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Usi e Busi dalla Rai, la Tv senza rete...

Tornando al Tg1 dopo Rai Tre

Enrico Paoli

Enrico Paoli

Toscano di nascita, ma romano di adozione (e vocazione) ha iniziato a "imbrattare" pagine al Tirreno di Livorno, scrivendo di sport e spettacoli, passando poi alla Nazione di Firenze. Prima di approdare al Giornale, (edizione toscana) si è divertito lavorando in radio (una passione che non accenna a diminuire nonostante gli anni). A Libero sono arrivato quasi dieci anni fa, per "colpa" di Feltri, transitando per la cronaca di Roma, che ho guidato sino al 2007. Da allora ad oggi politica e Rai.... quanto basta per non annoiarsi....
Usi e Busi dalla Rai, la Tv senza rete...

Evidentemente nemmeno a Rai Tre sanno più cosa farsene della fatina del video. Si, qualcuno ha pure provato a rilanciare l’opzione Busi in conduzione, ma l’idea di accollarsi un altro flop, dopo quello di portato a casa con l’esperienza di Articolo Tre (programma entrato di diritto nella top ten dei fiaschi televisivi con la sua media del 3% di share) deve aver convinto tutti dal deporre le armi. E cosi Maria Luisa Busi, ex conduttrice del Tg1 delle venti, ex conduttrice della terza Rete, a partire da settembre - perché le vacanze sono sacre, sia mai che uno se le rovina così – torna al punto di partenza, ovvero nella pancia del primo telegiornale della tv di casa nostra. Ovviamente di ritorno in conduzione, in particolare del Tg delle venti, nemmeno a parlarne. Per lei, come è già avvenuto con Tiziana Ferrario, è pronta una scrivania agli speciali e, con tutta probabilità, la fascia di cui dovrà occuparsi sarà quella del mattino. Il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, di tutta questa storia è che la Busi se ne era andata dal Tg1 sbattendo platealmente la porta in faccia a tutti, mentre per il rientro a scelto la soluzione del basso profilo. Alla chetichella, parlando soltanto con poche persone, ha iniziato il percorso inverso. Il che potrebbe far pensare ad una deposizione delle armi da parte della giornalista, magari nella convinzione che il vento della politica stia cambiando, oppure all’adozione di una strategia di lungo periodo. Sia come sia, difficilmente colleghi e telespettatori potranno far finta che nulla sia successo, a partire dalla famosa lettera affissa in bacheca dalla Busi, con la quale dichiarava ufficialmente guerra al direttore del Tg1, Augusto Minzolini. “Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia”, scriveva la Busi nel maggio dell’anno scorso, “caro direttore  ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 del Tg1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali”. La giornalista smise di condurre il telegiornale delle venti ed iniziò la traversata nel deserto di Saxa Rubra per approdare a Rai Tre. Forte della sua immagine e convinto di aver pescato il Jolly il direttore di Rai Tre, Paolo Ruffini, decise di affidarle la conduzione di Articolo Tre, programma nato sulle ceneri di Mi Mande Rai Tre. Una scelta, quella di Ruffini, a dir poco infelice. Dopo appena 4 puntate la trasmissione fu chiusa. I bassi ascolti e lo scarso appeal della conduttrice le ragioni della decisione, con annessa polemica finale. La Busi, infatti,  accusò la Rete di non averla sostenuta adeguatamente, nonostante le avessero apparecchiato una struttura tutt’altro che di scarso peso. Da quel momento la Busi ha preferito dedicarsi al ruolo della “pasionaria” sfornando un libro, “Brutte notizie”, che non passerà certo alla storia. Però le ha permesso di girare l’Italia, raccontando  la sua versione dei fatti circa l’uscita dal Tg1. E ora che deve farci ritorno chissà cosa s’inventerà. Magari qualche altra brutta notizia per fare bella figura. Magari....

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Commenti all'articolo

  • strangio

    26 Luglio 2011 - 22:10

    anche io vorrei dire al mio datore di lavoro,che voglio lavorare secondo le mie idee professionali,se no mi licenzio,sai le risate

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  • claudionebridio

    25 Luglio 2011 - 18:06

    Con la Bisi il TG1 era divenuto la cassa di risonanza del più becero femminismo antimaschile. Il malebashing è la cosa che sa fare meglio. Che se ne vada a fare propaganda alle "indignate" del TG3.

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  • Piccolapatria

    24 Luglio 2011 - 11:11

    della Busi come giornalista è conclamata e confermata con il fallimento del programma articolo 3. Aveva la conduzione del TG1 nell'orario più prestigioso , ma per merito di che o di chi? Dopo aver sputato il livore che solo gl'incapaci sanno usare, era stata accolta alla rete 3 ( quella dei migliori) dove, appunto, ha rivelato la sua pochezza professionale, ora fa dietrofront quasi impunita con l'appoggio di che e di chi? La RAI dovrebbe essere azienda privata e i "giornalisti" falliti si potrebbero licenziare e risparmiare a noi contribuenti l'onere di mantenerli a stipendio per la vita.

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  • Dream

    23 Luglio 2011 - 13:01

    con il cavolo che il mio titolare (impresa privata) mi avrebbe riassunta dopo lo sputtanamento nazionale! neanche al magazzino ricambi mi avrebbe messo!! Non ci resta che soccombere!

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