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Il dilemma

Il mistero della Clinton: chissà se lo fa per soldi o per politica

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Il mistero della Clinton: chissà se lo fa per soldi o per politica

Lo fa per i soldi? O lo fa per la carriera politica? Con Hillary e’ impossibile distinguere tra i due impulsi, perche’ ha sempre fatto cosi’ in ogni sua azione, basti pensare alla Fondazione Clinton: meta’ per far crescere il brand di famiglia in termini di eleggibilita’ o di posti di governo, e meta’ per far crescere il conto in banca. Quindi, il giro di conferenze e incontri in 15 citta’ che l’ex First Lady ha in calendario fra meno di tre settimane per lanciare il suo ennesimo libro (“What Happened”, “Che cosa e’ successo”, nelle librerie il 12 settembre) sara’ per meta’ l’occasione di firmare copie e guadagnare in diritti di autore, e per meta’ la verifica sul campo della possibilita’ di correre ancora, dopo le batoste subite da Obama nelle primarie per la nomination DEM nel 2008, e da Trump per la presidenza nel 2016. Dopo tutto, i proverbi di incoraggiamento per ributtarsi nell’agone non mancano: “non c’e’ il due senza il tre”, e, piu’ speranzoso “la terza e’ la volta buona”.

La scelta degli Stati in cui la Clinton raccontera’ la sua versione dell’ultima sconfitta sa tanto di voglia di rivincita: a fianco delle “roccaforti” “blu” (democratiche) che l’avevano fatta vincere lo scorso novembre (Distretto di Columbia della capitale Washington, California, New York, Massachusetts, Illinois, Oregon, Washington State), il programma prevede incursioni in Stati che l’avevano bocciata con suo grande scorno, dalla Pennsylvania al Wisconsin, dal Michigan alla Florida, e in Georgia, dove aveva addirittura cullato l’illusione della conquista di un elettorato tradizionalmente “rosso” (repubblicano). Completeranno il tour autunnale tre apparizioni in Canada (Toronto, Montreal e Vancouver), dove i biglietti per assistere alla performance di autocoscienza pubblica della presidentessa mancata costano circa 1200 dollari l’uno, contro i prezzi “stracciati” dello show a Broward, in Florida, con posti da 50 a 350 dollari per la prima fila.

Clinton ha assicurato, nella presentazione del viaggio, che raccontera’ al pubblico “la sua vicenda cruda, dettagliata e sorprendentemente divertente”, ovvio tentativo di ribaltare l’immagine di frigida donna politica senza anima e spontaneita’ che aveva contraddistinto la sua intera campagna. “In passato, per ragioni che cerchero’ di chiarire, mi sono sentita di dover essere prudente in pubblico, come se io stessi camminando su un filo senza avere una rete sotto”, ha detto l’ex segretaria di Stato, aggiungendo che “stavolta abbassero’ la guardia, mi lascero’ andare”.

Ora non c’e’ che da attendere le sue apparizioni, che inizieranno il 18 di settembre a Washington e si concluderanno il 13 dicembre a Vancouver, per vedere se lo choc di aver perso la Casa Bianca contro Donald Trump sara’ riuscito laddove aveva fallito l’umiliazione subita davanti al mondo per la tresca nella Stanza Ovale tra suo marito presidente e la stagista Monica: cioe’, a strappare la maschera di cinismo e di opportunismo finalizzati all’obiettivo del successo politico personale. La stessa maschera che Hillary porta fin da quando era la giovanissima First Lady, e gia’ cornuta notoria, del marito Bill governatore dell’Arkansas.

Quello che e’ certo e’ che la Clinton occupera’ spazio politico e mediatico per i prossimi tre mesi, sottraendolo oggettivamente agli altri Democratici che coltivano ambizioni presidenziali e che hanno tanto bisogno di visibilita’. Non a caso, Obama cerca di “guidare da dietro” il partito senza farsi troppo notare, perche’ e’ ben conscio che una propria sovra-esposizione soffocherebbe l’emergere di forze nuove.

Non e’ questo il problema per Hillary. Anzi, questo suo libro, con annesso giro d’America di propaganda, e’ il secondo serio indizio (dopo la creazione di un Comitato Politico di sostegno di cui abbiamo dato notizia qualche mese fa ) che si vuole tenere bene aperta la strada per una probabile corsa nel 2020.

Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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Commenti all'articolo

  • vladi.b

    30 Agosto 2017 - 18:06

    Auguro di cuore alla Clinton il famoso: "Non c'è il due senza tre" cioè la terza pesante SCONFITTA qualora si candidasse per la terza volta.-

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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