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La polemica

Russiagate, Trump eletto grazie ai russi? Ecco chi lo ha fatto prima di lui

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Russiagate, Trump eletto grazie ai russi? Ecco chi lo ha fatto prima di lui

L’ossessione del momento nei media e’ dimostrare che “la campagna di Trump ha colluso con i russi per vincere le elezioni”. Se questa accusa verra’ mai provata, tutti concordano che per i Donalds, padre e figlio, saranno guai. Ma il problema per i DEM, che straparlano di collusione e di impeachment di Trump per il supposto ‘aiutino’ di Mosca, e’ che c’e’ stata durante la corsa del 2016 un’altra infiltrazione nelle elezioni USA da parte di un diverso governo estero, l’Ukraina, in questo caso a favore di Hillary e contro Trump. La differenza e’ che la collusione Clinton-Ukraina e’ gia’ pienamente dimostrata.

Per credere a quanto sostengo qui non prendete le mie parole, ma leggete che cosa hanno scritto, l’11 gennaio 2017, Kenneth P. Vogel e Davide Stern su Politico.com, il sito oggi in prima linea nella “resistenza” al presidente repubblicano. “Donald Trump non e’ stato il solo candidato presidenziale la cui campagna e’ stata sostenuta da ufficiali di un paese che era stato parte del blocco sovietico. Il governo ukraino ha tentato di aiutare Hillary Clinton e di sminuire Trump mettendo in dubbio con dichiarazioni pubbliche che fosse adatto all’ufficio. Essi hanno anche disseminato documenti su un membro al top del team di Trump ‘corrotto’, fatto intendere che stavano indagando la materia, e aiutato gli alleati di Clinton a cercare informazioni dannose per Trump e i suoi consiglieri. Lo ha trovato un’indagine di Politico.com”. 

Ed ecco qualche dettaglio, tratto dall’articolo, che prova la collusione Hillary-Kiev. Un agente ukraino-americano che serviva da consulente presso il Comitato Democratico Nazionale, Alexandra Chalupa, si e’ incontrata con ufficiali della ambasciata ukraina a Washington con l’obiettivo di scovare e pubblicare legami tra Trump, il suo top manager della campagna Paul Manafort e la Russia. Questi sforzi ebbero un effetto sulla corsa, perche’ portarono alle dimissioni forzate di Manafort e al consolidarsi della narrativa sui media che la campagna di Trump fosse profondamente connessa con la Russia, il nemico a oriente dell’Ukraina.

Manafort aveva lavorato anni fa come lobbista del presidente filorusso Viktor Yanukovych (ora esule a Mosca) e questa sua attivita’ passata, quando Manafort divenne capo della campagna, richiamo’ l’attenzione della Chalupa, veterana funzionaria Democratica che aveva lavorato alla Casa Bianca di Bill Clinton, diventando poi consulente per il Comitato Nazionale Democratico. Essendo di origini ukraine, la Chalupa (avvocatessa pure lei, come la russa Natalia protagonista del pasticcio di Donad Jr.) uso’ i suoi contatti nell’ambasciata di Kiev per cercare di scoprire i “segreti” russi di Trump. Un ex membro del DNC ha ammesso a Politico.com, in gennaio, che Chalupa, con l’incoraggiamento del DNC, aveva chiesto di organizzare un’intervista nella quale il presidente Poroshenko (quello attuale, antirusso) avrebbe potuto parlare dei legami di Manaforte con Yanukovich. Non e’, questa serie di incontri organizzati dal DNC ufficialmente, una intenzione chiara di voler colludere con una potenza straniera per danneggiare un avversario presidenziale? 

Allora lo scoop di Politico.com fu sepolto nell’indifferenza dei media (e nella incapacita’ politica del team di Trump e del GOP e dei pochi giornalisti anti DEM), perche’ il crimine era stato commesso dalla campagna della Clinton. Ora lo ha riportato alla luce Sean Hannity, su Fox News, e il senatore Lindsay Graham ha citato ieri i brani salienti dell’articolo, che ho riportato sopra, durante l’audizione di Chris Wray in Congresso per essere confermato come direttore dell’FBI dopo Comey. “Indagherai anche sul caso Ukraina-Clinton?”, ha chiesto Graham. “Saro’ lieto di farlo”, ha assicurato Wray.

Quindi abbiamo la certezza che i media liberal non molleranno mai la presa su Trump-Putin, ma che dovranno arrendersi al “pan per focaccia” che i repubblicani, che si sono finalmente svegliati, serviranno all’opinione pubblica. Certo faranno quello che potranno mediaticamente, perche’ la grancassa della narrativa mainstream e’ in mano a New York Times e CNN. Ma se l’FBI di Wray agira’ come deve, equamente trattando i due casi, Hillary si trovera’ nelle stesse acque legali di Donald. Sulla similarita’ tecnica delle due situazioni si e’ espresso il sito Politifact, che ha citato l’opinione autorevole di Benjamin Wittes, editore del BLOG Lawfare, molto rispettato in materia legale: “Se ognuno e’ d’accordo sulla assunzione che e’ illegittimo lavorare con un governo straniero durante la campagna, allora e’ perfettamente corretto chiedere quale fosse la relazione tra la campagna Clinton e gli ukraini”.

di Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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