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Il nuovo ministro del Tesoro

Al Tesoro Trump sceglie un banchiere. Chi è il big voluto da Donald

Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011). Politica ed economia. Maestri: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

Al Tesoro Trump sceglie un banchiere. Chi è il big voluto da Donald

Trump ha scelto come ministro del Tesoro il responsabile finanziario della sua campagna, Steven Mnuchin, ed ha annunciato altre due cariche per il suo team economico, al Commercio e ai Trasporti, Wilbur Ross e Elaine Chao rispettivamente: sono tutti nomi che, pur da diverse prospettive, garantiscono un futuro approccio decisamente anti tasse e pro-business dell’amministrazione.

TESORO. La prima missione del governo sul terreno economico, ha confermato Mnuchin intervistato dalla CNBC, sara’ di ottenere “il maggior cambiamento del regime fiscale” dai tempi di Reagan.  “Taglieremo da 35% al 15% la corporate tax e creeremo un’enorme crescita economica rimpatriando un sacco di soldi”, ha detto il candidato ministro (per tutte le nomine, infatti, servira’ la ratifica del Senato). L’allusione al rientro dei capitali e’ alle migliaia di miliardi che da anni le aziende multinazionali USA mantengono all’estero per non pagare la doppia tassazione sui redditi, fuori e in patria, una mostruosita’ fiscale praticata solo dall’America verso le proprie imprese.

Mnuchin, 53 anni, e’ ebreo (a proposito delle accuse a Donald di antisemitismo) e viene da Wall Street ma anche da Hollywood. Ex partner della Goldman Sachs, ma anche ex socio d’affari di George Soros, rinverdisce la tradizione dei dirigenti della maggiore banca d’affari che sono approdati al Tesoro Usa, da Robert Rubin (sotto Bill Clinton) a Henry Paulson (sotto George Bush). Mnuchin aveva lasciato la Goldman nel 2002 per gestire un fondo di crediti per Soros. Nel 2004, cofinanziato dallo stesso Soros, aveva fondato con ex colleghi della Goldman l’hedge fund Dune Capital Management, che ha differenziato gli investimenti nel settore cinematografico producendo film di grande successo, da Avatar a American Sniper. Vecchia conoscenza di Trump per le comuni frequentazioni dei gala filantropici di Manhattan, Mnuchin ha scommesso su di lui quando ha ricevuto dal miliardario amico l’offerta di guidare le finanze della campagna del GOP, ed ha conquistato cosi’ la fiducia di Trump fino al premio del dicastero piu’ alto e prestigioso, con i suoi 86mila dipendenti e la missione di proteggere il dollaro e favorire l’espansione economica. Alla Goldman, quale responsabile della divisione tecnologica, Mnuchin aveva oltre 5mila impiegati alle sue dipendenze.

COMMERCIO. Ross, 78 anni, e’ chairman della W.L. Ross & Co. e ha fatto miliardi nei decenni di attivita’ finanziaria, specializzata nelle ristrutturazioni dei debiti delle aziende in difficolta’. Durante la campagna ha fatto parte del gruppo ristretto dei consiglieri piu’ ascoltati da Trump, insieme ad altri businessmen come Harold Hamm, John Paulson e Tom Barrack. Guidera’ il dicastero del Commercio, centrale nella strategia di Trump di rimessa in gioco dei patti commerciali internazionali e per la creazione di posti di lavoro. 

TRASPORTI. Elaine Chao e’ un’immigrata, di origini asiatiche, moglie del capo dei senatori del GOP Mitch McConnell. Ha fatto per otto anni la ministra del Lavoro sotto George Bush, ed e’ quindi interna all’establishment repubblicano, in grado di far valere la sua esperienza di insider del Congresso, una caratteristica che sara’ utilissima dalla postazione di ministra dei Trasporti: nei primi 100 giorni del programma di Donald l’avvio dei lavori per lo sviluppo delle infrastrutture – ponti strade e ferrovie – avra’ una particolare visibilita’ e importanza, in quanto il Congresso avra’ voce in capitolo nel definire finanziamenti pubblici, da combinare con quelli privati sui quali punta Trump. Piu’ in generale, nelle dispute tra sindacati e imprenditori nel settore dei trasporti l’esperienza passata di Chao al dicastero del Lavoro ripristinera’ l’equilibrio tra le parti sociali che l’amministrazione Obama ha sbilanciato pesantemente a favore delle Union.

Glauco Maggi

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