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Le "armate" della premiata ditta Santoro&Travaglio pronte alla battaglia

alla guerra mediatica con giornali e tv

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Le "armate" della premiata ditta Santoro&Travaglio pronte alla battaglia

Limitarsi all’apparenza, stile Stalin che si chiedeva di quante armate disponesse il Papa, sarebbe un errore madornale. Perché la premiata ditta Travaglio, Santoro&Spinelli , nell’era della politica mass-mediatica, dispone di armate sufficenti per affrontare qualsiasi battaglia.

Prima di tutto il neonato movimento pro-toghe ha dalla sua due giornali, Repubblica e Fatto Quotidiano, un programma televisivo della Rai, Annozero, e un telegiornale, il Tg3 diretto da Bianca Berlinguer, che assicurano ai due giornalisti vere e propri armi per la comunicazione di massa. Repubblica e Fatto, insieme, vendono almeno 700mila copie e i contatti  stimati (ovvero in quante mani passa una copia del giornale) sono più di due milioni. Meno schierato, ma sufficientemente  innamorato del progetto, il quotidiano torinese La Stampa, diretto da Mario Calabresi. L’organo di casa Agnelli avrebbe scelto il ruolo di fiancheggiatore, sostenendo le ragioni di Santoro e Travaglio senza, però, sposarne ufficialmente la causa. E poi c’è Micromega, la rivista pensatoio diretta da Paolo Flores D’Arcais, da tempo alla disperata ricerca di un cavallo su cui puntare. L’impressione, stando all’editoriale di ieri del Fatto firmato da Flores D’Arcais, è che i pensatori della sinistra radical chic abbiamo scelto proprio Travaglio&Santoro. 

Il megafono televisivo, pur essendo saldamente nelle mani di Santoro (che dalla Rai percepisce uno stipendio annuo da 600mila euro),  gode di un effetto moltiplicatore dato dalla cepontiguità di Ballarò, il programma di Rai Tre condotto da Giovanni Floris, con i temi lanciati dal giornalista di Rai Due, e dalla sintonia che per certi temi ha Gad Lerner, star televisiva de La7 e conduttore del programma L’Infedele. I tre programmi, spalmati nell’arco della settimana (lunedì Lerner, martedì Floris, giovedì Santoro, valgono sul mercato televisivo porzioni consistenti di share. Sommati assieme si arriva al 40% di share, equivalenti  a circa 10 milioni di telespettatori. Travaglio, poi, presidia la piattaforma satellitare controllata da Sky, disponendo sul canale Current di una finestra settimanale per le sue riflessioni. In termini numerici si tratta di poca cosa, ma gli effetti mediatici sono notevoli, considerata la ricaduta che il programma ha sulla rete. Un altro bacino di potenziali sostenitori che Santoro ha toccato con un mano in occasione della serata bolognese di Raiperunanotte.

È proprio nella città felsinea che Travaglio e Santoro hanno capito quanto pesi la rete nella catechizzazione delle masse. Il conduttore di Annozero usa il sito del programma  per lanciare i sui Vaf (Valutazioni a freddo), mentre Travaglio rilancia su vari blog quanto “racconta” in televisione. E che la rete sia una colonna portante del sistema costruito dalla  premiata ditta lo dimostra il successo del sito del Fatto Quotidiano, i cuoi abbonamenti si avvicinano a quelli dell’edizione  cartacea. Infine l’editoria. Pur essendo un segmento meno composito, il movimento può contare sui buoni uffici della casa editrice Chiarelettere, dal catalogo bipartisan, e sul sostegno di altre case editrici minori. Ma visto che il momento impone il salto di qualità Travaglio ha pensato bene di pubblicare il suo ultimo libro con Garzanti. Una scelta che gli assicura l’ampliamento della sua già consistente fetta di mercato.


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Commenti all'articolo

  • carloultuli

    06 Febbraio 2011 - 19:07

    Si guadagnano i soldi come possono sopratutto dal popolo curioso che li guarda quasi tutti di destra o di centro carlo

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  • LEALTA'

    04 Febbraio 2011 - 17:05

    Si sono montate la testa: 7mln di ascontatori. Non hanno capito che ognuno seguiva la trasmissione solo e soltanto per cusiosità ma non per sempatia sia verso il programma che verso chi lo conduceva.Svegliatevi e capirete.E aggiungo: alle prossime elezioni Berlusconi le vincerà ancora una volta.

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  • LEALTA'

    04 Febbraio 2011 - 17:05

    E' inutile che vanno avanti perchè perderanno la battaglia prima di iniziarla.

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  • curcal

    04 Febbraio 2011 - 15:03

    che ci state a fare alla finestra a guardare?Datevi una mossa. Purtroppo, è necessario che vengano rintuzzate gli sproloqui e le menzogne che vengono sciorinati all' ascoltatore che non ha possibilità di sentire la controparte. Mi rifiuto di vedere santoro e la sua spudorata claque. Quanta signorilità in "Porta a Porta": ogni telespettatore ascolta i dibattiti (sia pure esagitati) e pondera serenamente senza applausi a comando. E' diventato indispensabile scendere al loro livello di "sbuttanamento". Rendere pan per focaccia, senza mezze misure. Altrimenti, si crea la sensazione che solamente loro hanno il dono della verità.

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