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Santoro avvisa la Lei e attacca Libero. Siamo al delirio d'onnipotenza

Michele Chi? privatizza la Rai

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Santoro avvisa la Lei e attacca Libero. Siamo al delirio d'onnipotenza

Lorenza Lei, neo-direttore generale della Rai, la puntata di giovedì di Annozero non l'ha vista. «Aveva altri impegni», fanno sapere dal suo staff. Normale per una appena insediata, anche se di casa da tempo a viale Mazzini. Lo stesso staff della direttora, però, ieri mattina le ha fatto trovare sulla scrivania del settimo piano un ampio dossier sul contenuto della puntata. Che la riguarda da vicino, molto da vicino. Come riguarda noi di Libero, il direttore Maurizio Belpietro, l'Auditel, Bruno Vespa. Sì, perché quando Michele  Santoro  viene colpito nel vivo, nel caso specifico il rinvio a giudizio chiesto dal giudice per lui e Marco Travaglio, reagisce come un toro. Vede rosso e attacca.

Il buondì alla Lei

«In bocca al lupo al nuovo direttore generale», ha esordito  Santoro  nell'anteprima di Annozero, «speriamo che ora vengano ripristinare le regole televisive, altrimenti saranno di nuovo i giudici a dover parlare e come tutti sanno i giudici di Cassazione dovranno valutare le sentenze di primo e secondo grado che ci riguardano». Già, le sentenze. In forza delle quali  Santoro  è in onda, almeno questo il telepredicatore ce lo consentirà. Per il giornalista di Rai Due nessuno le ha lette, nessuno le conosce. Ma tutto questo è solo un pretesto, un sapiente antipasto televisivo per arrivare al bersaglio grosso, quello vero. «Sentenze di cui tutti parlano e scrivono, ma che pochi si prendono la briga di conoscere», dice  Santoro , «altrimenti non si direbbero sciocchezze tipo che i giudici hanno deciso che Annozero va in onda alla stessa ora e lo stesso giorno e così  Santoro  vita natural durante». Eppure questa è la realtà. Che il giornalista traduce così. «I giudici, piuttosto», ha rimarcato il conduttore, «hanno espresso un parere sugli accordi. Accordi che possono essere fatti naturalmente negli interessi superiori della Rai». Ecco, qui sta il succo dell'«avviso di garanzia», inviato a mezzo video, al nuovo direttore generale della Rai. Se la Lei dovesse decidere di mettere le mani sul programma, come ha fatto il suo predecessore, sappia che  Santoro  è pronto a difendersi in tutti i modi. Costi che quel che costi, perché dietro a questo avviso di garanzia c'è, inevitabilmente, il sapore dei soldi. Ai quali  Santoro  è particolarmente sensibile.

Regolato il conto con la Lei,  Santoro  si è occupato di Libero. «Si parla di noi in tutti i modi, come per esempio riportando il nostro rinvio a giudizio, ma non si dice che Geronzi è stato condannato a pagare le spese del processo e che la sua richiesta di condannarci per diffamazione è finita nel niente». Per carità,  Santoro  avrà anche ragione relativamente a questo dettaglio, ma se la prenda con il suo ufficio stampa. Invece è colpa nostra. «Libero, invece, ha pubblicato la mia foto scrivendo “Santoro rinviato a giudizio per diffamazione”. Evento straordinario», ironizza il conduttore, «che ci capita 5-6 volte all'anno in cui noi andiamo nei tribunali per le accuse che ci vengono rivolte». Dunque le notizie, pare di capire, sono tali solo se  Santoro  le reputa degne di attenzione. Per il pubblico proprio ed anche per quello degli altri.

colpo all'auditel

L'ultimo affondo contro l'Auditel. «Libero ha anche scritto che i risultati Auditel di Annozero», ha proseguito  Santoro , «sono taroccati e che noi abbiamo dei fan in chi fa i dati Auditel». Palesemente falso. Il collega Francesco Specchia si è limitato a raccontare un fatto confessato da una delle 500 famiglie campione Auditel, che ha candidamente raccontato come -da fan di  Santoro - ne manipola l'ascolto (prove alla mano). Altro che taroccamento dei dati. Cosa che, invece, fa  Santoro .«Quelli di Libero avrebbero potuto vedere i dati su Internet dove è difficile il taroccamento». «Sta di fatto», evidenzia  Santoro , «che i rapporti sono questi: Annozero 80 mila, Report 40mila , Ballarò 38mila e a Porta a porta diamogli 8000 altrimenti si deprimono». Che vuol dire “contatti”? Da quando sono un indice di ascolto? E chi li certifica? Anche noi ieri abbiamo visitato il sito di Annozero, e allora? «Sia chiaro comunque», ha concluso il conduttore, «che il lavoro che svolgono Libero e Il Giornale di controllare trasmissioni come la nostra, non solo è legittimo ma è anche necessario ed è l'anima del pluralismo. Parlare, però, di una manipolazione da parte nostra mi sembra eccessivo». Già, a sbagliare sono sempre gli altri.

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Commenti all'articolo

  • francaechiara

    12 Maggio 2011 - 15:03

    questo articolo non mi convince proprio, voi attaccate Santoro(liberi di farlo) e Santoro replica (delirio di onnipotenza). I contatti non sono auditel, ma dimostrano comunque interesse anche se per opposti motivi. se UNA famiglia su 500 dichira di essere fan di Annozero, ce ne può benissimo essere un'altra che non si sintonizza per la ragione opposta. non è una notizia.Io cambio subito canale se qualcosa non mi piace anche se non faccio auditel. vorrei invece dire a tutti quelli che vogliono cacciare questo o quell'altro dalla Rai, che sarebbe invece auspicabile che si moltiplichino le voci, quelle che ci piacciono e quelle che non condividiamo proprio. meglio poter scegliere che non avere scelta. A chi ogni volta parla di rispetto per chi paga il canone vorrei precisare che io lo pago anche per vedere annozero e vorrei essere rispettata. pago anche perchè altri possano vedere trasmissioni che io non vedrò mai ma non per questo ne chiedo la chiiusura.

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  • antonia44

    09 Maggio 2011 - 16:04

    Giudizio lapidario su Santoro: bravissimo nel curare i propri interessi !!! altrettanto bravo nello svolgere la sua professione...... ma " spregevole" nei rapporti umani !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • gasparotto

    09 Maggio 2011 - 10:10

    Sant'oro fa la voce grossa perchè ormai la storia sta a dimostrare,che comunque vadano le cose,lui ha il suo angelo custode,alias giudice del lavoro,che gli darà sempre ragione.Come dire,fa' il czzo e comodo tuo,al resto se succede a te qualcosa,ci penserò io. Basta rivoltare qualche articolo di codice,rigirarlo come un calzino,e magari trovarne alcuni atti alla bisogna,con tanto di incipit bizantineggiante. Giusta la sentenza del giudice da me adito,che dopo 10 anni mi ha fatto cornuto e mazziato,per una bagatella di confine,che ritenevo di una ovvietà tale, a mio vantaggio. Il codice ha fatto il miracolo al mio avversario,una tela di ragno che pian piano mi ha avviluppatto. Ricorso ha detto il mio avvocato.Fermati amico,gli ho detto,mai più dai giudici,qualora dipenda da me. Vade retro Satana.E mi son fatto il segno della croce,bagnandomi con l'acqua benedetta.!

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  • sibarita

    09 Maggio 2011 - 00:12

    non si potrebbe mettere a pulire i cessi alla rai ?

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