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La candidata ai Raggi X

Tasse, Isis e global warming: il programma di Hillary Clinton

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Hillary Clinton

Quale America sara’ quella che sogna Hillary, dato per assai probabile che vincera’ lei l’8 novembre? Un esame del suo programma mostra un Paese di stampo socialista, con un welfare potenziato rispetto all’era Obama, ma con la stessa ricetta per la crescita. Quindi non e’ lecito, ragionevolmente, aspettarsi che i risultati siano diversi in termini di crescita del PIL e di posti di lavoro reali, creati cioe' dai business privati che operano nel mercato capitalistico.
Ecco i punti salienti del programma .

ECONOMIA E SVILUPPO
La idea di base, come e' esposta nel sito ufficiala della campagna e’ che “le famiglie dei lavoratori sono penalizzate da costi crescenti per ogni cosa, dall’assistenza ai bambini, alla salute e al college” e che Hillary “offrira’ un sollievo fiscale (con i soldi degli altri NDR) contro questi costi, compresi benefici fiscali per gli americani che devono affrontare spese mediche eccessive di tasca propria e per quelli che devono prendersi cura di malati o di vecchi”. Il modo “fiscalmente responsabile per questi ambiziosi investimenti – in posti di lavoro ben pagati, nelle rette universitarie a debito zero e in altre misure che rafforzano la crescita, ampliano le opportunita’ e riducono le ineguaglianze – e’ di far si’ che le corporation piu’ grandi e gli individui piu’ facoltosi paghino (per questa bonanza NDR) con la loro giusta quota, e senza aggiungere un penny al debito federale”. Se il debito non deve aumentare, significa che la “giusta quota” di tasse in piu’ dovra’ coprire tutta la generosissima nuova spesa prevista per il welfare. I liberal, e la Hillary, li chiamano “investimenti” keynesianamente, ma come finira’ e’ ben noto: o aumentera’ la popolazione chiamata a pagare piu’ tasse perche’ i milionari non bastano e quindi saranno toccate anche le famiglie di classe media; oppure il debito nazionale, raddoppiato sotto Obama da 10 a 20 trilioni, crescera’ ancora; oppure ci sara’ una combinazione dei due fattori, cosa piu’ che probabile.

TASSE INDIVIDUALI
Sotto la premessa “reintrodurre una equita’ di base nel codice delle tasse”, Hillary imporra’ “un sovraccarico” sui milionari e miliardari lottando per misure “alla Buffett” per assicurare che i piu’ ricchi americani non pagheranno un tasso fiscale inferiore a quello delle famiglie dei lavoratori. Eliminera’ le regole elusive (come le speciali deduzioni e detrazioni) che creano un sistema fiscale privato per i piu’ fortunati e assicurera’ che i patrimoni multimilionari pagheranno la loro “giusta parte”. Il sistema, che gia’ oggi e’ molto progressivo, diventera’ ancora piu’ gravoso per chi e’ sopra una certa soglia di reddito, da definire.

TASSE AZIENDALI
La Clinton eliminera’ i meccanismi fiscali a vantaggio delle corporation e di Wall Street per spingerli a investire in America. Impedira’ cioe’ la cosiddetta “inversione fiscale” che permette oggi ad una impresa USA di comprare una azienda straniera con sede in un Paese fiscalmente meno gravoso di quello USA, allo scopo di pagare meno tasse e di delocalizzare le attivita’ e i posti di lavoro, oppure di fondersi o di farsi compare per lo stesso fine. Inoltre, Hillary introdurra’ una nuova “tassa d’uscita” che colpira’ le societa’ che stabiliscono una sede estera per evitare di pagare tasse sui guadagni, anche se realizzati all’estero. Premiera’, ma non ci sono dettagli, quei business che “investono in posti di lavoro ben pagati qui in America”.
Quanto a isolazionismo commerciale e approccio punitivo dei business la Clinton e’ anche peggio (o meglio, direbbe Bernie Sanders) dello stesso Trump.

RISPETTO DELLA COSTITUZIONE: ARMI, LIBERTA’ DI OPINIONE, E ABORTO
Nell’ultimo dibattito di Las Vegas, la prima domanda del moderatore e’ stata su quali tipologie di giudici per la Corte Suprema (il nono posto e’ vacante dopo la morte di Antonin Scalia) si sarebbero orientati i due candidati. E’ un punto del programma delicatissimo, perche’ le nomine determineranno la direzione che potra’ prendere l’America sulle questioni sociali. Hillary ha anticipato che scegliera’ “giudici che rappresentano il volere della gente”, mentre per Trump e’ fondamentale che “rispettino la Costituzione”. La Clinton vuole quindi giudici “attivisti” che siano anche favorevoli a sovvertire il Primo e il Secondo Emendamento. Nel primo caso la DEM intende riscrivere il verdetto “Citizen United” del 2010, con cui la Corte Suprema ha chiarito il diritto non solo degli individui, ma anche dei sindacati e delle aziende, di spendere soldi per esprimere e promuovere opinioni politiche (l’occasione era il diritto del gruppo conservatore Citizen United di produrre un film che criticava, guarda caso, proprio la Clinton). Il Secondo emendamento e’ quello che da’ il diritto di portare armi: la DEM favorisce “ragionevoli restrizioni” che, di fatto, lo annullerebbero. Nel 2008 Hillary si espresse infatti contro il verdetto della Corte Suprema nel caso “Heller” che annullava una legge del Distretto di Columbia che permetteva di tenere una pistola a casa, non solo scarica ma smontata e sotto lucchetto. Un evidente trucco per vanificare in pratica il diritto.

Quanto all’aborto, Hillary ha detto di essere contraria ad ogni modifica al verdetto Roe v. Vade che ne ha sancito la costituzionalita’, affermando anzi il diritto della donna di abortire anche solo qualche giorno prima della nascita del bambino.

GLOBAL WARMING
Generare energia rinnovabile sufficiente per dare elettricita’ a tutte le famiglie americane, con mezzo miliardi di pannelli solari entro 4 anni. Tagliare di un terzo l'energia consumata in case, scuole, ospedali e uffici e rendere le fabbriche USA le piu’ pulite ed efficienti al mondo. Ridurre i consumi di petrolio di un terzo attraverso carburanti piu’ puliti e auto, boilers, navi e camion piu’ efficienti.

ISIS E TERRORISMO
Intensificare la campagna aerea contro le truppe dell’ISIS, i leaders e le infrastrutture. Dare supporto alle forze arabe e curde sul terreno e aiutare gli sforzi della coalizione per proteggere i civili. Perseguire una strategia diplomatica mirante a risolvere la guerra civile in Siria e i conflitti etnici in Iraq tra Sunniti e Sciiti, “i due fattori che entrambi hanno contribuito alla crescita dell’ISIS”, si legge sul sito ufficiale. Tradotto, significa che Hillary si oppone a ogni impiego di truppe sul terreno, anche se oggi Obama ne ha impiegate 5000 in Iraq (e 4 sono state finora le vittime americane).

di Glauco Maggi

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