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Montanelli secondo Travaglio, ma solo quello che fa comodo

Marco in teatro co un nuovo show anti-cav

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
 Montanelli secondo Travaglio, ma solo quello che fa comodo

Maneggiare con cura». Con certi personaggi come Indro Montanelli, diventati icone per volere della storia oltreché per ciò che hanno fatto e detto, bisognerebbe avere il buonsenso di usare quell’accorgimento tecnico stampigliato a caratteri cubitali sugli imballaggi, «fragile» compreso,  invece di lanciarsi in operazioni commerciali, come e hanno deciso di fare Marco Travaglio e Isabella Ferrari. I due, come racconta con tono incensatorio il settimanale L’Espresso in edicola oggi, dal prossimo 29 aprile saranno in giro per l’Italia con un spettacolo interamente anti-berlusconiano, compreso l’intervallo.

Il piatto forte del “tandem show” sarà la lettura degli scritti di Indro Montanelli da parte dell’attrice, icona del dolore cinematografico dopo i fasti di Sapore di mare uno e due. «Con  frammenti atemporali che bruciano di attualità», come recita L’Espresso, la premiata ditta Travaglio&Ferrari  proverà a smontare l’universo berlusconiano con gli scritti di Montanelli.  Il quale, è stato sì anti berlusconiano, ma solo dopo il cambio della guardia alla guida del Giornale dove arrivò Vittorio Feltri, ma sempre con stile e sufficiente misura.

Travaglio, ovviamente, farà leggere alla Ferrari gli scritti post 1994, non quelli ante, quando Indro non era affatto tenero con i giudici. Sì, d’accordo, Travaglio si fa vanto di essere stato assunto dal grande direttore toscano prima al Giornale e poi alla Voce, ma questo non giustifica un maneggiamento della materia montanelliana così disinvolto. Due esempi. Nel 1994 Montanelli e Mario Cervi vengono condannati  dal tribunale di Monza per diffamazione a mezzo stampa. A querelarli era stato il magistrato veneziano Felice Casson. A portarli in tribunale era stato un pezzo intitolato «Se il giudice fa lo storico, chi pensa al crimine?». Nel testo, i due giornalisti ironizzavano sulle svariate attività di alcuni magistrati. Sempre nel 1994 Montanelli e Giulio Anselmi, allora direttore del Messaggero, provocano le dimissioni del giudice Arnaldo Valente, conosciuto col soprannome di Papillon. Valente, all’epoca dei fatti, aveva avuto a che fare con “l’affaire” Mondadori. Leggeranno anche questi scritti il duo Travaglio&Ferrari?  Oppure maneggeranno con cura solo ciò che gli fa comodo?

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Commenti all'articolo

  • rennox60

    20 Aprile 2011 - 19:07

    Lassini sei un mona!!! non dovevi dimissionarti, hai perfettamente ragione perchè i fatti parlano per te!!!

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  • syrus

    19 Aprile 2011 - 15:03

    Craxi era buono, era leale ecc. Ma lo vuoi scrivere che era un ladro che derubava il denaro pubblico per arricchirsi alla faccia degli onesti cittadini, che è stato riconosciuto colpevole in diversi processi e che poi si è dato alla latitanza per sfuggire alla giusta condanna? E tu, caro Facci, tiri le orecchie a Stefania perchè osa mollare il tuo Silviuccio? Se devi dirla, dilla tutta la storia!

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  • ladyblak3

    18 Aprile 2011 - 21:09

    cos'altro potrebbe dire il servo esattamente ciò che avete detto voi. Alcuni parlano così perchè sonono costretti e sono i servi del padrone la maggior parte invece sono stupidi.

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  • riccardorama

    17 Aprile 2011 - 11:11

    sotto il sole. Il solito spettacolo, una esibizione faziosa di odio viscerale. Lasciamoli crogiolarsi nel loro fango, non provvediamo loro anche il truogolo.

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