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I trucchi di Crozza e l'affondo di Bondi

come violare la par condicio e farla franca

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
I trucchi di Crozza e l'affondo di Bondi

L’ultimo, ma solo per l’ordine di apparizione, a battere un colpo al portone dell’Agcom è stato l’ex ministro Sandro Bondi. Con solerzia e dedizione alla causa, come sa fare soltanto il Don Abbondi di Arcore, ha preso carta e penna e ha denunciato l’ultima violazione della par condicio, consumata sul filo di lana. Dalla mezzanotte di venerdì è scattato il tradizionale silenzio elettorale. Ma prima che calasse il The end su una campagna elettorale tutt’altro che entusiasmante Maurizio Crozza, star de La7, la televisione metanizzata, si è giocato il suo jolly. “Durante il programma sulla emittente televisiva La7 condotto da Crozza si è visto chi occupa tutti i programmi televisivi, compresi quelli di intrattenimento, consentendo a Bersani una sorta di ubiquità grazie alla registrazione del programma stesso”. Pensieri e parole sono di super-Bondi, coordinatore del Pdl, decisamente infastidito da questo  trucchetto da saltimbanchi, adottato da Crozza. Un magheggio che, ai più, dev’essere sfuggito. Complice, forse, il venerdì sera pre-elettorale o l’inizio del week-end, poiché la maggioranza degli italiani ha spostato al venerdì i miti e i riti del sabato sera, ormai ampiamente sfrebbato nell’immaginario collettivo. E così è toccato a Bondi  da  Fivizzano, lanciare l’intemerata contro il Crozza   show e la presenza furbesca di culatello Bersani. “A questo punto”,  ha spiegato l’ex ministro, “sono curioso di registrare l’intervento e la decisione delle autorità che regolano il pluralismo televisivo e il rispetto della legge elettorale sulla par condicio, che evidentemente vale solo a senso unico”. Ecco, vorremmo registrarlo anche noi il solerte intervento dell’Agcom, pronta a sfoderare la spada quando si tratta di colpire telegiornali e  programmi che guardano con una certa attenzione alla maggioranza. Peccato oggi sia sabato e domani si voti… Peccato davvero perché avremmo voluto vedere l’effetto che fa il C rozza sanzionato….

 

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Commenti all'articolo

  • doblone

    02 Giugno 2011 - 11:11

    Crozza imbrattava le pagine del Tirreno di Livorno,diciamo che un giornalista imbratta le pagine come e quando lo decide il padrone.

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  • 7ernesto

    01 Giugno 2011 - 23:11

    Feltri e' imbarazzato per quanti bamba deve assegnare. Io propongo di assegnarne 30 ogni giorno , forse ce la caviamo in un anno.

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  • maxtex

    01 Giugno 2011 - 18:06

    Ormai e' di tutta evidenza la violazione sistematica - e incontrastata - delle norme della cosiddetta "par condicio" a esclusivo uso e consumo dei sinistra e ultrasinistra. Che fare? Visto che cancellarla non si puo' (verrebbe in breve tempo ripristinata per via giudiziaria) direi che occorre presentare da parte dei sostenitori del PDL valanghe di denuncie all'autorita' giudiziaria.

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  • Ghigia

    01 Giugno 2011 - 17:05

    Ma questo Bondi ha una gra bella faccia di bronzo! Mica sembra avere il senso del ridicolo, oltre che quello delle proporzioooni!!!! Ma vuoi mettere? Sono nulla il TG1, il TG2, il Tg4, il Tg5 (tutti i giorni), le varie puntate di Porta a Porta del buon Bruno Vespa , l'Ultima Parola del bravo Paragone, i messaggi a reti unificate dell'ottimo Silvio! Per non dire dei servizi tv dedicati ai vari messaggi che il medesimo Silvio ha inviato, un giorno sì e l'altro pure, ai più svariati Circoli: quelli della libertà, quelli dei giovani del pdl, quelli della cricca dei Balducci e degli Anemone, quelli dei pensionati e delle ballerine! Evidentemente, il povero Bondi deve dimettersi da se stesso.

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