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Voto a novembre

Sondaggi, elezioni di medio termine: l'asso nella manica di Trump potrebbero essere i millennials

18 Maggio 2018

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Sondaggi, elezioni di medio termine: l'asso nella manica di Trump potrebbero essere i millennials

La sorpresa alle elezioni di medio termine del prossimo novembre potrebbe venire dai millennials, la fascia tra i 18 e 34 anni. L’opinione pubblica corrente, suffragata in verita’ dagli exit poll della notte dell’elezione di Trump (quando il 55% disse di aver scelto Hillary e il 36% Donald) e’ sempre stata che gli elettori giovani non amano i repubblicani, e che questa inclinazione e’ un fattore positivo per i DEM nella prossima consultazione di medio termine, nel novembre 2018, per il rinnovo dell’intera Camera e di un terzo del Senato.

Ma se cambiasse l’umore dell’elettorato dei ventenni e dei trentenni nei confronti di Donald e del GOP? E’ quello che sta succedendo, secondo un recentissimo sondaggio di Ipsos-Reuters. L’entusiasmo per il partito democratico sta svanendo tra i millennials, scrive la Reuters commentando la sua ricerca. Il sondaggio online condotto tra 16mila votanti registrati tra i 18 e i 34 anni mostra che il loro sostegno per i Democrats rispetto ai Repubblicani e’ scivolato di ben 9 punti percentuali negli ultimi due anni, dal 55% al 46%. Inoltre cresce anche in questa fascia esordiente di elettorato, come in altre piu’ mature peraltro, la convinzione che il GOP sia meglio attrezzato per far andare bene l’economia. Sebbene circa due elettori giovani su tre dicano che a loro non piace il presidente personalmente, insomma, questo giudizio negativo non si estende automaticamente ai candidati repubblicani, e tantomeno si trasforma in voti per i candidati democratici.

Se si prende come riferimento il sondaggio del professore di scienze politiche della Universita’ della Virginia Larry Sabato, che dal suo sito “Sfera di Cristallo” ha confermato qualche giorno fa che le possibilita’ dei Democratici di conquistare la maggioranza alla Camera restano 50-50, come erano nelle sue rilevazioni precedenti, acquista dunque ancora maggior peso la “fluttuazione” in corso rilevata dalla Reuters. Se il trend del disamore verso i DEM e della nuova attenzione per il GOP prosegue nei mesi che mancano al voto, la conquista di 23 seggi che sarebbe indispensabile ai Democratici di Nancy Pelosi per tornare a controllare la Camera diventerebbe ancora piu’ ardua.

Secondo il professore di politica alla Columbia University di New York, Donald Green, “i giovani non sono ‘sposati’ ad un partito e sono piu’ facili da convincere dei cinquantenni e dei sessantenni, che non cambiano idea molto spesso”. La Reuters cita un esempio concreto di “fluidita’”. Terry Hood, 34 anni, un afro-americano che lavora al magazzino Dollar General Store di Baton Rouge (Louisiana), ha detto di aver votato per Hillary nel 2016. Adesso, per il Congresso, sta considerando di votare per i candidati del GOP: crede che questo partito abbia reso piu’ semplice trovare un lavoro e ha lodato i repubblicani per aver fatto passare i tagli alle tasse.

“Mi suona strano dire queste cose a proposito del GOP, ma loro stanno aiutando la gente anche nelle piccole cose”, ha spiegato nell’intervista telefonica alla Reuters. “Stanno portando via meno tasse dalla mia busta paga, e io l’ho notato”.

Mentre la percentuale tra i 18 e i 34 anni che si dichiara apertamente repubblicana e’ al 28%, come prima della elezione di Trump, e’ invece aumentata la fetta di indecisi, di chi potrebbe sostenere il candidato di un terzo partito, e di chi disertera’ le urne. E’ un allontanamento di aderenti al partito democratico che potrebbe rivelarsi decisivo per il risultato del prossimo voto di novembre in Congresso, ma anche per la sorte di Trump. Se la Camera non passera’ ai DEM, infatti, ogni teorico sogno liberal di impeachment svanirebbe anche sul piano tecnico, perche’ i DEM non avrebbero la maggioranza di voti che e’ necessaria ad avviare la procedura.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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