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Ilaria D'Amico, la formula del successo senza eccessi

La 7 e Sky, politica e calcio

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Ilaria D'Amico, la formula del successo senza eccessi
I più la conoscono per le sue assidue frequentazioni con il mondo del calcio targato Sky. Già questo dettaglio rende Ilaria D’Amico un fenomeno atipico in un mondo fortemente tipicizzato com’è quello della conduzione televisiva, fortemente marcato dalla presenza maschile, nonché da un certo maschilismo, sia pur velato. Il fatto poi che Ilariona si vada guadagnando un posto al sole in quel ristretto spazio dei dibattiti televisivi con il suo Exit, talk show d’inchiesta in onda tutti i mercoledì su La 7 dove misura e buon senso sono la cifra stilistica, rende ancor intrigante il personaggio. Che, da mercoledì, non è più un fenomeno, ma un fatto.
Con il 6,48% di share l’ultima puntata del programma, dedicata al «vento del nord che scuote l’Italia» (il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri e il nobel Dario Fo fra gli ospiti),  ha fatto registrare il record stagionale di ascolti. La media della trasmissione de La 7 era del 4%. Un primato, quello ottenuto da Exit, che vale doppio, essendo arrivato nella serata in cui Vittorio Sgarbi, su Rai Uno, faceva registrare un clamoroso flop.
Insomma, calcio e politica, argomenti molto maschili in un Paese che non è per donne, vengono trattati dalla D’Amico in modo vincente e convincente, stando a quello che dicono i numeri.  «Ci sto molto comoda. Finché lasciano il pallino a me, io me lo tengo», ha raccontato la conduttrice al Corriere della Sera, in una recente intervista, «il calcio non mi impegna energie mentali, ho un approccio da tifoso nell’arena, vengo pagata per una cosa che mi diverte. Exit invece è il risultato di una passione coltivata da una vita che alla fine ha dato i suoi frutti. Ma se mi devo pensare tra 20 anni, mi vedo più a seguire attualità e politica, piuttosto che a sondare ancora le praterie del calcio». Forse non ha torto. E proprio perché la D’Amico vede così il suo futuro quando è stata ospite di Michele Santoro ad Annozero, ha esordito  dicendo di «essere venuta ad imparare dal maestro».

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Commenti all'articolo

  • ego1

    23 Maggio 2011 - 12:12

    La bella presenza e l'eleganza dei modi non sono sufficienti a dissimulare la notevole faziosità della D'Amico. Certo è sprovvista, per sua fortuna, della naturale e invincibile antipatia di una Gruber, ma le sue continue interruzioni degli interventi degli ospiti di destra seguono la medesima irritante tecnica, comune peraltro a tutti i conduttori di sinistra.

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  • piazzan

    22 Maggio 2011 - 00:12

    Con la voce che si ritrova mi sembra Rosa Russo Jervolino...E' ovvio che di Calcio capisce poco...e infatti gli hanno affiancato il piu' bravo Giornalista' in attivita':Mario Sconcerti...E' stata scelta per il suo aspetto fisico,a Sky sanno bene che lo Sport in Italia viene seguito al 90% dagli uomini...quindi meglio lei che una che assomiglia alla pur brava e professionale Mariangela Buttiglione...

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  • racchia

    21 Maggio 2011 - 17:05

    Ma è la stessa che intonava il lugubre canto della civetta per l'IVA a Mardoch? E' bravissima, ma ha ancora molto da imparare da Santoro. Innanzitutto a non fingersi neutrale quando trasuda malignetta faziosità da tutti i neuroni. E con una voce rompitimpani interrompe volentieri chi non è schierato con i boriosi radicalchic che fanno perdere le elezioni alla sinistra. Inoltre è abbastanza facile condurre un talkshow partigiano. Mercoledì ho vissuto due ore rilassanti di poesia sgarbiana. Sgarbi ha il profumo della bella sinistra di una volta libertaria e trasgressiva. Impulsivo come è, non può che essere uno SPIRITO LIBERO, lui sì.

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  • Fazer

    20 Maggio 2011 - 16:04

    E' la prima volta che vedo lodare su Libero una personaggio pubblico di sinistra come la D'Amico. Oppure non ve ne siete accorti e vale il solito detto che tira più... :)

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