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Trump alla riscossa

Hillary Clinton salva il capo della FBI, una scelta che paga carissima: occhio ai sondaggi

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

James Comey

Hillary sta pagando salatissimo il “salvataggio” del direttore dell’FBI James Comey, che ha “raccomandato” alla ministra della Giustizia di non incriminarla (e lei ha subito ubbidito), ma lo ha fatto con una “arringa-rapporto” sull’indagine tanto devastante nei suoi dettagli da aver provocato due sviluppi negativi per la candidata democratica.

Il primo: e’ stato dimostrato che la Clinton aveva mentito sotto giuramento sulle email deponendo nella precedente audizione in Congresso per il caso Bengazi. Ora incombe una possibile nuova grana legale che garantisce che fino a novembre lo scandalo a tre teste – Bengazi, Clinton Foundation, server privato – sara’ al centro della attenzione dei media e del pubblico, e sara’ un’arma seria della campagna di Trump.

Il secondo, corollario del primo: i sondaggi iniziano a registrare sensibili slittamenti di preferenze contro la Clinton, ovviamente causati dalla figuraccia giudiziaria. Il bello, che e’ il brutto per lei, e’ che ad Hillary non poteva andare meglio di cosi’ a proposito dell’indagine: e’ stata infatti “non incriminata”, ma adesso sono le parole ufficiali di Comey, e non quelle di parte degli oppositori repubblicani, a dire che e’ stata “bugiarda, inaffidabile, estremamente sconsiderata nel proteggere i segreti per la sicurezza mentre era Segretaria di Stato”. Ora girano persino voci secondo cui il governo russo avrebbe in mano alcune email “hackerate” dal server privato di Hillary, e cio’ aumenta la pessima pubblicita’ sulla sua condotta al Dipartimento di Stato.

Ecco i dati del sondaggio, uscito oggi 13 luglio, a cura della Quinnipiac University. Sono particolarmente interessanti perche’ relativi a tre Stati swing, ballerini, piu’ significativi di quelli nazionali.

FLORIDA. Trump adesso batte Hillary per 42 a 39, un ribaltone di 11 punti rispetto al mese scorso, quando era lei in vantaggio per 47 a 39.

PENNSYLVANIA. Trump guida ora per 43 a 41, mentre un mese fa era Hillary davanti per 42 a 41.

OHIO. Nello Stato che dal 18 luglio ospitera’ la Convention del GOP i due sono allo stesso livello, 41 a 41, praticamente com’erano il mese scorso, 40 a 40.

Le cose vanno ancora peggio per la Clinton se invece di proporre il semplice testa a testa tra Trump e Hillary i sondaggisti inseriscono anche gli altri due candidati “terzi”, che peraltro sono una realta’ di fatto visto che il libertario Gary Johnson e la verde Jill Stein avranno di sicuro i loro nomi sulle schede.

In FLORIDA, il vantaggio di Trump su Hillary sale da 3 a 5 punti, 41 a 36, con il 7% che va al libertario e il 4% alla verde.

In PENNSYLVANIA il vantaggio di Trump aumenta da 2 a 6 punti, 40 a 34, con Johnson al 9% e Stein al 3%.
In OHIO la presenza dei due incomodi fa infine prevalere Trump su Hilary di un punto, per 37 a 36, con Johnson al 7% e la Stein al 6%.

"Mentre non c’e’ un legame definito tra la decisione del Dipartimento di Giustizia e la caduta di Hillary in Florida”, ha detto Peter Brown, assistente direttore del sondaggio Quinnipiac, “la DEM ha perso terreno su Trump nelle domande che misurano gli standard etici e l’onesta’”. Se non e’ zuppa e’ pan bagnato. E c’e’ l’aggravante della scoperta, almeno stando ai sondaggi in questi tre Stati cruciali, che i due partitini fanno piu’ danno alla Clinton che a Trump.

di Glauco Maggi
@glaucomaggi

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