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Roba da matti

Bill De Blasio e la crociata contro Cristoforo Colombo: la follia sinistra

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Bill De Blasio e la crociata contro Cristoforo Colombo: la follia sinistra

La misura di quanto sia stata improvvida la campagna del sindaco DEM de Blasio contro la figura storica di Cristoforo Colombo, e’ che i contribuenti newyorkesi si ritrovano a pagare i costi della protezione che la polizia deve fornire alla statua, sulla piazza Columbus Circle, perche’ non venga attaccata e danneggiata dai gruppi di attivisti di sinistra, che gia’ hanno macchiato di vernice rossa un altro suo monumento a Central Park un paio di settimane fa. Una gazzella del Dipartimento di Polizia e’ piazzata, giorno e notte, a 20 metri dall’esploratore genovese, che e’ li’ dal 1892, quando gli italo-americani gli dedicarono l’onore durante le celebrazioni del 400esimo anniversario e non e’ mai stata “in pericolo” prima d’ora.

Ma lunedi’ 9 ottobre ci sara’ l’annuale sfilata del Columbus Day dall’altra parte del parco, sulla Quinta, e i militanti di Antifa e di Black Lives Matter sono una minaccia reale, visti i precedenti di attacchi a Baltimora e altre citta’. Si puo’ facilmente prevedere che de Blasio, che e’ italo-americano e ha annunciato che partecipera’ alla manifestazione dedicata ad un personaggio che lui considera riprovevole, sara’ guardato con disprezzo dalla folla. E’ piu’ che probabile che sara’ sommerso dai boo-boo di tanta gente che si e’ sentita offesa dalla sua scelta, in agosto, di nominare una commissione che decidera’ se la statua di Colombo “ferisce i valori dei newyorkesi”, e se deve essere abbattuta o "censurata".

Giovedi’ sera, durante una celebrazione della identita’ e del ruolo degli italiani in America che tradizionalmente si tiene qualche giorno prima della sfilata d’ottobre nella residenza ufficiale del sindaco, alla Gracie Mansion nell’Upper East Side sull’East River, l’ambasciatore italiano Armando Varricchio e’ entrato esplicitamente nella polemica su Colombo con il suo discorso, davanti a de Blasio: “Questo mese noi celebriamo un italiano molto famoso, Cristoforo Colombo”, ha detto il diplomatico ad una folla tra cui non c’erano le maggiori associazioni di italo-americani che avevano promosso il boicottaggio e neppure tradizionali presenze come gli attori Chazz Palminteri e Joe Piscopo. “Io penso che gli italiani, gli italo-americani e gli americani dovrebbero tutti essere orgogliosi di questo grande navigatore che viaggio’ con coraggio, dato lo scarso livello della tecnologia del tempo”. Tra gli applausi dei presenti, Varricchio ha lodato Colombo “per il suo grande contributo alla pace sulla terra, per aver connesso due parti del mondo e per aver permesso lo scambio delle idee”. Un messaggio storicamente tanto valido, quanto polemico nei confronti di chi non accetta di giudicare i personaggi storici per cio’ che hanno compiuto al loro tempo, e pensa di guadagnare punti politici nell’applicare le lenti dell’attuale correttezza politica ad ogni figura del passato.

De Blasio nel suo saluto ha completamente ignorato Colombo per non aggravare la sua posizione tra gli italo-americani nella imminenza del voto di novembre, in cui sara’ sicuramente rieletto in assenza di un’alternativa credibile tra i repubblicani. Peraltro, in tutto il paese non solo gli italo-americani sono gelosissimi nella difesa del tradizionale Columbus Day e dei monumenti all’esploratore: il 57% degli americani sono favorevoli alla sua celebrazione, secondo un sondaggio Marist, e solo il 29% si oppone.
E’ vero tuttavia che i liberal di estrema sinistra, gli Antifa, i BLM e gli attivisti che difendono i nativi-americani chiedendo di cambiare nome alla squadra dei Redskin, Pellerossa, perche’ sarebbe “offensivo”, da tempo cercano di minare la figura di Colombo. Infatti, ci sono citta’ amministrate dai DEM che hanno gia’ abolito il Columbus Day, come Los Angeles. Lo scorso novembre la citta’ di Bloomington, in Indiana, ha annunciato di chiamare il Columbus Day “Festa d’autunno”, e Portland, in Oregon, ha ribaltato totalmente il senso della ricorrenza nel 2015, chiamandola “Indigenous Peoples’ Day”, “Giornata dei popoli indigeni”. Non sono entrati nel merito di “quali” tribu’ onorare perche’ sarebbe stato imbarazzante decidere tra gli Apache, che notoriamente razziarono e sterminarono i vicini, e le popolazioni di nativi stanziali che furono vittime della loro ferocia. E che dire del contributo allo sviluppo del genere umano dato dai “popoli indigeni” se non fossero stati coinvolti, e travolti per la loro oggettiva arretratezza, nella lunga marcia del progresso dettata dalla civilta’ occidentale? E’ stato un viaggio straordinario, e contraddittorio, che ha portato gli astronauti, moderni Colombo, sulla Luna. E che permette agli Antifa odierni di scambiarsi ordini di attacco alle forze dell’ordine con gli iPhone quando non vogliono far parlare un conservatore nelle universita’. Il nostro Cristoforo, nato in Italia e finanziato dalla Spagna nella sua impresa, e’ uno spartiacque. De Blasio, che del resto e’ un sandinista dentro, continua a covare il ben noto rancore dei social-comunisti verso l’Occidente “imperialistico”. E sta dall'altra parte.
L’Italia comunque non dorme sugli allori di Colombo, e nella stessa giornata in cui ha insegnato a de Blasio il valore dell’esploratore genovese, l’ambasciatore Varricchio ha poi anche celebrato un moderno simbolo del Paese, il veneto Gilberto Benetton, premiato con il GEI AWARD (Gruppo Esponenti Italiani) per i successi imprenditoriali della sua famiglia in decenni di attivita’ nell’abbigliamento e nella ristorazione. L’occasione per il riconoscimento sono stati i festeggiamenti dei 40 anni di attivita’ della controllata Autogrill, che opera nel settore della mobilità, dell'innovazione tecnologica e del futuro tecnologico del cibo, con una fortissima e crescente presenza negli Stati Uniti attraverso la controllata HMSHost. L’America scoperta da Colombo e’ diventata, 525 anni dopo, il mercato strategico per il Gruppo Benetton, rappresentando oltre il 50% del suo fatturato complessivo.

Glauco Maggi
twitter @glaucomaggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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