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E Sangiuliano si lamentò per il servizio sui fatti d'Ungheria...

direttori sotto stress e Procure in strass

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
E Sangiuliano si lamentò per il servizio sui fatti d'Ungheria...

Pare, le prossime paginate del Fatto Quotidiano dedicate alla sbobinatura delle intercettazioni delle telefonate di ieri (prima i verbali arrivano al giornale che le vista poi al magistrato che indaga) diranno se è vero, che anche Lucifero in persona abbia chiamato il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per lamentarsi di un servizio. E pare che lo stesso Diavolo abbia chiamato Ferruccio De Bortoli, Ezio Mauro, Mario Calabresi, Maurizio Belpietro e Vittorio Feltri per la stessa ragione. Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Libero e Giornale non avrebbero fatto un buon servizio all’Inferno.  E’ sicuro, invece, che Gennaro Sangiuliano, vice direttore del Tg1 ha chiamato Minzo (al secolo Augusto Minzolini) per ristabilire la verità sui fatti del 1956 e per solidarizzare con i compagni ungheresi, sostenendo che l’intervento russo non è stato un atto d’aggressione, un’invasione militare, ma un’azione di soccorso fraterno. Epperbacco, diciamo le cose come stanno una volta per tutte, su.

Sì, d’accordo abbiamo esagerato, ma secondo me ad esagerare sono certi magistrati e alcuni giornali diventati l’house organ delle toghe. Partiamo da un dato di fatto. Chiunque faccia questo mestiere, il giornalista, oggi giorno riceve svariate telefonate da politici, se segue la politica, da artisti, se scrive di spettacoli e di calciatori e procuratori se sta allo sport. A volte sono per delle dritte, altre per confutare tesi, ma in svariati casi per lamentarsi del trattamento ricevuto. Dunque, siamo tutti colpevoli. Ecco questo è il punto: dove sta lo scandalo nella storia raccontata dal Fatto? Non c’è,  non esiste il fatto, esiste sono il giornale che lo crea. E per capire di cosa stiamo parlando basta leggere le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’opposizione per capire come la sinistra abbia strumentalizzato la vicenda. “Le notizie ( quali? Ndr) riportate dal Fatto quotidiano sulle telefonate fatte a Minzolini da Gianni Letta e da Gianni Alemanno aggiungono un altro particolare agghiacciante alla già scandalosa storia recente del Tg1”. A sostenerlo è il senatore del Pd Vincenzo Vita, componente della commissione Vigilanza Rai, commentando le indiscrezioni pubblicate dal giornale diretto da Antonio Padellaro. Secondo Il Fatto quotidiano, nel mirino del gip di Trani Roberto Oliveri del Castillo sarebbero finite le intercettazioni di alcune telefonate tra il direttore del Tg1, il sindaco di Roma e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, registrate nel 2009 nell’ambito dell’inchiesta Rai-Agcom, che testimonierebbero le “pressioni esercitate dal Pdl” su Minzolini.  Alemanno si sarebbe lamentato per un’inchiesta sulla vita notturna a Roma, mentre Letta si sarebbe interessato “ad alcuni giornalisti” e avrebbe discusso, sempre con Minzolini, “della loro posizione in Rai”. Ecco, secondo voi qual è il reato? Si accettano scommesse, prima che indaghino anche il Diavolo e Sangiuliano....

Nel frattempo c’è anche qualche buona notizia. Si va verso la richiesta di archiviazione circa l’indagine che vede indagati per abuso d’ufficio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e i direttori del Tg1, Augusto Minzolini, e quello pro-tempore del Tg2, Mario De Scalzi. Si tratta del procedimento aperto dalla Procura di Roma in relazione alla denuncia presentata dai radicali Emma Bonino e Marco Cappato e che riguardava le interviste al premier andate in onda il 20 maggio scorso. Per i magistrati di piazzale Clodio non ci sarebbero elementi tali da proseguire nelle indagini effettuando ulteriori accertamenti. La posizione dei direttori dei Tg Mediaset - su cui andarono in onda analoghe interviste al premier - è invece per competenza all'attenzione della procura di Milano. Nella denuncia dei radicali si sottolineava come “gli interventi di Berlusconi nei tg siano, per temi trattati, scenografia con tanto di simbolo elettorale alle spalle e montaggio del registrato, dei veri e propri spot elettorali assolutamente vietati nei notiziari”. La posizione di Berlusconi non è stata trasmessa al Tribunale dei Ministri in quanto, secondo la procura capitolina, in questo caso il premier ha agito come presidente del Pdl e non nella vesti di presidente del Consiglio. Forse c’è anche qualche speranza....

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