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Sgarbi battuto dallo share e dalla voglia di strafare

Il vero show la conferenza stampa

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Sgarbi battuto dallo share e dalla voglia di strafare
«Guarda Vittorio, guarda che roba», dice il collega del Corriere della Sera, Paolo Conti, porgendo a Sgarbi il suo Blackberry. E Vittorio si toglie gli occhiali, fa riposare per qualche minuto le corde vocali fatte vibrare per una conferenza stampa fiume, torrenziale quanto il programma, e resta stupito. Noi no. Anzi ci saremmo stupiti del contrario.
Ieri mattina il sito on-line del Corriere è stato preso letteralmente d’assalto per seguire in diretta la conferenza stampa di Sgarbi, facendo, forse, più share della trasmissione su Rai Uno. «Di certo è stata più briosa e interessante di quanto visto in televisione», dicono i messaggi che arrivano sui telefonini di tutti, compreso quello di Sgarbi. Ecco basterebbe forse questo per capire cos’è che non ha funzionato mercoledì sera su Rai Uno, o per certificare il fatto che Sgarbi ha voluto troppo anche da sé stesso.
la dittatura dello share
“Ora ci tocca anche Sgarbi” ha fatto registrare l’8.27% di share con poco più di due milioni di telespettatori. Pochi per un esordio tanto atteso quanto contrastato. Sufficienti per chiudere la trasmissione. Senza se e senza ma, come ha chiarito in serata la direzione di Rai Uno, escludendo la possibilità che possano andare in onda sulla rete ammiraglia ulteriori puntate del programma. Il direttore Mauro Mazza, alla richiesta del critico di avere una seconda chance ha risposto scherzosamente: «Caro Vittorio, Rai Uno ha già dato. Grazie, basta così». Ma davvero può bastare? Davvero Sgarbi si accontenta di una onorevole fine? «Pensavo ad un risveglio diverso, invece di un matrimonio è stato un funerale ed è difficile capirne le ragioni», dice Sgarbi, «Chi l’ha visto e Melania sono di interesse superiore rispetto alla difesa del paesaggio. Forse sul paesaggio dovevamo fare una puntata di Chi l’ha visto». Fatto salvo il ragionamento di fondo, la cultura non vale meno della cronaca, finalmente arriva l’ammissione di colpa, senza dimenticare le forti note polemiche. «È colpa mia. Ho sbagliato io a imporre un meccanismo narrativo non da prima serata», ammette il critico d’arte, «la Rai vuole il giallo di Avetrana, le escort di Berlusconi, gli omicidi, non è interessata alla cultura. Ho ricevuto 500 messaggi tutti positivi: a qualcuno quel modello è piaciuto»,  spiega ancora l’esperto d’arte, «e forse il mio spazio potrebbe essere di notte, prima di Marzullo. Posso solo dire che potevano essere diversi i ritmi, non potevano essere diversi i contenuti». Il suo contratto con la Rai resta in essere, da capire come viale Mazzini vorrà utilizzarlo. E morto il programma non Sgarbi.
La polemica sui costi
Nonostante l’ammissione di responsabilità, il capitolo costi prende il sopravvento sui contenuti. «I costi della mia trasmissione sono i costi della cultura. Anche Pompei costa. Purtroppo la cultura costa e costa anche in televisione. Non è Chi l’ha visto». E poi c’è Berlusconi, anche quando un programma non si occupa di lui. Perché al termine della diretta il critico televisivo, accompagnato da tutta la redazione, è andato a Palazzo Grazioli «per un brindisi, una festa a casa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». Di più. «Berlusconi», ha raccontato Sgarbi, «era compiaciuto per la trasmissione. Ha fatto alcune osservazioni tecniche, da uomo di televisione, sul programma». Già, però non  aveva visto gli ascolti. E di fronte a quelli anche il premier deve aver preferito la conferenza stampa al programma, offrendo a Michele Santoro il destro per la solita puntura velenosa: «Mai brindare prima di aver visto gli ascolti». In tv, però, mai dire mai.  
 
 

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    24 Maggio 2011 - 08:08

    Ricordo la moglie di Ciampi,la sora Carla come la chiamava Cossiga,che quando parlava di Tv,diceva che mandava in onda solo cialtronerie.Molti affermano che in TV manca la cultura.Se si pensa anche che il mondo culturale è in agitazione per i tagli. Fare cultura non alletta il popolino,che trae diletto dalle pinzellacchere e dalle trasmisssioni nazionalpopolari,felice espressione dell'allora onorevole PSI Manca. Una trasmissione di un'opera di Wagner non avrà certo la stessa audience del festival di Sanremo o di un Celentano che canta i suoi successi. Il popolo trae diletto dalle cose frivole,dalle barzellette di Crozza e dalle sparate di Grillo. Ecco Sgarbi ha audience quando va nelle trasmissioni ad urlare ed insulture,in quel momento è uno di loro,del popolo,è umano.Quando parla del giudizio universale,pochi sono disposti a seguirlo,preferirebbero parlasse dei suoi bunga bunga .Appunto, cose terrene,popolari.

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  • stizzosetto

    23 Maggio 2011 - 19:07

    @ seccatissima: per carità, Sgarbi è, come dice lei, persona intelligentissima, ma tanto intelligente, quanto arrogante e, personalmente, sono stanco di vedere e sentire persone della specie. Per Ferrara, spero non glielo tolgano, anzi, mi auguro che lo spediscano al suo indirizzo... p.s.: non ci crederà, ma voto per la sinistra.

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  • bigdavid85

    23 Maggio 2011 - 13:01

    No, ma certo che non vogliamo. Di corsa, di corsa ragazzi, cosa importa se la Moratti non ci piace, abbiamo i comunisti e gli islamici alle frontiere, dobbiamo compattarci e accettare il male minore. Signori non facciamoci usare, da chi utilizza i nostri legittimi timori solo per i propri scopi. Pisapia è certamente una persona di sinistra con idee di sinistra ma non è il male maggiore, il male maggiore è chi non ci sente perché è troppo impegnato a perseguire chissà quali scopi. Presidente, cambi campana, il paese va male e noi non ci sentiamo più da quell'orecchio.

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  • bigdavid85

    23 Maggio 2011 - 12:12

    Sgarbi è ormai un personaggio che si è fatto antipatico agli occhi della gente, come tanti altri che non hanno capito che aria tira nel paese, per questo gli è andata male.

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