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I talk show della Rai finiscono nell'urna elettorale: più par condicio per tutti

vogliono la parità ma solo a parole

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
I talk show della Rai finiscono nell'urna elettorale: più par condicio per tutti
Silenzio, si vota.  Sulla scorta di quanto avvenuto in occasione delle regionali dello scorso anno, quando il regolamento per la par condicio fermò i talk show della Rai equiparandoli alle tribune politiche, la maggioranza vorrebbe bissare quell’esperienza in occasione delle prossime amministrative di metà maggio.
A proporre in commissione di Vigilanza sulla Rai lo stop dei vari programmi di approfondimento della tv pubblica, da Annozero a Porta a Porta, passando per Ballarò e l’Ultima Parola, sono stati gli esponenti della maggioranza, della Lega e dei Responsabili, presentando un emendamento alla bozza di regolamento predisposta dal presidente della commissione parlamentare Sergio Zavoli. L’obiettivo della maggioranza è quello di garantire un’applicazione stringente della par condicio in campagna elettorale. L’idea di base starebbe nel dare uguale spazio ad ogni candidato rendendo, di fatto, impossibile la realizzazione del programma. E questo si tradurrebbe nel silenziamento dei talk show, così come accaduto un anno fa. Un’ipotesi che l’opposizione vuole combattere con tutti i mezzi a disposizione, ricordando che il Tar si è già pronunciato sulla legge, stabilendo che non si possono  considerare le trasmissioni di approfondimento alla stregua delle tribune elettorali. Non solo. La bozza di regolamento messa a punto da Zavoli tiene conto della frammentazione del voto, trattandosi di amministrative, e affida alle testate regionali della Rai i programmi di comunicazione politica.  La maggioranza, invece, vuole trasferire in chiave nazionale l’intera materia. Un capitolo, quello dell’applicazione della norma contenuta nell’emendamento, attorno al quale ci sarà sicuramente battaglia.
E mentre la sinistra affila le armi, con il leader del Pd Pier Luigi Bersani  pronto a mandare una «lettera a tutti gli esponenti delle opposizioni sulla situazione dell'informazione in particolare nei Tg», i diretti interessati hanno  fatto sentire subito la loro voce. Michele Santoro, conduttore di Annozero,  parla di «provvedimenti liberticidi» che, qualora approvati, «porterebbero nuovamente alla soppressione dei principali programmi di approfondimento informativo del servizio pubblico». Bruno Vespa, invece, padrone di casa su Rai Uno di Porta a Porta, si augura che «venga evitato il blocco ai talk show», come avvenuto l’anno scorso, nella convinzione che «si possano trovare formule per obbligare tutti noi a condurre dibattiti realmente equilibrati». Ironico il commento di Giovanni Floris, conduttore di Ballarò: «Di nuovo? Errare è umano, perseverare è diabolico».
A completare il quadro Rai, poi, c’è il toto nomine. Se le consultazioni  avviate dal direttore generale, Mauro Masi,  dovessero dare esito positivo, dal cda di giovedì potrebbe uscire il nome del nuovo direttore del Tg2. In corsa restano i vice direttori del Tg1 Susanna Petruni e Gennaro Sangiuliano e il vice direttore di Rai Due Gianluigi Paragone, che è anche il conduttore dell’Ultima Parola.

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Commenti all'articolo

  • nlevis

    30 Marzo 2011 - 11:11

    un 41 bis a priori......

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  • nlevis

    30 Marzo 2011 - 11:11

    o erano ingenui o erano sciocchi...... anche con il 41 bis hanno allargato le maglie ai mafiosi . Io penso che in tutti e due i casi erano fattivi e ben consapevoli e anche se provengono ideologicamente da sistemi repressivi in Italia, spesso si tengono "un'uscita di sicurezza ": non si sa mai che ci serva per difenderci a rimanere " sul cavallo". Viva il trasformismo, il politichese, i dogmi traditi, e le mistificazioni: purchè conservino il potere.

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  • nlevis

    30 Marzo 2011 - 10:10

    quanti prodotti ci sono oggi in commercio confezionati con la canapa che siano utili, indispensabili e con un rapporto prezzo qualità significativo tanto da definirli utili? Tessuti? Prodotti per tamponamento ? Isolanti? Oli commestibili o per il trasporto ? Cure di bellezza? Escluda i presidi per la salute che vanno somministrati sotto controllo medico. Per cortesia me ne elenchi alcuni che rispettino appunto il rapporto di prezzo- beneficio e che servano non solo per sdoganare una sostanza psicotropa. Se amate" fumare" almeno non trovate scuse, dite semlicemente che avete un vizio.

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  • nlevis

    30 Marzo 2011 - 10:10

    i processi show.... che show sia.

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