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Troppo Silvio nei Tg, super lavoro per l'Agcom

Troppo berlusca nei tg di Rai e mediaset

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Troppo Silvio nei Tg, super lavoro per l'Agcom

Che fatica essere il presidente dell’Agcom, figurarsi un consigliere. Mai come in questo periodo - e che periodino!!! - sono tutti lì a tirare per la giacca Corrado Calabrò, presidente dell’Authority che sorveglia i mezzi televisivi d’informazione. Anche un respiro troppo forte, uno starnuto eccessivamente rumoroso sono considerati, ormai, palesi violazioni della Par  condicio, ovvero la legge più assurda e incomprensibile di questo mondo. Nemmeno nel momento di massimo splendore dei regimi comunisti dell’Est, tanto cari al leader del Pd Pierluigi Bersani, visto che li evoca tre per due, una legge così era stata concepita. Perché il vero fine della “impar condicio” non è quello di offrire gli stessi spazi a tutti i candidati e alle loro forze politiche, ma imbrigliare i giornalisti, ingessare i telegiornali, renderli attaccabili insomma. Eppoi  tutti lì a gridare al bavaglio e alla libertà di stampa in pericolo e via di questo passo, come fosse un mantra. Ci sarebbe bisogno, invece, di maggior libertà di manovra rendendo ai giornalisti gli strumenti giusti per fare il loro mestiere. E oggi, puntuale come le cambiali di una volta, che arrivavano davvero a bussare alla tua porta al momento della scadenza, Calabrò e stato tirato in ballo, nonostante il sabato del villaggio.L’Agcom ha già «chiesto chiarimenti» a Rai e Mediaset in merito alle interviste ai Tg del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha spiegato il presidente dell’Authority,a margine del presidio organizzato dal Pd davanti alla Rai troppo berlusconizzata. Lunedì, poi, la vicenda sarà esaminata in una riunione dell’Agcom. Di quale vicenda è presto detto. La Commissione servizi e prodotti dell'Autorità per la garanzie nelle comunicazioni, dovrà valutare, ai fini della par condicio, le interviste rilasciate ieri dal Presidente del Consiglio alle edizioni serali di TG1, TG2 e dei tre TG di Mediaset, giudicate uno scandalo della sinistra. “Gli uffici stanno lavorando e monitorano ora per ora le situazione. Sono già state inviate due lettere a Rai e Mediaset, nelle quali”, ha spiegato Calabrò, si chiedono chiarimenti. Tempo 24 ore per avere le controdeduzioni delle due emittenti, e lunedì si riunirà la Commissione servizi e prodotti che è l'organo collegiale che ha la competenza in materia”. Alla domanda se c’è l’eventualità di sanzioni nei confronti di Rai e Mediaset, Calabrò ha risposto: “Non anticipo mai decisioni collegiali. Posso solo dire che è sabato, gli uffici dell'Agcom sono qui al lavoro e stanno, e raccoglieranno tutti gli elementi utili per le eventuali deliberazioni del caso” . Della Commissione servizi e prodotti fanno parte, oltre a Calabrò, i commissari Michele Lauria, Gianluigi Magri, Antonio Martusciello e Sebastiano Sortino. Ovviamente c’è da sperare che le grida manzioniane della sinistra non riescano a prevalere sul buon senso. E sì, che fatica far parte dell’Agcom.

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