanti e vengono da tutte le esperienze politiche - sono stati affettuosi con me, e hanno manifestato supporto e incoraggiamento verso gli omosessuali”, ha detto Zieman quando ha annunciato il cambiamento del suo voto in favore di Trump.” Tutti mi hanno assicurato che mi difenderanno, mi sosterranno e staranno al mio fianco contro le oppressioni e il terrore”.
Non a caso, quindi, aumentano anche gli omosessuali che si offrono di fare i volontari della campagna per Donald. Ha detto un attivista di Orlando pro Trump, Randy Ross: “Negli ultimi giorni ci sono state non meno di 50 richieste di associarsi a noi, ed e’ stato un crescente afflusso soprattutto di gay”. “Essere un repubblicano che e’ anche apertamente omosessuale non e’ una cosa necessariamente facile da capire per la gente, ma Trump non ha mai attaccato la comunita’ gay”, ha ammesso Ross. “Se uno vuole la liberta’ di uscire allo scoperto insieme agli altri ed essere protetto, Trump e’ la persona giusta da scegliere perche’ cio’ non e’ quello che stiamo vedendo dalla parte della Clinton”. Ross sa che molti della comunita’ LGBT voteranno democratico, “ma si comincia a vedere che sono sempre piu’ numerosi quelli che accarezzano l’idea che Trump potrebbe essere il loro candidato”.
Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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