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Santoro contro tutti: Anche La7 è berlusconiana

saltanto l'accordo con Ti media

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Santoro contro tutti: Anche La7 è berlusconiana
«Never spoil a good story with the truth», ovvero mai rovinare una bella storia con la verità. L’album delle leggende del giornalismo attribuisce all’editorialista del Globe Sam Silverman questo sfolgorante aforisma, buono per tutte le occasioni. Ecco, Michele Santoro, patrono di tutti i conflitti d’interesse e signore indiscusso degli editti bulgari, è la personificazione di quell’aforisma. La storia, quella che lui va raccontando, ovviamente è che a La7, che ha deciso di sbattergli la porta in faccia dopo un mese di estenuanti trattative, sono ostaggio di un «colossale conflitto d’interessi» e che l’intesa è saltata per colpa «d’interventi esterni», dei quali, però, Santoro non ha nessuna prova. Ecco, appunto, una bella storia. Di quelle dove il grande vecchio orwelliano controlla tutto e tutti e impedisce ai bravi conduttori, come Michele chi? di lavorare. Anzi, di pontificare. Insomma, stando allo scenario tratteggiato da Santoro, la rete più di sinistra dell’etere si sarebbe inchinata ai diktat di Berlusconi, senza colpo ferire. Il solito cazzotto in cielo, sferrato per attizzare la piazza, quella di “Tuttiinpiedi” e “Raiperunanotte”, alle quale Santoro non vuole rinunciare.
La verità, quella che non deve rovinare una bella storia, è che a La7 alla chiusura dell’accordo non ci hanno mai creduto veramente. Prima la distanza sugli aspetti economici, poi la fossa delle Marianne della copertura legale e dell’esclusiva. Il conduttore di Annozero voleva la massima libertà di manovra, addirittura superiore a quella ottenuta in Rai, ma con la garanzia che le querele le avrebbe pagate la rete. Non solo. La7 chiedeva l’esclusiva, anzi la sottoscrizione di un  patto di non concorrenza, mentre Santoro vuole esser libero affrontare le nuove frontiere della comunicazione.  Ed è su questo aspetto, e non su questioni pseusdo politiche o su presunti conflitti d’interesse, che la trattativa è naufragata. Una verità molto diversa dalla bella storia raccontata da Santoro, peraltro ampiamente rintracciabile nei comunicati di entrambi gli attori di questa commedia degli equivoci. La7, nell’annunciare la rottura delle trattative, parla di «inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore». Santoro, che nella tv di proprietà di Telecom Media avrebbe voluto - e scusate la metafora inelegante, ma estremamente efficace - fare “il frocio con il culo degli altri”, parla di «inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse» e solo dopo dell’insorgenza  degli «stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti». Niente è come sembra.
E proprio perché Santoro è un mago nel gioco delle tre carte, il direttore del Tg de La7, Enrico Mentana, il primo ad investire sull’arrivo del collega, si è visto costretto ad andare contro il proprio attuale datore di lavoro. «La7 spieghi che non ci sono state pressioni esterne sull’interruzione delle trattative con Santoro, dice il fondatore del Tg5, «in qualche modo non soltanto la Rai e Mediaset ma anche La7 deve tenere conto del fatto che, se lui non vuole, le cose non si fanno».  Amara constatazione per uno che da Mediaset è scappato per molto meno. E ora che farà Santoro? Con Sky c’è stato un abboccamento, primi annusamenti, ma nulla di più. Al giornalista l’idea di finire sul satellite non piace molto. Molto più accattivante, invece, l’idea di tornare in Rai. Altra bella storia.

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Commenti all'articolo

  • lolalola1941

    11 Luglio 2011 - 21:09

    Finalmente ho visto la Bindi e Di Pietro felici, hai meschini gli basta poco. Hanno scarcerato ciancimino speriamo che i magistrati non gli tolgono la sua scorta .Va protetto, ce lo vogliono rubare.Sono atea non riesco ha credere in Dio tantomeno ai pentiti.ciao lola

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  • ottobre59

    09 Luglio 2011 - 00:12

    Santoro urla, inveisce, sputa veleno e sentenze appoggiato da una ragazzina arrogante , presuntuosa e senza alcun titolo e da un sarcastico idiota che per parlare ha bisogno di leggere gli appunti...altrimenti dimentica le idiozie elaborate dalla sua mente perversa nell'arco della settimana ed un altro ancora che si diverte a sfottere con i fumetti commentati in maniera stomachevole come il suo aspetto. Tutto questo pagato con i nostri soldi che offrono tanta pubblicità a questa banda di sciarmati arrabbiati. Saluti caro Santoro a non rivederti mai più.

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  • lupodellasila

    08 Luglio 2011 - 16:04

    Nell'Italia degli anni '50, quando arrivava il circo in città, i carrozzoni con il caravan del titolare si fermavano in periferia mentre il corteo dei figuranti - animali compresi - sfilava per le vie del centro: "Venghino, venghino... reduce dai successi di Parigi... questa sera grande spettacolo"! L'analogia con il caso Santoro-RAI sarebbe perfetta se i ruoli non fossero invertiti. Infatti il "corteo dei Figuranti" ( Sandro Ruotolo, Vauro Senesi, Marco Travaglio...) rimane acquattato in periferia, nel carrozzone del capocomico, mentre il titolare sfila per le vie del centro a fare opera di "Venghino, venghino". La cosa comica è che l'invito non è per il pubblico pagante, bensì per le telecamere in genere. Riuscirà a convincere qualche video-operatore ad andare a riprenderlo mentre, nel chiuso di un caravan, griderà alla luna tutta la sua grandezza incompresa?

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  • Gancherro

    08 Luglio 2011 - 14:02

    Ma quest'emerito imbroglione non si rende conte che il suo status è "Dipendente" della RAI. Cosa vuole questa iena con la bava alla bocca? Vuole soldi, vuole comandare, vuole che la direzione Rai e la7 si inchinino al più grande contaballe e mistificatore dell'italietta! Ma vada a raccogliere immondizia a Napoli (visto che l'immondizia è il suo pane quotidiano!). Non se ne può più di questo farabutto! L'imbecille si presenta in tuta da metalmeccanico (vigliacco!!) a cantare "Bella ciao! E a nessuno dei lecchini presenti è venuto in mente di mandarlo a fare veramente il metalmeccanico! A spazzare Napoli! LADROOOOOO!

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