Cerca

La "guerra e pace" di viale Mazzini

Zavoli promuove Masi

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
La "guerra e pace" di viale Mazzini

Massì, se Lev Tolstoj  dovesse riscrivere oggi  "Guerra e pace", lo ambienterebbe a viale Mazzini. Nel palazzone a vetri guardato a vista da un cavallo, dall'interno del quale i mazziniani gestiscono la Rai, gli scontri e le dichiarazioni di resa sono un fatto quotidiano. E così nel giorno in cui la rilettura del caso Ruby, confenzionata a tempo per portare Berlusconi davanti ai giudici, scuote il mondo della politica e dell'informazione, a viale Mazzini scoppia la pace fra il direttore generale Mauro Masi e il presidente della commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, solitamente critico con il Dg. Per l’ex giornalista della Rai, epica la sua inchiesta sulla “Notte della Repubblica”, la tv di Stato “ha trattato la commemorazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia” nel migliore dei modi. “C’è da essere soddisfatti”, ha sentenziato Zavoli. Perbacco, un segnale di pace pesante quanto un macigno, considerate le critiche che Masi si è dovuto sorbire per le scelte fatte. Una su tutte: le serate spostate del programma di Fazio e Saviano. Che, alla fine, sono andati in onda, prendendosi un bel pacco di soldi. Nel giorno della pace fra Masi e Zavoli, a far la guerra ci pensa il direttore di Rai Due, Massimo Liofredi. Con un’uscita tutt’altro che misurata, il timoniere della seconda rete della Rai ha annunciato la chiusura di X Factor, dando, invece, l’Oscar della Rete a Michele Santoro, conduttore di Annovero. Con il quale, almeno sino a ieri, era in rotta di collisione. Altro che “qualcosa è cambiato”, siamo alla rivoluzione copernicana. Viale Mazzini, ovviamente, ha prontamente smentito Liofredi: “Nessuna decisione è stata presa”. Insomma, chi decide è il settimo piano di viale Mazzini, e non i piani inferiori. Lev Tolstoj ne avrebbe di roba per un altro volume di Guerra e Pace. Ah, tanto per non farsi mancare nulla, Masi ha querelato il Fatto Quotidiano di Padellaro e Travaglio. Ma lì la pace non avrà mai un capitolo, solo guerra. Senza frontiere… 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • marcocali

    15 Gennaio 2011 - 12:12

    Qualcuno riesci a chiarirmi queste frasi, per cortesia. “Chi vota per Berlusconi e Fini deve sapere che vota per la mafia” (6/3/96). “Non c’è il minimo dubbio: la Fininvest è controllata dalla mafia, Berlusconi è nel giro della mafia e le televisioni non sono sue, lui è il fiduciario”(4/12/96). Berlusconi è il “camorrista mafioso di Arcore” e “la Fininvest ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi” (25/10/98). Tuona Bossi in un comizio a Udine, “io non parlo dei mafiosi, di chi ha fatto i soldi con la mafia”;“ricordo che molti ragazzi del Nord sono sotto terra, morti di droga. Morti cioè con i soldi che poi sono arrivati a lui per le sue televisioni” (13/11/ 98). Etc, etc. Marco Calì www.sapienza-finanziaria.com/

    Report

    Rispondi

  • marcocali

    15 Gennaio 2011 - 12:12

    Qualcuno riesci a chiarirmi queste frasi, per cortesia. “Chi vota per Berlusconi e Fini deve sapere che vota per la mafia” (6/3/96). “Non c’è il minimo dubbio: la Fininvest è controllata dalla mafia, Berlusconi è nel giro della mafia e le televisioni non sono sue, lui è il fiduciario”(4/12/96). Berlusconi è il “camorrista mafioso di Arcore” e “la Fininvest ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi” (25/10/98). Tuona Bossi in un comizio a Udine, “io non parlo dei mafiosi, di chi ha fatto i soldi con la mafia”;“ricordo che molti ragazzi del Nord sono sotto terra, morti di droga. Morti cioè con i soldi che poi sono arrivati a lui per le sue televisioni” (13/11/ 98). Etc, etc. Marco Calì www.sapienza-finanziaria.com/

    Report

    Rispondi