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E ora sì che questa è un'azienda alla quale dare del Lei

una direttora a viale mazzini

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
E ora sì che questa è un'azienda alla quale dare del Lei
Mazzi di fiori di ogni tipo, compreso quello del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E poi la fila dei “questuanti”, arrivati in massa a viale Mazzini, blindato come non mai. Ingresso offi limits ai giornalisti, dirottati al circolo sportivo per la conferenza stampa di Raffaella Carrà. Insomma il primo giorno di Lorenza Lei, neo direttore generale della Rai, si è consumato fra omaggi floreali e richieste d’incontro, rispettando il protocollo. E la Lei ha fatto altrettanto, rispettando il suo. Sorridente, elegantissima - ieri indossava uno spolverino di raso nero allacciato in vita, abito al ginocchio e decoltè rosso - pochi minuti prima delle 10 è arrivata a viale Mazzini con la sua auto, entrando nel palazzone dall’ingresso di via Pasubio. Passo svelto, telefonino all’orecchio, con un gesto eloquente ha fatto capire di non voler parlare, com’è nel suo stile. Solo in serata un secco comunicato ufficiale: «Ringrazio l’azionista, il presidente Garimberti e il cda per la piena fiducia accordatami», dice la Lei, «sarà un cammino impegnativo da affrontare in tempi rapidi e per il quale occorrerà l’impegno di tutti». E proprio perché occorre l’impegno di tutti, da Milano arriva la prima richiesta: «Ci auguriamo che il ruolo della sede Rai lombarda venga riconsiderato e finalmente rilanciato», dice Pierfrancesco Gallizzi, consigliere dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e della Fnsi, a nome del Movimento Liberi Giornalisti, «per troppi anni è rimasta per la Rai un’entità marginale». Nel frattempo a viale Mazzini hanno già coniato la battuta del momento: "Ora si che questa è un'azienda seria, alla quale dare del Lei". Altro che quando  c'era lui. E sì come gira la giostra a viale Mazzini.... 

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Commenti all'articolo

  • minovitti27

    05 Maggio 2011 - 18:06

    la differenza tra destra e sinistra?subito detta: la sinistra difende il lavoro e nei momenti di crisi, non ha mai mandato a casa nessuno, la destra (BRUNETTA e la GELMINI) hanno soppresso migliaia di ONESTI lavoratori e tacciati anche come fannulloni, percio' se a lui fa schifo la sinistra , puo' immaginare cosa pensa la sinistra nei suoi confronti

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  • minovitti27

    05 Maggio 2011 - 17:05

    sono convinto che la dottoressa Lei riuscirà ad adempiere al suo incarico nel modo più corretto ed imparziale, visto che lei non esce dalla scuola del bunga bunga

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  • minovitti27

    05 Maggio 2011 - 17:05

    sono convinto che la dottoressa Lei riuscirà ad adempiere al suo incarico nel modo più corretto ed imparziale, visto che lei non esce dalla scuola del bunga bunga

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