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Come sta morendo Obamacare: addio alla "madre delle riforme" di Barack

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Barack Obama

La legge icona del presidente, Obamacare, approvata nel 2010 e mai amata dall’opinione pubblica USA, sta morendo in contemporanea con la fine del potere del suo creatore. Ancora oggi, il 48,8% degli americani si oppongono ad Obamacare, e solo il 39,2% la giudicano positivamente, secondo la media dei sondaggi nazionali del 2016 curata da RCP. E lunedi’ 1 novembre, una settimana prima del voto che decidera’ il sostituto di Barack, si aprira’ la finestra per le iscrizioni alla mutua pubblica per il 2017 e sara’ la fine delle illusioni dei democratici sulla sopravvivenza della legge. La media degli incrementi dei premi che i nuovi iscritti dovranno pagare e’ del 25% nei 38 Stati in cui esistono “borse federali delle polizze ufficiali”, con costi che saliranno del 116% in Arizona e del 69& in Oklahoma, per citare le situazioni piu’ clamorose.

I dati sono stati forniti dal governo stesso, che ha anche detto che il numero delle compagnie che forniscono la copertura DOC chiesta dalla legge e’ crollato da 232 a 167, un calo del 28% in un anno. Nei mesi scorsi, le tre maggiori assicurazioni sanitarie nazionali, United Health Group Inc, Humana Inc e Aetna Inc, hanno comunicato di aver sospeso l’offerta delle polizze, per porre fine alle enormi perdite finanziarie subite finora. Come e’ noto, le compagnie sono obbligate ad accettare le iscrizioni delle persone che hanno salute cagionevole con precedenti malattie ad alto rischio allo stesso prezzo delle persone giovani e sane, e cio’ costa moltissimo in termini di copertura. Per raggiungere l’equilibrio finanziario, Obama aveva previsto che i giovani e le persone sane si sarebbero iscritti in massa, e per “convincerli” aveva disposto una penalita’ fiscale a carico dei rinunciatari. Fatti i conti, pero’, la gente preferisce pagare la multa invece di comprare le polizze di Obamacare, anche perche’ questi contratti standardizzati offrono servizi e coperture obbligatorie che sono di bassa qualita’, o indesiderate (come le spese per il parto alle cinquantenni). “I consumatori affronteranno quest’anno non solo grandi aumenti dei costi ma anche un declinante numero di assicurazioni partecipanti, e questo portera’ a un tumultuoso periodo di iscrizioni”, ha concluso il direttore della Kaiser Family Foundation, ente indipendente specializzato sui temi della salute.

Persino il governatore del Minnesota Mark Dayton, Democratico, ha ammesso che la ACA (Affordable Care Act, ossia “Legge per una Assistenza Accessibile) “non e’ piu’ affordable (cioe’ non e’ piu’ accessibile)” usando un gioco di parole sgradevole per la Casa Bianca. E persino Bill Clinton, di recente, ha riconosciuto che “sono uccise” dagli aumenti le persone che sono sopra il livello di reddito sotto il quale si ha diritto ad avere sussidi generosi.

Di fatto, cio’ che tiene ancora in piedi il castello della mutua para-pubblica sono dunque le sovvenzioni statali per le fasce di popolazione piu’ bisognosa. Ossia i soggetti che costituiscono la larghissima maggioranza dei 10 milioni di nuovi clienti delle polizze comprate su www.government.gov, il sito del ministero della salute che divenne nei mesi del lancio (fine 2013) oggetto della rabbia, e delle ironie, del pubblico per la disastrosa gestione del website.

Partita con il piede sbagliato, Obamacare e’ al capolinea. Il solo reale “successo” e’ l’incremento delle adesioni al programma Medicaid, che era peraltro gia’ funzionante da decenni. Obamacare ha elevato la soglia della poverta’ statistica, quindi alcuni milioni di persone in piu’ hanno potuto aderire al piano che, di fatto, e’ una mutua sanitaria statale alla europea.

“Tutto cio’ era molto prevedibile, ed opposto a cio’ che i Democratici avevano promesso quando manovrarono in Congresso per il passaggio della legge senza un solo voto repubblicano”, ha detto il capo dei senatori Mitch McConnell, del GOP, attraverso il suo portavoce Don Stewart.

Obamacare sta diventando il tema centrale delle ultime settimane della campagna. Trump, nel suo comizio di oggi in Florida, ha promesso di “annullare Obamacare, che e’ un disastro”, mentre la Clinton vuole mantenere la norma “facendo miglioramenti”. Per i DEM, ovviamente, cioe’ significa gonfiare ancora di piu’ i livelli dei sussidi pubblici alla gente, ed anche alle compagnie assicurative per aiutarle a fare fronte alle perdite di bilancio, con un aggravio del debito pubblico. “I Democratici hanno la solita riciclata idea di aggiustare i problemi anche quando ammettono a denti stretti che la legge e’ una piaga per le famiglie”, ha detto McConnell. “La loro risposta? Piu’ Obamacare e piu’ governo”.

Se Trump riuscira’ a battere questo tasto con discorsi seri nei giorni che mancano, senza distrarsi con tweets dispersivi tesi solo a placare il suo insaziabile e patetico ego facendo la gioia dei suoi critici, avra’ reso di sicuro un servizio al Paese. E magari un po’ anche alle sue residue chance di successo.

di Glauco Maggi

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