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Silvio Forever, lo stop allo spot diventa un caso. Che non c'è

La Rai contro la Lucky red

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Silvio Forever, lo stop allo spot diventa un caso. Che non c'è

Magari sulla rete finirà con l'essere lo spot più cliccato della storia. O magari no. Magari dello spot del film “Silvio forever”, al cinema dal 25 marzo, bloccato dalla Rai che lo ha considerato «inopportuno» , non se ne accorgerà nessuno. L'orgia di antiberlusconismo militante, ormai, rischia di travolgere l'offerta stessa. Senza rispettare nessuno, nemmeno mamma Rosa, la madre del premier recentemente scomparsa. Troppo di tutto, e tutto troppo pompato. In fondo il successo italiano del regista americano Michael Moore - quello di Fahrenheit 9/11, tanto per capirci - non è stato così dirompente, nonostante la grancassa della sinistra al caviale. Ma essendoci di mezzo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e una Rai sempre più pasticciona tutto più accadere.

Fatto sta che la dirigenza della tv pubblica ha deciso di sospendere la messa in onda dello spot del film “Silvio forever”, inizialmente programmato a partire da domenica. La decisione è stata motivata con un non meglio specificato «approfondimento» da parte dell'ufficio legale di viale Mazzini. A sollevare il caso sono stati i manager della casa di produzione Lucky Red, i finanziatori del film “Silvio forever” firmato da Roberto Faenza e Filippo Macelloni. Il lungometraggio è stato costruito sulla sceneggiatura degli autori de “La casta”, gli editorialisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Il film, che racconta con immagini di repertorio la vicenda umana e politica del premier, sarà distribuito nelle sale cinematografiche a partire dal 25 marzo.

Lo stop dello spot, azione peraltro legittima da parte della tv pubblica, è stato subito bollato da vari esponenti di sinistra, a partire da Beppe Giulietti di Articolo 21, come un «atto censorio». Secca la replica da parte dei vertici di viale Mazzini che hanno rispedito al mittente tutte le accuse, ribadendo che non c'è stata «nessuna censura» per il trailer del film, ma solo «motivi di opportunità». In particolare sarebbero le immagini della madre defunta del premier, Rosa, il nodo attorno al quale si è sviluppato il ragionamento interno alla Rai. Senza tali immagini, sottolineano a viale Mazzini, lo spot potrà andare in onda regolarmente sulle reti della tv pubblica.

Nello specifico del trailer il passaggio incriminato, quello che nel carteggio fra la Rai e la Lucky Red viene definito «inopportuno», mostra uno spezzone di una intervista alla madre di Berlusconi che parla del figlio: «Non si vedrà mai una foto di Silvio in giro con le donne o altro».

 

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Commenti all'articolo

  • Era

    08 Marzo 2011 - 12:12

    Saputello del PdL che sa solo prendere le difese della Cricca, sappi che la Minetti NON e' in un consiglio in una citta' è alla Regione Lombardia!!! Il trota, come lo chiama il padre stesso Umberto Bossi, e' alla Regione Lombardia!!!!! Di quale città e provincia parli?!?!? Matti la qualche città e provincia a caso allora. Tanto si può scrivere ogni falsità vero? Credo che qui ad aver perso la chiavetta del cervello sei solo te. La minetti in una città e il Trota in provincia...ahahhaha...ma dove trovi le notizie Dai...cerca su Google o sui siti personali della Minetti o del Trota. Guarda sul sito della Regione Lombardia...per favore informati prima di spararle così grosse senza nemmeno citare fonti e/o città e provincie vere.

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  • mazimo

    07 Marzo 2011 - 14:02

    La povera donna e' stata ammaliata anche lei, vittima del grande seduttore venditore di patacche. Credo che una simile affermazione contenga tutta la forza devastatrice del berlusconesimo, potrebbe da sola rappresentare tutto il lungometraggio. Al confronto il "non ho mai pagato per andare con una donna" o "ho una stabile relazione sentimentale da almeno due anni" sono cosucce da ridere.

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  • costa10

    05 Marzo 2011 - 17:05

    "Sarà una riforma profonda!" E' per questo che sono le accuse senza prove(quelli foto) contro chi voglia disturbare un'Istituzione rimasta in debito agli antichi padroni scomparsi dal firmamento politico e nascosti ...chi sa ancora dove? Non posiamo escludere nemeno l'invidia cecca degli opposanti che agiscono inconsapevolmente con procesi e mezi impropri finche la Legge non passerra . Saluti da Costa10!

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