Cerca

E se fosse colpa del centrodestra la Rai troppo di sinistra?

La sinistra ha allevato i suoi Santoro e Floris

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
E se fosse colpa del centrodestra la Rai troppo di sinistra?
Secondo la legge di Murphy «se qualcosa può andar male, lo farà». Magari non subito, ma alla lunga Murphy e i sui adepti potrebbero aver ragione. Sì, perché la strada imboccata dal centrodestra in materia di Rai e derivati, non è di quelle facili da seguire. Troppi dossi, troppe cunette indicate male, con curve cieche dietro alle quali il rischio di andare a sbattere contro un muro è direttamente proporzionale alla necessità di asfaltare il percorso che porta al pluralismo televisivo, quello vero però.
Fuor di metafora, infatti, il documento elaborato in commissione di Vigilanza dal senatore del PdL Alessio Butti non è da buttar via in toto, nonostante le evidenti discrasie fra la realtà dei fatti e i voleri di una maggioranza che vorrebbe volare senza avere ancora le ali, ma è da usare con  cautela, trattandosi di una provocazione, più che di progetto politico. Anzi, una piccola anomalia per correggere una grande anomalia. Turn-over dei conduttori, alternanza dei programmi nell’arco delle settimane, giorni caldi e giorni freddi sono formule chimiche buone per un gioco di società, tipo “la Rai che vorrei”, ma difficilmente applicabili ai palinsesti Rai. Ai quali, invece, calzerebbe a pennello la ricetta indicata a suo tempo dal consigliere di amministrazione di viale Mazzini, Antonio Verro: «Il pluralismo si ottiene per somma, non per sottrazione». L’esponente della maggioranza, uomo tutt’altro che sprovveduto, ha capito prima degli altri che la Rai non la domi con lacci e lacciuoli -  anche se le regole servono - ma la riporti entro il recinto della corretta applicazione del contraddittorio a cui si deve rifare il servizio pubblico, se la polifonia è la regola e non l’eccezione. Il compito a cui dovremmo tendere, semmai, è quello di allevare e sostenere altri Santoro, altri Floris, altre Gabanelli.
Perché, e questo se volete è il nodo vero, nel corso di questi anni non si sono visti Santoro di centrodestra, Floris di centrodestra, Gabanelli, Iacona, Dandini e via di questo passo, con un sentimento politico vicino a quello della maggioranza? Perché di là i guru della telepredicazione e di qua il deserto dei Tartari?  Forse c’è stato un eccesso di sottovalutazione da parte di tutti. Dietro ai Ferrara di allora, ai Vespa di ieri e di oggi, non si vedono le nuove leve. Forse perché le nuove leve non hanno avuto la voglia d’imparare, preferendo la scorciatoia dei programmi d’evasione alla dura fatica della gavetta. Al di là del fatto che la Rai sia di sinistra. 
Detto ciò sia Paolo Garimberti, presidente della Rai, sia Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza non hanno del tutto torto quando affermano che l’atto messo a punto da Butti è una sorta di sfiducia nei confronti della Rai. Ma è altrettanto vero che un dibattito senza una provocazione non è un dibattito, ma un monologo. Di quelli cari a Marco Travaglio. E la sinistra, questa sinistra, non è allenata a misurarsi con le provocazioni. Salvo quelle che riguardano il premier.
Rispondi
 
Inoltra
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • pravda

    07 Marzo 2011 - 18:06

    Ma come c**** scrivi!!!Spiegati con chi ce l'hai?Non siete mai chiari quando fate dei commenti!Havete paura???

    Report

    Rispondi

  • pierobanca

    07 Marzo 2011 - 17:05

    siamo in mano ai garibaldini speriamo che qualcuno ci assista

    Report

    Rispondi

  • pierobanca

    07 Marzo 2011 - 17:05

    hanno avuto la libertà come mai sono tutti qua.che sia ora per noi di emigrare

    Report

    Rispondi

  • robe

    07 Marzo 2011 - 11:11

    Santoro e' fazioso, di sinistra e bravo. Floris e' di sinistra, meno fazioso e abbastanza bravo. Gabanelli e' brava e basta. Tutti una volta a settimana, la Gabanelli, che in fondo da piu' fastidio, anche meno. Il TG1, che ha perso e continua perdere ascolti in modo impressionante, c'e' piu' volte al giorno, e' fatto male, e' tanto fazioso da essere stupido, ma di esso non si parla, e' dato come una cosa scontata, pur rimanendo il massimo organo di informazione in Italia, che vale parecchi punti percentuali alle elezioni, piu' di quelli dei tre di sinistra sopra menzioneti presi tutti insieme. Vespa strapagato, che usa la Rai anche per propagandare la sua fabbrica di libri, che si e' prestato senza fiatare a ignobili show del Cavaliere, nemmeno si menziona, di nuovo e' dato per scontato. Vogliamo l'alternanza: valga per tutto e tutti! In realta' pero' l'articolista ha ragione: per fare l'arrosto ci vuole la carne, non Paragone!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog